martedì 21 maggio 2013

DON LORENZO MILANI

Se dicessi che credo in Dio direi troppo poco perché gli voglio bene. E voler bene a uno è qualcosa di più che credere nella sua esistenza!

“Dalla Cia milioni di dollari a Karzai”

WASHINGTON - Un fiume di denaro, per oltre un decennio, ha raggiunto in segreto gli uffici del presidente afghano Hamid Karzai: valigie, zaini o anche buste di plastica piene di dollari inviate quasi ogni mese dalla Cia. I risultati non sono stati però quelli sperati. Si tratta di decine di milioni di dollari, ha rivelato ieri il New York Times, utilizzati dalla Cia per "comprare influenza", ma che invece hanno alimentato la corruzione e il potere di signori della guerra e di uomini politici vicini ai trafficanti di droga e ai Taliban, ostacolando la exit strategy degli Usa dall'Afghanistan. Karzai ha confermato le rivelazioni sostenendo di aver ricevuto cifre «ragionevoli» e non«esorbitanti».
(Repubblica 30 aprile)

IL VATICANO CONTRO MARINO

CITTA' DEL VATICANO -«No a unioni gay, a coppie di fatto, ad aborto ed eutanasia; sì alla difesa della vita fin dal concepimento», ma anche «sì all'accoglienza dignitosa degli immigrati e rispetto per i fedeli di altre religioni». Ecco il "manifesto" che il Vicariato di Roma pubblica in vista del voto amministrativo su Roma Sette, l'inserto domenicale di Avvenire, per ribadire quei valori «non negoziabili» cari alla Chiesa, ma non condivisi da tutti i candidati. Un decalogo che suona come una bocciatura di Ignazio Marino, il candidato del centrosinistra a Roma. Al primo punto c'è la famiglia «fondata sul matrimonio fra l'uomo e la donna», avverte il Vicariato, che definisce «il riconoscimento delle coppie di fatto, soprattutto tra persone dello stesso sesso inutili provvedimenti, che non avrebbero alcun valore legale perché di competenza dello Stato e che rappresentano quindi solo uno slogan elettorale per conquistare voti». Segue la difesa della vita che va sempre rispettata «fino al suo termine naturale». Per cui no ai registri sul fine vita e sì all'assistenza «per coloro che si trovano a vivere la fase terminale della vita». Altre priorità: aiutare «le donne che desiderano avere figli»; garantire «il riposo settimanale dei negozi». (orazio la rocca)
(Repubblica 19 maggio)

Papa Francesco, che ha approvato questa presa di posizione come vescovo di Roma, su questo terreno è reazionario come Ratzinger. Non facciamoci illusioni.

Franco Barbero
(L'Unità 15 maggio)

A Piossasco: venerdì 24 maggio

Venerdì 24 maggio alle ore 17 ci troviamo a casa di Grazia e Giorgio (011/9066987) a Piossasco per organizzare la raccolta di materiale catechistico dal 1978 al 1998. la raccolta è anche finalizzata all'archivio delle comunità di base italiane.

Pubblicherò presto sul io blog qualche pezzo inedito.

Se le parole arrivano a zero

Il silenzio non è meglio o peggio delle parole, è inquietante, ma è una situazione aperta, è un luogo di pausa nella comunicazione verbale e verbosa. È occasione per pensare, rimanere con se stessi, abitare il silenzio come uno spazio organizzatore di azioni sensate e parole adeguate. La sfida del silenzio promettente può essere la nostra, circondati come siamo dal rumore di parole che non sono sempre finestre aperte sul mondo ma muri tra persone, per capire la festa del giorno delle parole capaci di dire e di essere ascoltate. Erika Tomassone

CONFIDARSI PIU’ CHE CONFESSARSI

Alcuni giornali hanno scritto che nella chiesa cattolica è in forte ripresa la confessione dei peccati ad un sacerdote. Non so fino a che punto sia vero e sia sano.

So però che molte persone cercano, speso in un prete o pastore, una persona di fede con cui confidarsi, confrontarsi, interrogarsi sul senso della vita, sulla figura di Gesù, sulla presenza di Dio nella vita e nella storia, sul fine vita e dopo vita. Lo vedo ogni giorno: c'è un gran bisogno di confronto fuori dalla trappola dei dogmi e delle regole ecclesiastiche.

lunedì 20 maggio 2013

GRUPPO GIOVANI ZONALE: DOMANI MARTEDI'

Domani martedì 21 maggio alle ore 20,45 ci troviamo a Rivalta per la lettura del Vangelo di Marco.
Per informazioni 333/2572941 oppure 334/3018999.

