lunedì 8 giugno 2009

ORA SAPPIAMO.

  • In che Italia viviamo…

 

  • Qual è l'onda vincente…

 

  • Quanto gioca il potere mediatico…

 

  • Quanto è scarso il senso critico…

 

  • Quanto sono potenti i corruttori…

 

domenica 7 giugno 2009

RICEVO E PUBBLICO VOELNTIERI

COMUNICATO STAMPA L'AFRICA MERITA RISPETTO

Medici con l'Africa Cuamm esprime indignazione e rammarico per le recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio offensive della dignità del continente africano

Padova, 5 giugno 2009 - Medici con l'Africa Cuamm, organizzazione non governativa che da oltre di cinquant'anni si spende per la tutela del diritto alla salute delle popolazioni africane, si sente interpellata dalle recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che paragonano Milano all'Africa come termine di un confronto indegno e irrispettoso. Cosa direbbe il nostro Presidente del Consiglio visitando città europee come Londra, Parigi o Amsterdam in cui il multiculturalismo è una dimensione quotidiana e immediatamente percepibile?

Saremmo ben lieti di accompagnare il Presidente Berlusconi in una delle capitali africane dei 7 paesi in cui operiamo. Lì potrebbe toccare con mano che le cause  che producono migrazioni di popoli, non di semplici individui, sono tanto complesse e intrecciate che non sarà il "cerotto" dei respingimenti ad arrestarle. Pensiamo all'accesso all'acqua pulita, al cibo, all'istruzione, alla salute, alla ridistribuzione dei proventi delle materie prime. Agire su questi problemi è certamente impegnativo ed è quanto ci si aspetta da uno statista. Magari, oltre ai paragoni infelici da campagna elettorale, al Presidente Berlusconi potrebbe restare il tempo per apprezzare la capacità di accoglienza, la creatività e la straordinaria capacità di resistere a condizioni durissime degli africani.

È per questo che ribadiamo la necessità di impegnarsi per creare e favorire condizioni migliori che consentano a queste persone di condurre una vita dignitosa nel loro paese, di avere un lavoro, di potersi curare. Un lavoro che come ong ci vede impegnati in prima linea ma che i drastici tagli alle risorse destinate dall'Italia alla cooperazione internazionale (il 54% in meno nel 2009 rispetto al 2008) pregiudicano gravemente.

Fermi nel nostro impegno in Africa, ribadiamo in Italia che gli Africani sono nostri amici. È un dovere che sentiamo forte nei confronti delle popolazioni che serviamo, ma anche nei riguardi degli 80 volontari attualmente in servizio e degli oltre 1.000 partiti in questi anni, oltre che degli 800 operatori locali che affiancano ogni giorno il nostro lavoro.

 

A CHE PUNTO E' LA NOTTE

Esco ora di casa per andare a votare. Al telefono un amico mi dice di tentare un pronostico e io sto al gioco:
PARTITO DEMOCRATICO         dal 23 al 26%
SINISTRA E LIBERTA'              dal 3,4 al 4,2%
RIFONDAZIONE                       dal 2,9 al 3,8%
LAVORATORI COMUNISTI        dal 0,3 al 0,4%
ITALIA DEI VALORI                   dal 4,8 al 5,6%
RADICALI                                 dal 1,8 al 2,2%
 
Ma fra dodici ore sapremo come davvero stanno le cose. Voglio dire che queste elezioni ci diranno soprattutto a che punto è la notte, come ha scritto Andrea Manzella su Repubblica di oggi.
In ogni caso, resta essenziale ciò che scrisse Enrico Berlinguer 25 anni fa: " Se sono chiare le poste in gioco,tutte le energie devono essere messe in campo come sempre abbiamo fatto nei momenti culminanti della lotta politica e sociale italiana". 
In sostanza, rinbocchiamoci le maniche e pensiamo al nostro impegno da domani mattina.         

UN VEO GIOIELLO DI LETTERA

Lettera aperta al cardinale Angelo Bagnasco

 

Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.

Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.

Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.

Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.

Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.

I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.

Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro.

Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».

Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).

Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.

Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.

Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Genova 31 maggio 2009

Paolo Farinella, prete

Don Paolo Farinella lauree in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e Archeologiche. Ha studiato lingue orientali all’Università di Gerusalemme: ebraico, aramaico, greco. I suoi ultimi libri: ” Bibbia, parole, segreti, misteri ” e ” Ritorno all’antica Messa “, sempre editore Gabrielli.

 

sabato 6 giugno 2009

QUESTA E' COERENZA

Per la Festa della Repubblica del 2 giugno, su esplicita volontà del Presidente Napolitano, c'è stato un notevole taglio delle spese e una consistente diminuzione della parata militare. Dove può dire la sua Napolitano, si vede la coerenza. Dove decide Berlusconi, ci sono sperpero e veline.

