giovedì 17 aprile 2014

PIERO IGNAZI

Il politologo: "Non può presentare il Pd come nemico, non ha risultati da portare agli italiani. Ncd? Non saranno gli eredi, i voti di Fi andranno a Grillo".

La mensa anti-Islam di Marine Le Pen

A pochi giorni dal successo elettorale, il capo del Front National ordina ai "suoi" sindaci: " Carne di maiale nelle scuole".
Una proposta che indigna anche gli ebrei. E i comunisti insorgono :"Questa è una vera e propria discriminazione".

“Carne fresca” giro di pedofili e baby gigolò

GENOVA. L'approccio sui siti specializzati, poi l'incontro in un bilocale nel quartiere di San Martino, a due passi dall'ospedale regionale. I baby prostituti avevano dai 13 ai 17 anni perché i clienti volevano «carne giovane». Lo scrive in maiusco1o un cliente sulla chat per soli uomini. Il suo post lo leggono pure gli agenti della Polizia postale di Genova. E scatta l'inchiesta. All'origine, di questa Storia ci sono due ragazzi di origine romena  : per un po' hanno guadagnato ricariche telefoniche, poi hanno cominciato a incassare 50, 100 euro ad appuntamento. Il passaparola ha fatto il resto.
Finora sono venti i clienti indagati, hanno tra i 40 e i 60 anni; alcuni sono omosessuali dichiarati, altri padri di famiglia con moglie e figli. Sulla prostituzione minorile maschile, la Procura ha avviato altre indagini: «Finora è emersa solo la punta di un iceberg». Nel fascicolo anche il post di un pedofilo che chiede un appuntamento «con un amico molto giovane: quello che mi hai mandato aveva pure dei baffetti sopra il labbro. No: io voglio carne fresca». Identificati cinque baby-prostituti: alcuni sono genovesi, altri sono nati in Italia da genitori stranieri.

(Repubblica 6 aprile)

LA NEONATOLOGA GATTI: «E’ UNA LEGGE ANTISCIENTIFICA CHE VIOLENTA LE DONNE»

Da un punto di vista medico e scientifico la legge 40 è «caratterizzata da contraddizioni logiche e da gravi incongruenze mediche», dice la neonatologa e psicoterapeuta Maria Gabriella Gatti. «Per esempio - spiega la docente di Neurologia neonatale dell'università di Siena - quando impedisce a coppie portatrici di malattie genetiche ma fertili l'accesso alla diagnosi genetica preimpianto dell'embrione che comporta una pratica abortiva, in caso di malformazione. In quest'ultimo caso l'aborto e una lesione senza senso, del tutto gratuita che lede l'identità ed il corpo della donna». Ma c'è anche un altro aspetto inaccettabile sotteso alla norma sulla fecondazione assistita, ovvero «il fraintendimento del significato delle più recenti acquisizioni scientifiche nel campo dell'embriologia», sottolinea la professoressa Gatti; «E' assurdo considerare l'embrione "vita umana" quando ancora non esistono strutture anatomo-funzionali nel sistema nervoso che possano sostenere un'attività di pensiero per l'immaturità dei circuiti cerebrali prima della 23-24esima settimana non c'è possibilità alcuna di sopravvivenza fuori dall'utero».
Tuttavia, nonostante la legge 194 riconosca il diritto di poter interrompere una gravidanza, si cerca ancora di farle sentire delle assassine. «Nella nostra società alle donne giungono in continuazione dei falsi messaggi sulla natura del loro ruolo nella società e su presunte responsabilità morali in casi di aborto», approfondisce Gatti. «E' in atto una campagna di colpevolizzazione, una vera e propria crociata dentro i reparti di ginecologia, che tende a equiparare l'aborto con l'omicidio e a far sentire la donna marchiata da un delitto inespiabile agli occhi del mondo. L'altissimo numero di ginecologi obiettori che si rifiutano di eseguire un atto medico dovuto per legge come la pratica abortiva e indicativa di quanto la mentalità colpevolista è diffusa nella società».
Con quali effetti? «Il mondo femminile corre il grande rischio di interiorizzare il senso di colpa e di diventare incapace di reagire ai falsi messaggi che provengono sia dalla religione cattolica sia da certo razionalismo il quale in tempi recenti si è spinto fino a legittimare il cosiddetto "aborto postnatale", una vera aberrazione non solo terminologica ma concettuale e scientifica. La donna continua a essere lesa nel suo corpo e nella dignità di essere umano da un pensiero dominante a livello antropologico, filosofico e medico, che ha radici greche e cristiane. L'alleanza ideologica e storica fra religione e ragione ha condannato il genere femminile a una subalternità culturale e sociale subita per millenni. Questo richiederebbe un'ampia riflessione. Detto in estrema sintesi il pensiero dominante oggi è ancora espressione di una cultura che continua a negare l'identità della donna. C'è sempre più l'esigenza di un mutamento radicale del rapporto fra uomo e donna che vada oltre ciò che è cosciente e razionale, basandosi sul confronto fra due soggettività uguali ma nello stesso tempo diverse». s.m.