Dacci il tuo Spirito

Signore, dacci ogni giorno la fresca brezza del tuo Spirito, dacci di sentir scorrere nel sangue la tua forza vitale.

Assicuraci la libertà dalle gabbie mentali di questo mondo, per poter gustare sempre la fragranza della nuova vita in Cristo, liberi nel tuo amore.

Insegnaci a cogliere i doni che ogni fase della vita porta con sé, quelli della giovinezza come quelli della vecchiaia.

Facci portatori della tua Parola dal primo nostro respiro all'ultimo, perché il mondo possa sentire l'affetto e la cura di cui circondi ogni tua creatura. Amen

Da Riforma, 3 maggio

“L’ENIGMA GESU’”: UN PUNTO DI VISTA

Qualcuno mi ha scritto chiedendomi che cosa io pensi del volume "L'enigma Gesù" (John Carroll, Editore Fazi).

Dopo la lettura ho pensato che si tratti di un avvincente romanzo arricchito da alcuni inoltri esegetici stimolanti, da osservazioni preziose sul terreno psicologico. Che sembri "di sentire la storia di Gesù per la prima volta", come si legge nella presentazione del volume, desta ilarità. Il testo è pieno di toni che sbandierano per novità delle ovvietà. Dunque, buona lettura e…godetevi anche questi aspetti umoristici, ma il rigore esegetico o storico non abita qui.

Franco Barbero

3.127

Gli enti "inutili" che ogni anno costano alle casse dello Stato 7 miliardi di euro (2,5 solo per i Cda). Organismi come l'Istituto per la conservazione della gondola e la tutela del gondoliere o il Centro internazionale del cavallo. A denunciarlo l'Upi, ovvero l'Unione delle Province italiane.

Sergio Paronetto
Tonino Bello, maestro di nonviolenza
Pedagogia, politica, cittadinanza attiva e vita cristiana
Paoline, Milano, 2012, pp. 314, 20 €

Quella scritta da Sergio Paronetto è una biografia spirituale, intellettuale e politica - nel significato profondo di interesse e passione per il bene comune di don Tonino Bello, vescovo di Molfetta dal 1982, presidente di Pax Christi dal 1985, morto il 20 aprile del 1993 a 58 anni. Le parole chiave scelte dall'autore - Concilio, pace, poveri, sogno, convivialità, cittadinanza planetaria, poesia, lotta, bellezza... - disegnano il cammino di un uomo e di un vescovo «maestro di nonviolenza», sempre schierato dalla parte degli emarginati e degli esclusi.

La citazione che non condivido

Il nuovo presidente del consiglio dei ministri onorevole Enrico Letta, presentandosi alla camera per ottenere la fiducia per il suo nuovo governo, ha ritenuto di dovere volare alto e ha scelto una citazione biblica per spiegare la natura pratica e simbolica della sua futura azione politica. L'episodio della scrittura scelto dal giovane primo ministro incaricato, è stato quello della sfida sproporzionata fra il piccolo re pastore Davide, armato di una semplice fionda, e il gigantesco soldato filisteo Golia, armato di tutto punto con armatura, scudo, lancia e spada.
Nella metafora proposta da Letta, immagino che Golia sia la terribile ed ipertrofica crisi economica, Davide sia lui stesso e la fionda il suo programma di governo. Conseguentemente, i filistei dovrebbero essere coloro che hanno provocato la crisi: banchieri, speculatori, finanzieri e i loro principali complici, i politici iperliberisti della destra mondiale, in Italia rappresentati da Silvio Berlusconi e il suo bestiario liberistico-populista.
Non funziona. Per descrivere l'attuale soluzione, personalmente avrei scelto un altro episodio: «L'uscita dall'Egitto, dalla casa di schiavitù, dal regno assoluto del Faraone». Ora, non molti conoscono alcuni tratti eccentrici rispetto alla retorica della vulgata dell' Esodo. Per esempio, il fatto che solo il 20% degli ebrei si risolse a seguire Mosè verso il rischio della difficile libertà in un deserto incognito e vertiginoso, mentre l'80% scelse di rimanere in Egitto nella dura ma «confortevole» certezza della schiavitù. Per questa ragione, i quattro quinti degli ebrei in quella certezza, vi rimasero sepolti. Anche i coraggiosi, una volta usciti verso la liberazione, ogni volta che incappavano in qualche difficoltà, se la prendevano con Mosè e volevano ritornare in Egitto di cui provavano un'acuta nostalgia. Eh si! Il leggendario Esodo, fu più una travagliata, contraddittoria e umanissima gestazione, che una montata eroica, come dimostra anche il tragico episodio del «vitello d'oro».
Cerchiamo di riportare a noi quell'evento con un po' di senso dell'umorismo. L'Egitto è un impasto di crisi e berlusconismo, il Faraone è Berlusconi, ad Arcore si è anche fatto costruire la piramide in cui essere sepolto insieme ai suoi famigli ed ha la tendenza ad imbalsamarsi (da vivo)! Bersani è un Mosè parecchio acciaccato, che tenta di portare gli ebrei - il popolo del Pd - fuori dall'Egitto berlusconiano, ma la fazione che è appena uscita vuole invece ritornare in Egitto, i lettiani, ha la meglio e si accorda con il Faraone per una schiavitù consapevole e condivisa. Il Faraone, munifico, li accontenta perché sa che comunque scettro e regno sono suoi, e che potrà contare in perpetuità sulla complicità di schiavi consapevolmente «autodeterminati».
Moni Ovadia
(L'Unità 4 maggio)