OPPRESSIONI DA NON DIMENTICARE

IN SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO CURDO IN TURCHIA

Lo scorso 29 marzo in Turchia si sono tenute le elezioni amministrative e il partito curdo DTP (Partito della Società Democratica sulla scena politica dal 2005) si è affermato come primo partito nel sud-est della Turchia e quarto a livello nazionale, conquistando il controllo di 99 comuni tra cui Diyarbakir la principale città curda dell’area. Il DTP si è impegnato per una soluzione politica della questione curda e per la democratizzazione della Turchia. Per l’attuazione del suo programma, dopo le elezioni, ha rinnovato la richiesta di sospensione delle attività militari e ha chiesto con forza l’apertura di negoziati con il governo di Ankara, un tavolo di dialogo che comprenda tutte le realtà politiche curde. La scelta del popolo curdo di affermare i propri diritti attraverso negoziati politici e di lottare per vivere insieme in uno stato plurinazionale è un esempio per il mondo intero.

Di fronte alla schiacciante vittoria elettorale del DTP il governo turco al posto di scegliere la via pacifica e il tavolo delle trattative, come sperato da molti rappresentanti politici e della società civile, ha nuovamente optato per la repressione violenta e il 14 aprile ha dato il via ad una massiccia operazione di polizia – arresti, fermi, perquisizioni, pestaggi - ad oggi non ancora terminata, in ben 19 province.

Al momento sono oltre 316 le persone fermate e arrestate tra cui, 201 sono nelle carceri speciali con l’accusa di appartenere al PKK, quindi terroristi. Tra gli arrestati figurano 194 membri del DTP, 94 attivisti, 11 rappresentanti dell’Assemblea delle Donne del DTP (13 sono le donne elette), 45 rappresentanti dell’Assemblea dei giovani del DTP, 44 dirigenti del partito e rappresentanti delle autorità locali. Arrestati e poi rilasciati anche Osman Baydemir, primo cittadino di Diyarbakir, e Nejdet Atalay, capo della municipalità di Batman appena  eletti sempre nelle liste del  Dtp.

Arresti tra gli esponenti del Mesopotamia Social Forum e del Movimento Democratico delle Donne. Arrestata Filiz Kalayci, membro della commissione centrale dell'associazione dei diritti umani IHD; colpita duramente anche la Confederazione del Pubblico Impiego (KESK) in diverse sue sedi con perquisizioni e 31 arresti.  Messo sotto custodia anche Yüksel Mutlu membro dell'Assemblea della Pace. Tra gli arrestati figurano anche i tre avvocati di Abdullah Ocalan e Ahmet Birsin, direttore di Gun TV (televisione locale di Diyarbakir). E ancora una volta ci si accanisce contro Leyla Zana – cittadina onoraria di Roma - finita nuovamente sotto processo a soli 4 anni dalla sua scarcerazione dopo 11 anni di prigione.

Ma la repressione non si ferma nemmeno nei confronti di minorenni. In Turchia, a seguito delle modifiche alla legge anti-terrorismo del 2006, i bambini di età compresa tra i 15 e 18 anni possono essere trattati come adulti. Questo ha portato centinaia di bambini nelle diverse province del sud est della Turchia ad essere processati per "adesione ad organizzazione terrorista". E’ lo stesso ministro della giustizia turco Mehmet Ali Sahin a riferire che 1.572 bambini sono stati arrestati dal 2006 al 2007 per "crimini di terrorismo". 174 condannati. 92 solo a Dyarbakir.

Di fronte alle continue e reiterate violazioni dei diritti umani, civili e politici, nonché dell’infanzia non è più possibile restare in silenzio. E’ responsabilità di tutta la società civile italiana e europea chiedere con forza al governo turco

·        La fine immediata di tali violazioni

·        La fine immediata delle operazioni di polizia

·        Il rilascio immediato degli arrestati

·        La fine della carcerazione in regime di assoluto isolamento di Abdullah Ocalan

·        Il fermo all’ estradizione dei rifugiati politici presenti in Europa fatta da molti governi europei dietro richiesta del governo turco

·        Apertura di un tavolo di trattativa che comprenda tutte le realtà politiche curde per una soluzione politica e giusta del conflitto e per la convivenza pacifica tra i due popoli

 

Chiediamo alla Comunità Europea e alle Nazioni Unite di intervenire immediatamente nei confronti del governo turco colpevole di non rispettare i diritti umani, politici e civili del popolo curdo equiparando qualunque realtà socio-politica curda a terrorismo evitando così il confronto politico unica soluzione possibile per una convivenza pacifica tra i due popoli. La violazione sistematica dei diritti umani allontana la Turchia dall’Europa chiediamo di ricercare una soluzione politica del conflitto sin da ora, per fermare la guerra strisciante che da più di venti anni insanguina il destino dei popoli kurdo e turco.

 

Per sostenere la resistenza democratica del popolo curdo, per una risoluzione politica della questione curda, contro la violazione dei diritti fondamentali del popolo curdo invia una mail o un fax a:

 

Ambasciata della Repubblica di Turchia in Italia,  C.a. Ambasciatore Sitki Ugur Ziyal

roma.be@libero.it

Via Palestro, 28 – 00195 Roma

Tel: 06 445941

Fax: 06 4941526

 

Ambasciata della Repubblica di Italia ad Ankara, C.a. Ambasciatore Carlo Marsili

amabasciata.ankara@esteri.it

Ataturk Bulvan, 118 – 06680 Kavaklidere – Ankara

Tel: +90 312 4574200

Fax: +90 312 4574280

 

 

DUE INCONTRI

SARO' A PAVIA
 
Martedì 9 giugno alle ore 21  partecipo a Pavia ad un dibattito pubblico su "FEDE E OMOSESSUALITA' su invito di un gruppo culturale della città.
 
