giovedì 1 ottobre 2026

da Il Manifesto del 26/09/2026

Zelensky crede a Trump «Abbiamo dei Patriot» 

di Ester Nemo


Al netto dei raid che continuano a falciare vite di civili, ci sono discrete notizie per l’Ucraina, almeno sulla carta: dallo sblocco di fondi europei per un ammontare di 6,6 miliardi e lo stanziamento di 9 miliardi deciso dalla Norvegia per il 2027, all’annuncio fiducioso del presidente Zelensky che avrebbe incassato l’ok deciso infine da Trump per la licenza necessaria ad autocostruirsi gli ormai famosi missili intercettori Patriot, considerati essenziali per garantire una difesa efficace dagli sciami di attacchi che anche la notte scorsa si sono ripetuti su Kiev, e non solo.

CAPITOLO SOLDI (OVVERO ARMI). «Presto arriveranno altri aiuti da parte nostra» promette Ursula von der Leyen, commentando l’accordo raggiunto per rendere disponibile il nuovo pacchetto miliardario destinato all’Ucraina: «È un’ottima notizia. Significa maggiore sostegno alla difesa del Paese, dall’addestramento alle attrezzature», ha detto la presidente della Commisione Ue.

Precedentemente Zelensky, incontrando a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store e il presidente finlandese Alexander Stubb, aveva portato a casa l’intenzione del governo di Oslo di stanziare circa 9 miliardi di dollari a sostegno delle capacità militari dell’Ucraina per il prossimo anno. «È fondamentale non solo per l’Ucraina – ha detto Gahr Store – ma anche per garantire la sicurezza del nostro Paese, che condivide un confine con la Federazione Russa».

La soddisfazione più evidente Zelensky l’ha manifestata nel tweet in cui riportava del faccia a faccia avuto a New York con il leader della Casa bianca: «Nel nostro incontro, il presidente Trump ha sottolineato di aver preso la sua decisione definitiva: l’Ucraina riceverà le licenze per produrre missili Patriot. Ci sono accordi concreti al riguardo».

QUANTO AL TRILATERALE Russia-Ucraina-Usa di cui si è parlato, il presidente ucraino ha aggiunto: «Stiamo aspettando che gli Stati uniti propongano una data, hanno proposto gli Emirati Arabi Uniti come sede dell’incontro». Secondo altre fonti citate da Bloomberg Trump sarebbe tornato a proporre a Zelensky di recarsi a Mosca per incontrare Putin. Invano.

Alla Tass lo stesso Putin ha raccontato che «la Russia era pronta a riprendere i negoziati dopo le elezioni, ma l’Ucraina ha tentato di colpire Mosca e ha attaccato i seggi elettorali. È stata Kiev a iniziare gli attacchi contro le infrastrutture civili, e ora deve subire una risposta». Incontrando i giornalisti a San Pietroburgo il presidente russo è poi tornato ad assicurare che non esiste un piano né un motivo per attaccare i paesi europei, definendo le dichiarazioni occidentali in tal senso «una completa assurdità».

Sui Patriot non si è fatto attendere il commento, vagamente sarcastico, del Cremlino attraverso il portavoce Dmitry Peskov: «Monitoriamo a quali Paesi vengono fornite licenze – ha detto – e di quali sistemi vengono riforniti. Zelensky ultimamente parla molto».

ANCHE IL NUMERO DI VITTIME registrato nella capitale ucraina – salito a 7 in serata – parla molto dell’attuale fase del conflitto. «Al momento, 46 residenti sono rimasti feriti» ha aggiunto su Telegram il sindaco di Kiev Vitalij Klycko. Tra le vittime c’è anche un cittadino israeliano di 14 anni, rimasto ucciso nell’attacco di un drone contro un edificio residenziale. Il ministero degli Esteri israeliano conferma e condanna.

Gli ultimi attacchi russi hanno determinato anche la chiusura del grande complesso siderurgico ArcelorMittal di Kryvyï Rig, la città natale di Zelensky. L’acciaieria che finora la guerra non era riuscita a fermare, è stata colpita il 21 settembre da almeno quattro missili che hanno provocato cinque morti e 17 feriti tra i dipendenti, oltre a «ingenti danni agli impianti produttivi».

LA GIORNATA DI IERI si segnala anche per un incidente militare al di qua della nuova cortina di ferro. In Lettonia, dove è in corso un’esercitazione della Nato battezzata Forward Land Forces, sono rimasti feriti quattro bersaglieri italiani. Sembra che una raffica di mitragliatrice partita accidentalmente da un veicolo corazzato “dardo” guidato dai nostri abbia colpito un altro mezzo dello stesso tipo che lo precedeva. I quattro soldati feriti sono stati trasferiti all’ospedale di Riga.

Uno di loro è in condizioni serie ma non in pericolo di vita.