domenica 19 maggio 2013

INIZIATIVE DEL COMITATO PINEROLESE

VENERDI' 24 MAGGIO  ORE 21 - PIAZZA  SAN DONATO

        SI' ALLE DIFFERENZE, NO ALL'OMOFOBIA
In collaborazione con il Gruppo Welcome del Liceo Porporato ( che  presenterà le attività di contrasto all'omo-transfobia e di sensibilizzazione sulle tematiche LGBT svolte nel corso dell'anno).

Proiezione del film/documentario " Le lesbiche non esistono"  di Laura Landi e Giovanna Selis con la partecipazione delle registe.

Saremo presenti a  DireFareEcosolidale con due spazi informativi.
Partecipazione di Arcigay To, Maurice GLBTQ, Coord. ToPride LGBT, Agedo To, Rete Genitori Rainbow, Famiglie Arcobaleno.

FERMIAMO LA DISPERAZIONE

Appello delle Comunità di parrocchie e della Caritas di Modica per far fronte all’attuale crisi economica che investa i commercianti le piccole imprese e le famiglie

 

Fermiamo la disperazione,

ricostruiamo la speranza!

 

Per amore di Gerusalemme non mi darò pace,

finché non sorga come stella la tua giustizia!

Isaia 62,1

 

Il grave episodio di Vittoria, con un disoccupato che si dà fuoco mettendo a rischio la vita di familiari e soccorritori, si può ripetere nei nostri territori. Questa preoccupazione è emersa negli incontri ecclesiali di questi giorni, ad iniziare dagli incontri del Vescovo per la Visita pastorale, in particolare quello con i piccoli imprenditori e i commercianti colpiti da un iniquo sistema di tasse e imposte che non concede tempi umani per i pagamenti e spinge ad aumenti esorbitanti, impossibili da sostenere soprattutto in tempi di crisi. Si arriva a pignoramenti di beni essenziali come la casa in cui si vive, senza alcuna forma di pietà umana, creando tensioni nelle famiglie e il rischio di gesti esasperati. A ciò si aggiungono tante altre povertà che interessano persone e famiglie fragili che non riescono a trovare e gestire risorse per sopravvivere, colpendo anche il ceto medio, e politiche bancarie che non sembrano certo essere a servizio delle imprese bisognose di prestiti. L’unico obiettivo delle banche non può rimanere quello di massimizzare il profitto. Come ha detto in questi giorni papa Francesco «una delle cause di questa situazione sta nel rapporto che abbiamo con il denaro, nell'accettare il suo dominio su di noi e sulle nostre società: abbiamo creato nuovi idoli e l’adorazione dell'antico vitello d'oro ha trovato una nuova e spietata immagine del feticismo del denaro e nella dittatura dell'economia senza volto né scopo realmente umano».

 

L’urgenza e i fondamenti di un comune impegno

 

Le Comunità di parrocchie di Modica avvertono per questo urgente il bisogno di un concreto e diffuso impegno per fermare la disperazione e costruire la speranza. Per i credenti si tratta di corrispondere al desiderio di Dio che ci vuole come unica famiglia, attenti gli uni agli altri, e che gradisce come vero culto l’amore e la giustizia da non separare mai. Per tutti si tratta di pensare ai vincoli umani che non ci possono lasciare indifferenti alla sorte degli altri, che comunque per molti versi diventa la nostra, e alla responsabilità per le nuove generazioni.