 
 
 
 
CREMONA: 10 GIUGNO
 
Alcuni amici di Cremona mi comunicano che mercoledì 10 giugno avrà luogo la proiezione del film DUE VOLTE GENITORI   alle ore 21 presso il Centro Pastorale diocesano di Via Sant'Antonio del Fuoco 9/A.
Vi assicuro che si tratta di un film da non perdere.
 
 
 
 
                                                   
                                                      
 
 
 

PER OMOSESSUALI DELLA PUGLIA

Mi scrive un sacerdote della Puglia che è disponibile ad un ministero di accompagnamento pastorale evangelico per persone omosessuali e transessuali. Potete mettervi in contatto con lui con questa mail: eneaevolare@yahoo.it

spero che possiate insieme cercare le vie del Vangelo e intensificare la lotta per i diritti e auguro tanta disponibilità all'ascolto a questo confratello che mi scrive da anni.

 

Don Franco

 

venerdì 5 giugno 2009

TELAVIV

Riprendo la notizia da Repubblica del 2 giugno:

E' sfociata in violenze - con un bilancio di quattro palestinesi feriti - la protesta organizzata da  un gruppo di coloni di insediamenti ebraici in Cisgiordania contro la rimozione dei cosiddetti avamposti abusivi. I coloni hanno cominciato a bersagliare automobili su cui viaggiavano palestinesi che lavorano in Israele. Uno di questi è stato trascinato fuori dalla vettura e picchiato a sangue.


INIZIATE LE EUROPEE

In alcuni stati già si vota. I militari all'estero hanno già chiuso i seggi. Così gli italiani all'estero. Ora vediamo.

Berlusconi è "in piena" di "sparate" e di promesse.

VOLGARE E VOLTAGABBANA

"Berlusconi è ossessionato da me, tanto non gliela do ... Donne, non votatelo, ci vede solo in posizione orizzontale. (Daniela Santanchè, marzo 2008).

Ora la stessa persona giura fedeltà assoluta a Berlusconi e, lasciato Storace, è passata tra le file del  Popolo della illibertà.

 

FINO ALLA FINE DEL TEMPO

Commento alla lettura biblica - Domenica 7 giugno 2009

16 Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. 17 Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. 18 E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. 19 Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, 20 insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». (Mt. 28, 16-20)

Non mi soffermerò a commentare il senso della parola "trinità" che diventò un dogma che "rese apparente il monoteismo cristiano" (Mauro Pesce). Non ci sono tre dei, ma il Dio biblico si manifesta attraverso "il figlio" e ci accompagna attraverso il Suo soffio di amore, che chiamiamo "spirito santo". L'unico Dio si manifesta a noi in modi diversi. La "simbolica trinitaria" è davvero molto significativa. Ne ho parlato in modo diffusissimo nei commenti degli anni passati e nel mio libro "Olio per la lampada" pagg. 120-137. Infatti "non si deve supporre che tali formulazioni rispecchino la cristologia elaborata più tardi a Nicea" (Douglas Hare, Matteo, Claudiana pag. 340), fino a Costantinopoli e Calcedonia. A tali scritti rimando chi legge queste righe per non confondere Dio con Gesù.

- Intanto Gesù riconosce che tutto viene a lui dal Padre. Il nazareno non pone se stesso all'origine della sua missione. Siamo quindi discepoli di un maestro e di un profeta che ha fondato la sua vita sul riferimento a Dio: "Tutto mi è stato dato". Nei secoli successivi l'accento si spostò sui "poteri" di Gesù e così si travisò il senso del testo e si dette avvio ad una lettura trionfalistica - divinizzante di Gesù per poi autorizzare una lettura altrettanto trionfalistica del cammino storico della chiesa. Che grave travisamento...

- Questo testo, sicuramente redazionale e successivo a Gesù, è però testimone in qualche modo del fatto che il movimento delle origini si pose presto in atteggiamento di apertura verso tutte le nazioni, pur essendo interno al giudaismo del suo tempo. Aprirsi, non credersi detentori dell'unica e totale verità resta una "sfida" che la nostra chiesa a livelli ufficiali non sa ancora raccogliere. Noi non siamo semmai chiamati a testimoniare una strada, uno stile di vita, non a definire delle verità. In questi giorni abbiamo sentito una voce profetica da Obama. Il suo discorso al Cairo è davvero il battesimo di una politica nuova per tutti i popoli. E' la voce che manca alla nostra istituzione ecclesiastica, ma trova eco profonda nel cuore di tantissime donne e uomini di diverse tradizioni religiose e culturali.

- "Fino alla fine del tempo": lasciamo al nuovo testo della traduzione autorizzata dai vescovi la vecchia ed errata traduzione "Fino alla fine del mondo". Dio rende Gesù compagno di viaggio, ispiratore del nostro cammino fino alla fine del tempo che ci è dato. E noi esperimentiamo la solidità di questa promessa quando scopriamo che anche oggi, in un mondo ed in un contesto totalmente diversi dalla Palestina di duemila anni fa, il messaggio di Gesù conserva una straordinaria attualità. La "provocazione" del nazareno resta intatta. C'è davvero qualcosa di inspiegabile in questa freschezza del suo messaggio. La figura di Gesù, nei suoi tratti storici essenziali, non cessa di essere calamitante per milioni di uomini e donne, specialmente fuori dai perimetri ufficiali di quelle chiese che lo hanno ridotto ad una "immaginetta dogmatica" che sa di museo e puzza di mummia.

Grazie, o Dio

Grazie, o Dio,

perchè sento che Gesù

è vivo.

Se lo faccio uscire

dalla prigione dogmatica,

egli diventa quale fu:

un profeta mite e scatenato,

un maestro di vita,

il testimone del Tuo amore.

Per noi,

che ci diciamo cristiani/e,

egli è il cartello indicatore

della strada che porta a Te.

Sapremo seguirlo?

Tu vieni incontro

alla nostra debolezza

e ci incalzi come un vento,

come un vento di amore,

di giustizia e di solidarietà.

 

 

giovedì 4 giugno 2009

PERCHE' VOTO PARTITO DEMOCRATICO

Riporto qui la mia dichiarazione di voto rilasciata a Micromega 2009/3.

 

Alle prossime elezioni per il parlamento europeo voterò Partito Democratico.

In un partito si sta sempre piuttosto allo stretto, anzi molto allo stretto. Ma per uno come me, che ha deciso di rimanere addirittura dentro la Chiesa cattolica (sia pure con grande libertà ecumenica), l'operazione non è impossibile.

Si fa politica tutti i giorni e su molti terreni, ben oltre il partito che si vota. Per il Pd è uno dei luoghi e degli strumenti del mio agire politico. Voto Pd per dare un contributo perché avanzino al suo interno una cultura e una politica della laicità, tuttora tanto contrastate non solo dalla corrente clericale di Binetti e soci.

Sto dentro e voto Pd perché cresca una prospettiva "ecumenica" in cui la pratica delle alleanze ritorni a prendere corpo senza sminuire l'esigenza del ruolo centrale di un grande partito di centro-sinistra. Voglio dire che, mentre voto Pd, mi auguro che non vadano persi i voti dell'Italia dei valori, della Sinistra e libertà di Vendola e di Rifondazione comunista.

Voto Pd perché credo che occorra creare dal basso un partito popolare, cioè inserito nel territorio, legato alla vita quotidiana della gente, arcobaleno e intreccio di esperienze e di cultura.

Non da ultimo, voto Pd perché in esso trovo, accanto a evidenti contraddizioni-ambiguità-ritardi, molte persone di cui apprezzo l'onestà personale, la competenza, la passione e le prospettive.

PERCHE' VOTO IVAN SCALFAROTTO

Perché lo conosco:

intelligente, onesto e laborioso.

Perché è un uomo che ha a cuore

i diritti delle persone, compresi gli omosessuali.

Perché il Partito Democratico ha bisogno

di gente giovane, nuova e battagliera.

Perché il Partito Democratico ha bisogno

di gente davvero di sinistra come Scalfarotto.

Perché il suo lavoro da Londra a Mosca

ne ha fatto un profondo conoscitore dell'Europa

 

MA DIO CHE C'ENTRA?

«Ancora ho difficoltà a capire come il Signore poteva pensare a me, destinare me proprio a questo ministero, ma lo ho accettato dalle sue mani, anche se era una cosa sorprendente e che andava molto oltre le mie forze». Così il Papa ha risposto a un bambino durante l'incontro con "L'opera dell'infanzia missionaria".

La notizia, che ho ripreso da Repubblica di domenica 31 maggio, ha dello stupefacente. Mi domando: che cosa c'entra Dio con la nomina del presidente di Confindustria, con la designazione dell' Amministratore delegato della Nestlè, con la nomina del direttore generale di Mediobanca e simili? La gerarchia vaticana (la chiesa è altra cosa) è un'azienda culturale, politica e commerciale che elegge un suo presidente per gli affari ecclesiastici. Per la carità: lasciamo fuori Dio dal conclave che è una riunione dei big dell'azienda cattolico-romana. Una delle manipolazioni più tragiche dei poteri sacrali è quella di aver fatto credere che il presidente della multinazionale cattolico-romana sia "eletto" come "scelto" da Dio. Guardiamo la realtà: Dio non si occupa di aziende e non le gestisce direttamente.

RIVEVO E PUBBLICO

 

Potrebbe…ma non lo fa.     Rosario Amico Roxas

 

In ogni caso non ha sicuramente bisogno di usare voli di Stato per motivi personali».

(da Il Messaggero del 4 giugno)

****************

Lo dice Gasparri, con l'intelligenza che lo distingue.

 

Non ne ha bisogno, ma lo fa.

 

·         Potrebbe permettersi di pagare i suoi avvocati, ma li nomina deputati, così paga il contribuente.

 

·         Potrebbe permettersi di pagare il medico personale, ma lo nomina deputato, con un intermezzo di disastrosa sindacatura di Catania, così paga il contribuente, pagando anche la voragine del comune di Catania.