 

La politica troppo lenta, noi cittadini troppo individualisti

 

Le attuali povertà sono generate da problemi strutturali che interpellano in primo luogo la politica, la mentalità, l’impegno educativo. La politica appare, con le sue liti e con le sue astratte dichiarazioni, troppo distante e lenta rispetto ai problemi gravi e alle attese della gente. La mentalità resta troppo individualistica per poter uscire con successo dalla crisi e generare quel sussulto di solidarietà che solo può creare condizioni per una ripresa e permettere alle nuove generazioni di pensare con fiducia al futuro. Per questo resta essenziale l’impegno educativo, accompagnato da una cittadinanza attiva e da quell’attenzione gratuita agli altri che trova espressioni significative in esperienze di volontariato. Con esse nella nostra città si mostra che è possibile superare difficoltà e, grazie alla condivisione, costruire pezzi di città e di mondo diversi, perfino belli e gioiosi.

 

 

 

Una rete che si offre e che richiede il sostegno di tutti

 

La cultura della solidarietà e l’impegno delle parrocchie e della Caritas hanno permesso durante quest’anno di attivare nella nostra città una rete di aiuto che si articola a più livelli, che ora possiamo offrire al territorio come un possibile riferimento. Per l’aiuto immediato si sono attivati Centri di aiuto nelle parrocchie che danno quello che possono con fondi di solidarietà e con raccolte di generi alimentari nelle messe, espressione di una condivisione generata dalla fede in Gesù. Per le situazioni più complesse, in cui è necessario costruire una rete di sostegno che coinvolge i servizi sociali e sanitari, si è costituito un gruppo di volontari che permette di aprire il “Centro di ascolto” ogni giorno (il lunedì, mercoledì, venerdì dalle 16,30 alle 19,00; il martedì, giovedì e sabato dalle 9,30 alle 12,00, nella “Casa Giurdanella”, sulla scalinata laterale della chiesa di San Pietro dalla parte di via Grimaldi). Il mercoledì pomeriggio al Centro di ascolto si offre anche un servizio di accesso al microcredito, mentre da ottobre 2012 è attivo il servizio di pronta accoglienza “Il portico di Betsaida”, che ha permesso ospitalità temporanea già a 20 persone. Certo, questo non basta, ma intanto diventa importante sostenere il Portico per le spese che ci sono (dalla luce al vitto) e i fondi di solidarietà delle parrocchie per pagare bollette, affitti, cibo (soprattutto per bambini).

Si rinnova per questo l’invito alla sobrietà e ad avere sempre una voce per i poveri nel bilancio familiare, nelle feste religiose, nelle feste personali e familiari, nel suffragio per i propri cari defunti, nei momenti di svago e nelle gite.

 

Chi ha di più dia, ma tutti possiamo fare qualcosa ed esigere una politica diversa

 

Come diceva don Pino Puglisi – che dal 25 maggio onoreremo come beato e martire, e quindi esempio autentico di felicità e di amore – «l’azione dei volontari è soltanto un segno per cercare di muovere l’ambiente, per cercare di dare un modello di comportamento, per  spingere le autorità a fare il loro dovere, perché tutti a poco a poco si sentano coinvolti. Se ognuno di noi fa qualcosa, allora si può fare molto». Impegniamoci allora, tutti e ognuno, e chi ha di più, dia di più. Soprattutto si evitino atteggiamenti poco umani, che concretamente poi diventano salari bassi, molto peggio lavoro in nero, rispetto ai profitti che si ricavano, o affitti troppo alti delle case o dei locali commerciali. Sono atteggiamenti che dobbiamo evitare e contrastare restando umani e testimoniando, specialmente i credenti in Cristo, le effettive conseguenze della fede in Dio nostro Padre. Insieme, poi, dobbiamo esigere una politica diversa, con un continuo controllo delle scelte amministrative e attenzione alla priorità che si dà ai poveri nei bilanci pubblici e al funzionamento dei servizi, soprattutto sociali e sanitari.

 

Confidiamo in un riscontro presso le donne e gli uomini di buona volontà e le istituzioni locali e regionali. Ci spinge l’amore per la città che pensiamo come Gerusalemme, città della pace con Dio e tra gli uomini. Ricercando per questo la vera pace, che non è la quiete egoistica, ma la bellezza di una comunità fraterna e giusta!

 

Modica, 17 maggio 2013                                           

Le Comunità di parrocchie e la Caritas di Modica