 

·         Potrebbe permettersi di pagare  il commercialista, ma lo fa eleggere presidente della Sardegna, così paga il solito contribuente.

 

·         Potrebbe permettersi di pagare il consulente fiscale, ma lo nomina ministro, delle finanze, così può anche legiferare a favore del cavaliere e della nota associazione Evasori fiscali & C. tutti clienti del ministro, ovviamente pagato dai contribuenti.

 

·         Potrebbe pagare  i regali che elargisce alle amichette, invece (è l' avv. on. Ghedini che lo dice)  porta sempre  in borsa preziosi pensierini, in quanto lo vuole la prassi di un presidente del consiglio; chi paga ?

 

·         Potrebbe sistemare i suoi figli a suo piacimento, invece compra tre alberghi a Taormina e una villa storica, in attesa di legiferare per l'apertura del casinò e speculare indecorosamente, con la villa che ospiterà il casinò e con gli alberghi che ospiteranno i giocatori.

 

Potrebbe...potrebbe... ma perchè non lo fa ?

 

Per non mettere le mani nelle Sue tasche, privilegiando quelle dei contribuenti.

Rosario Amico Roxas

OBAMA: CORAGGIO E GRANDEZZA MORALE

"Gli Stati Uniti dovrebbero imparare a conoscere meglio l'Islam anche perchè, se si contasse il numero degli americani musulmani, si scoprirebbe che gli Stati Uniti sono uno dei più grandi Paesi musulmani del Pianeta" Barack Obama, 2 giugno.

Il viaggio che  Obama sta terminando ha dimostrato l'intelligenza politica, la lungimiranza, il coraggio e la statura morale di questo Presidente Usa.

Ora specialmente Israele dovrà misurarsi con la capacità e la volontà di voltare pagina o si prenderà la responsabilità di bloccare il processo di pace. Anche Hamas deve scegliere se vuole la costruzione di due stati in dialogo e non in guerra. Ma la difficoltà maggiore proviene dal governo di Israele.

mercoledì 3 giugno 2009

SICUREZZA: PER CHI?

 

I provvedimenti per la sicurezza.   Rosario Amico Roxas

 

·         Soldati (selezionati per reparti molto "particolarmente " addestrati) nelle strade,

·         ronde in camicia verde,

·         spioni nelle scuole,

·         spioni negli ospedali,

·         pentiti per combattere gli effetti marginali e i pesci piccoli e piccolissimi di mafia, 'drangheta, camorra e sacra corona,

·         identificazione e schedatura di dissenzienti che osano fischiare alla adunanze preparate e già condizionate del cavaliere,

·         limitazione della libertà si stampa e opinione,

·         controllo delle fonti di informazione e TG,

·         controllo di internet,

·         divieto alla magistratura di intercettazioni telefoniche,

·         ricatti sui posti di lavoro, tramite il precariato istituzionalizzato,

·         mortificazione delle eccellenze, specie se pensano con la propria testa,

·         esaltazione del servilismo degli yessman di regime,

·         premi ai lecconi di regime: ai migliori un lecca-lecca per allenarsi,

 

questi i provvedimenti di questo governo, per la sicurezza, ma si tratta della sicurezza propria, per evitare un corretto pronunciamento democratico della popolazione, per sopravvivere il tempo utile per sistemare le ultime "cosette", e… "dopo di me il diluvio..!!"
Rosario Amico Roxas

DA ADISTA

IL PAPA E IL PAPATO


 
di José María Castillo

Non c’è dubbio che l’esercizio del papato sia estremamente difficile. Benedetto XVI dice di sentirsi solo. E, anni fa, Paolo VI e Giovanni Paolo II avevano chiesto aiuto a vescovi e teologi per cercare nuovi modi di esercitare il “ministero di Pietro”, cioè il papato. Il problema di fondo non risiede principalmente nella persona del papa (se è conservatore o progressista, di questa o quella tendenza…), ma nell’incarico in quanto tale, vale a dire nella modalità e nella forma che il papato ha finito per assumere.

È chiaro che un’istituzione di livello mondiale come la Chiesa cattolica ha bisogno di un’autorità sovranazionale che possa coordinare le attività che travalicano le frontiere e risolvere i problemi che non possono essere affrontati localmente. Però è altrettanto sicuro che una simile autorità può organizzarsi in modi molto diversi. Può essere un’autorità democratica o, piuttosto, monarchica. La forma più antica nella Chiesa è stata la democrazia. La stessa parola Ecclesia è stata tratta dal linguaggio tecnico della democrazia greca e indicava l’‘assemblea’ dei cittadini liberi, riuniti per prendere le proprie decisioni. Così ha funzionato la Chiesa per più di mille anni, fino all’XI secolo. In quei secoli i grandi difensori della democrazia nella Chiesa furono proprio i papi. Esemplare il testo di san Leone Magno (s. V): “Colui che deve essere posto alla testa di tutti, deve essere eletto da tutti” (Epist. 14, 4). D’altra parte, in quei secoli, il vescovo di Roma non ricopriva il ruolo di oggi. A partire da Giustiniano (s. VI), la Chiesa fu governata da cinque patriarcati: Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme (Novella 109). Roma aspirò sempre alla presidenza, basandosi sulla tradizione secondo cui san Pietro era sepolto lì. Ma è rilevante che san Gregorio Magno si rifiutò sempre di essere designato come “papa universale”. D’altronde, l’esercizio del governo non era concentrato nelle mani di alcun patriarca, neanche di quello d’Occidente (Roma), ma era diviso tra tutti i vescovi che, nei sinodi locali, prendevano le decisioni dottrinali e di governo. Si sa anche che il testo di Matteo 16, 18-19, che ora si applica al primato di Pietro, in tutto il Medioevo veniva riferito ai dodici apostoli ed era letto durante la cerimonia di ordinazione dei vescovi. Si aveva coscienza che gli Apostoli avevano ricevuto lo stesso ‘onore’ e la stessa ‘potestà’ di Pietro (Yve Congar).

A partire dal 1073, Gregorio VII prese la decisione più importante della storia del papato: decise di concentrare tutto il potere nelle mani del vescovo di Roma. Una decisione che si rafforzò nei secoli seguenti, soprattutto a partire da Innocenzo III (1196-1216), i cui teologi inventarono la teoria della plenitudo potestatis, cioè, in pratica, del papa come padrone assoluto del mondo: una follia che non si poté equilibrare neanche con il Grande Scisma, quando dal 1409 la Chiesa si trovò con tre papi, nessuno dei quali disposto a rinunciare. Il Concilio di Costanza (1415) affermò che il concilio era al di sopra del papa, il che equivaleva a dire che l’episcopato era al di sopra del papato. Questa decisione fu ratificata dal Concilio di Basilea (1431). Ma durò poco, dal momento che il Concilio di Firenze (1439) stabilì che la “Sede apostolica e il Pontefice romano possiedono il primato nell’universo intero”. Così rimasero le cose fino al Vaticano II, che, nella Costituzione sulla Chiesa (n. 22) dichiara che il papa ha una potestà piena, suprema e universale, nella Chiesa, ma aggiungendo immediatamente che anche l’episcopato mondiale, insieme al papa, detiene questa potestà. Senza tuttavia specificare come armonizzare nella pratica questi due poteri.

L’attuale Codice di Diritto Canonico ha risolto giuridicamente questo enorme problema teologico, affermando il potere supremo del papa su tutti i vescovi e su tutta la Chiesa (Can. 331 e 333). Per cui la Chiesa intera è rimasta alla mercé delle decisioni di un solo uomo. Cosa che non trova sostegno né nel nuovo Testamento né nella tradizione della Chiesa nei suoi venti secoli di storia.

Questa situazione ha, soprattutto, tre gravi conseguenze: 1) Finché il papato resterà così, sarà impossibile l’unione dei cristiani. Perché le altre confessioni cristiane conoscono bene la storia che io ho riassunto in poche righe. E questi cristiani non si sentono, e non possono sentirsi, in coscienza motivati a sottomettersi a un potere che non trova giustificazione nella fede cristiana. 2) Il papato così organizzato, come monarchia assoluta, rende anche impossibile alla Chiesa far propri e integrare nella sua vita (e nelle sue relazioni internazionali) i Diritti umani. Per cui i problemi e i conflitti con i poteri pubblici e con la cultura contemporanea saranno perenni, come lo stiamo vivendo quotidianamente ovunque. Il papato continuerà ad esortare gli altri a rispettare i Diritti umani, ma la Chiesa continuerà a non farlo. Con le conseguenti aggressioni violente alle persone, ai gruppi umani e alle istituzioni pubbliche. 3) Stando così le cose, la Chiesa vive e vivrà in costante contraddizione con il Vangelo. Gesù non permise mai che al-cuno degli apostoli pretendesse di essere il primo, il più importante, co-lui che stava al di sopra degli altri. Questo fatto, tanto fondamentale e tanto insistentemente ripetuto nei vangeli, non è stato integrato nella teologia del papato. E questo è importante quanto quello del “Tu sei Pietro…”, se non di più. Non si può prendere dal Vangelo ciò che conviene e lasciare ciò che non fa comodo.

Sono d’accordo sul fatto che Benedetto XVI abbia preso un cammino sbagliato. Perché è un cammino di regresso, non di progresso. Il problema, però, non è nel papa, ma nel papato.

* teologo spagnolo

 

martedì 2 giugno 2009

UN PERCORSO DIFFICILE E FELICE

Ho pubblicato il seguente scritto sul numero di giugno 2009 del mensile SocialNews (www.socialnews.it)


Debbo risalire all’indietro di ben 46 anni…. quando correva l’anno 1963.

In quell’anno fui ordinato prete nella piccola diocesi di Pinerolo (To) e fui destinato all’insegnamento nel locale seminario. La domenica celebravo la messa in cattedrale e nella stessa chiesa, come assistente dei giovani, esercitavo con molta assiduità il ministero delle confessioni. Fu specialmente nell’esercizio di questo ministero che incontrai i primi omosessuali e le prime lesbiche.

Non ero assolutamente preparato nè sul piano culturale né sul terreno psicologico e teologico. Il mio modo di concepire il sacerdozio mi predisponeva però ad un mite ed attento ascolto delle singole persone. La mia ignoranza e la mia inesperienza non mi impedirono tuttavia di mettermi in questo dialogo alla ricerca di far spazio reale al vissuto delle persone. Le mie certezze (gli omosessuali o sono malati o sono persone fragili e confuse) presto vacillarono e lentamente diventarono “scadute”.

La “mossa” più positiva avvenne quando dal 1964 decisi di invitare questi fratelli e sorelle nel piccolo alloggio che era la mia abitazione in seminario. Oggi vedo che quella decisione fu per me determinante e segnò una svolta nella mia pratica pastorale. Ascoltai,ascoltai…. Cosciente della mia ignoranza, unii all’ascolto umile ed assiduo delle persone una buona dose di studio e contattai alcuni gruppi sia a Parigi che a Berlino.

L’ascolto mi guarì! Ero io che avevo bisogno di essere liberato, “guarito” dai miei stereotipi, dalla prigione del modello unico, dalle maglie dei dogmi e del pregiudizio.

Fu,comunque, un percorso lento in cui esperimentai il dono dello smarrimento. Non è facile uscire da un “territorio” di granitiche certezze, dove gli spazi e i confini sono precisi, definiti, infallibilmente garantiti. Tanto più che, in quegli anni, era per me assolutamente impossibile parlare con altri confratelli di questa prassi pastorale in cui ormai giorno dopo giorno entravo, nell’ottica che sull’amore splende sempre il sorriso di Dio. Le stesse parole erano, in molti ambienti non solo ecclesiastici, del tutto impronunciabili.

Per me quegli anni rappresentano l’ingresso in un continente sconosciuto in cui muovevo i miei passi tra paura e meraviglia.

Nel 1975, ormai passato dal seminario alla attuale esperienza della comunità cristiana di base, il mio impegno si allargò e si approfondì. Nel 1978, senza coinvolgere la mia comunità che non era ancora matura per questo passo, celebrai l’eucarestia di matrimonio di due giovani omosessuali che avevo incontrato l’anno precedente.

Era il 4 febbraio di 31 anni fa…..Da quel giorno, con Ferruccio Castellano, un omosessuale cattolico di Torino, ci prefiggemmo di dar vita ad un convegno nazionale su “Fede cristiana e omosessualità”. Non trovammo spazio nelle strutture ufficiali cattoliche e l’incontro si svolse nel Centro Ecumenico di Agape, messoci profeticamente a disposizione dalla chiesa valdese. Gli oltre cento partecipanti ci dettero un segnale incoraggiante. Quest’anno dal 19 al 25 luglio si svolgerà il 30esimo “campo” di Agape: una lunga storia ormai.

Oggi, anche in area cattolica, gli studi e le esperienze, i gruppi e i dibattiti sono in pieno sviluppo. Nonostante le chiusure delle gerarchie, incapaci di ascoltare e asservite ad un potere papale prigioniero della paura e della sessuofobia, nella chiesa-popolo di Dio come nella società, è in atto una “rivoluzione” irreversibile. Nessun colonnato dei sacri palazzi fermerà questo vento di liberazione e gli stessi studiosi di teologia hanno demolito il pregiudizio che da secoli ha oppresso i cattolici.

L’alleanza di trono ed altare fa dell’Italia, non solo su questo terreno, una provincia ad amministrazione vaticana , ma sono sempre più numerosi gli omosessuali che vivono in pace il loro essere cristiani- cattolici ed essere gay.

Il mio ultimo libro “Omosessualità e Vangelo” (Gabrielli Editore) in qualche modo vuole contribuire a questo percorso mentre, non solo nella mia comunità, si celebrano con estrema serenità le nozze sia eterosessuali che omosessuali. Là dove viene avanzata la richiesta di celebrare l’amore, dopo un percorso di approfondimento del cammino cristiano, la comunità accoglie gli sposi o le spose in una eucaristia e in un semplice momento di festa. Resta il fatto che molte persone, viste le posizioni ufficiali della gerarchia cattolica, sono costrette ad una emarginazione ecclesiale che spesso prelude all’abbandono della stessa esperienza di fede.

Guardando al futuro,non ci si può illudere: il cammino da compiere resta immenso, come il peso della emarginazione e della violenza. La lotta per i diritti sarà ancora lunga, ma le strade sono aperte e percorribili. Personalmente nutro una profonda fiducia.

Finchè avrò respiro, sarò grato agli omosessuali-lesbiche-transessuali e mi prefiggo di essere loro compagno di speranza e di lotta. Essi mi hanno aiutato a scoprire che Dio non è né eterosessuale né omosessuale. Dio, come ci ha insegnato Gesù, nell’esperienza cristiana è fonte d’amore e spinge ogni uomo ed ogni donna ad amare secondo la propria natura e non contro la propria natura.

Solo il pregiudizio può vedere una contraddizione tra esperienza cristiana ed esperienza omosessuale. Per questo risulta particolarmente grave che dentro la chiesa cattolica si incoraggino le “terapie riparative”, cioè la mostruosa operazione di curare gli omosessuali per “riconvertirli” all’eterosessualità.

Ovviamente l’amore, quello vissuto in un corpo “animato” da sentimenti profondi, resta un cammino liberante, impegnativo e mai scontato. Siamo tutti e tutte in cammino verso l’amore. Chi costringe ad entrare in un solo modello, nega la realtà, inibisce la convivialità delle differenze e semina germi di violenza.
Don Franco Barbero

QUESTO E' IL PUNTO

 

Obama chiede espressamente al governo di Israele di bloccare gli insediamenti dei coloni nei territori palestinesi. Se non si demoliscono tali insediamenti ( sarebbe meglio cederli ai palestinesi), la politica dei due stati e due popoli è pura retorica. I coloni non hanno alcun diritto agli insediamenti e la loro presenza nei territori palestinesi è un sopruso, una invasione, una violenza non minore dei razzi di Hamas.Vedremo quale risposta darà il presidente del governo di Israele che è un razzista tutto d'un pezzo.

PAROLE E PAROLE

I terremotati, pieni di indignazione e di rabbia, ora si sentono abbandonati. Finisce la campagna elettorale e l'Aquila scompare dagli interessi del governo.

Tutto è fermo, tranne i lavori per l'ospitalità dei grandi del G8. Lentamente, come i rifiuti di Palermo, i terremotati scompaiono dal video. Torneranno in prossimità del G8, ma la ricostruzione vera non si vede.

lunedì 1 giugno 2009

ATTENZIONE: PER CHI MI SCRIVE

  • In genere, nei limiti del possibile, rispondo alle lettere dopo un mese. Qualcuno, comprensibilmente, mi sollecita, ma io devo rispettare una certa priorità e, soprattutto, faccio come posso.
  • Insomma… facciamo tutto ciò che possiamo e…possiamo poco… Mai come ora mi è cresciuto il mucchio. Pesco di lì e rispondo…

 

PER INCONTRI FUORI SEDE

  • Con enorme dispiacere ho dovuto dire alcuni no ad inviti in varie città italiane. Ho un'agenda strapiena e i viaggi sono un impegno fisico, intellettuale ed economico straordinario. Talvolta succede che chi mi invita non è in grado di pagarmi il biglietto e i miei conti vanno subito in rosso. Anche di questo debbo tener conto.
  • Ho stabilito il calendario degli incontri fino al 25 luglio compreso e ho già quasi interamente impegnate e fissate le scadenze di settembre.

 

SUCCEDE CHE.

  • Con i soldi non solo Capezzone passa da uno schieramento politico all'altro…
  • Con i soldi ti comperi anche i figli…
  • Con i soldi gestisci l'informazione pubblica e privata…
  • Con i soldi fai tacere tanti avversari…
  • Con i soldi…va a finire che ti credi onnipotente…
  • Con i soldi ti comperi la gerarchia cattolica…
  • Però.. con i soldi non comperi né Dio, né l'onestà, né l'intelligenza.

 

LA DOMANDA DELLE DOMANDE

Credo che noi cittadini/e abbiamo il diritto di conoscere quale sia lo stato di salute psicofisica del presidente del Consiglio. Non si tratta di una questione esclusivamente privata perchè il fatto ha un risvolto politico. Se, per esempio, il governo è in mano ad un sofferente mentale grave che, con i soldi e le televisioni, può contornarsi di uomini e donne obbedienti e sottomessi, chi si sente al sicuro? Una persona affetta da manie persecutorie nei suoi deliri vede nemici e complotti da ogni parte. Se, facendo un altro esempio, un capo del governo ha abusato di viagra o di sostanze stupefacenti, la sua mente esaltata può giocargli brutti scherzi che poi ricadono nelle sue scelte politiche. Se poi si tratta, sempre per ipotesi, di una persona che si è contornata solo e sempre di sudditi, di schiavetti, di piduisti e di veline,le cose si fanno serie e pericolose.
Ma noi qui in Italia siamo poi così lontani da queste eventualità o, invece, questa è già la nostra situazione? La domanda, più che legittima, risulta urgente e necessaria,non per rispondere alle nostre curiosità, ma per tutelare il bene comune.

PALERMO COME NAPOLI

Sono montagne i rifiuti che ingombrano le strade di Palermo. La vicenda di Napoli riempì i giornali. Ora nessuno ne parla. E, si noti, siamo nel cuore del periodo caldo che sfiora i 35°.

Così vanno le cose. A volte i fatti si gonfiano, altre volte di nascondono. L'informazione è politica e gli interessi troppi spesso determinano il flusso o la cancellazione delle notizie. Così è degli aerei di stato. Berlusconi li usa per i suoi amici e tutto passa come "normale" ....

domenica 31 maggio 2009

CHIERI: SABATO 6 GIUGNO

La Comunità Cristiana di Base di Chieri e il Gruppo Biblico di Torino organizzano una giornata (dalle 10 alle 16) su "La provocazione di Giobbe per il credente di oggi: tempo di sfide per la nostra fede". L'incontro è aperto a tutti e avrà luogo a Chieri in Via San Giorgio 19. Con questo incontro chiudiamo il bel ciclo di letture bibliche prima della ripresa di venerdì 18 settembre.

Per informazioni: Maria Zuanon 349/7206529    Vilma Gabutti 349/6014039