(Left 5 aprile)

mercoledì 16 aprile 2014

FORMIGONI: LADRO DI CLASSE


Il sequestro di 50 milioni di euro e della villa in Sardegna sono un primo passo per fare giustizia. Ladro come Cota e Mastella, anche per lui arrivano i tempi della verità. Purtroppo per i ladri potenti la giustizia ritarda e spesso non funziona. Requiem politica per Berlusconi, ma ci sarà ancora chi vota questo morto...

LE POSTE: UN DISSERVIZIO TOTALE

 

Milano. Sempre più finanza e assicurazioni, sempre meno buste e francobolli. È questo il nuovo volto di Poste Italiane, quello con cui l'azienda si affaccia al 2014 e, verosimilmente, alla ormai prossima privatizzazione.

Il bilancio di chiusura 2013, presentato poche settimane fa, mostra che i conti sono in ordine, anzi di più, in attivo: l'utile dello scorso anno ha superato il miliardo di euro. Scartabellando tra le cifre però si scopre che i guadagni arrivano tutti da attività che propriamente postali non sono e che, invece, tutte le perdite, arrivano dal "servizio", ossia dalla gestione della corrispondenza e delle funzioni tradizionali per cui le Poste sono nate. Il bilancio parla chiaro: la voce "servizi postali e commerciali" ha portati ricavi per "soli" 4 miliardi e 452 milioni di euro, cioè il 4,4 per cento in meno rispetto al 2012, quando gli incassi erano stati di 4 miliardi 657 milioni (in ulteriore contrazione rispetto al 2011, quando erano stati più di 5 miliardi). Tutta un'altra musica quella che riguarda i servizi finanziari: hanno portato nei forzieri di Poste Italiane 5 miliardi 390 milioni, ossia l'1,5 per cento in più del 2012. Tra i dati migliori, quelli della carta di credito prepagata Postepay, che è leader di mercato con 12 milioni di carte diffuse sul territorio nazionale, e dei servizi assicurativi di Poste Vita, che hanno emesso, in un solo anno, il 25 per cento in più di premi rispetto al 2012. Anche Postemobile, la compagnia telefonica, che pure se la deve vedere con colossi internazionali del settore, si difende con i suoi 290 milioni di euro in transazioni.

Insomma va tutto bene, anche se, mentre si è in coda allo sportello o si aspetta per settimane una lettera, si può stentare a crederlo. La ragione dei disservizi che toccano gli utenti tradizionali, quelli che combattono ogni giorno con francobolli e bollettini, potrebbe annidarsi nella serie di corposi tagli al personale che prevedeva, entro lo scorso 7 ottobre, l'eliminazione di circa seimila portalettere, 4600 zone di recapito e 1407 centri di meccanizzazione postale.

Un dato che il bilancio di poste non nega, anzi, conferma con la forza dei numeri, poiché solo il 12 per cento degli investimenti dello scorso anno (circa 504 milioni) ha riguardato, appunto, le attività di logistica postale.

(Luciana Grosso, Il Venerdì 11 aprile).

Ingiustizia è fatta.

Ingiustizia é fatta.

Berlusconi è trattato con i guanti. Gli utenti di un qualunque centro di risocializzazione per due " pipate"  vanno per direttisssima in prigione.
Un ladro come Berlusconi, la fa franca anche questa volta.
Non é sopportabile. Questo significa chiaramente privilegiare i ricchi e i potenti a tutto scapito di una giustizia per la quale tutti sono uguali davanti alla legge.
Cndannato a quattro anni per frode fiscale, Berlusconi ottiene i sevizi sociali. Sentite la bella novità: farà il volontario per quattro ore la setttimana in una casa di riposo per anziani a due passi da Arcore. Potrà fare la campagna elettorale . Lo vedremo arrivare con una montagna di panettoni da elargire ai residenti con i soldi rubati ai cotribuenti...
La difesa esulta e gli italiani onesti si domandano che Italia sia mai questa.
Prevale lo sconcerto perchè la discriminazione è addirittura stridente.

Franco Barbero.

Dialogo su Maria....

 

MARIA

Dicono che mi chiamassi Maria o Miriam, come la sorella di Mosè, dicono che mi apparve un angelo... dicono tante cose.

Io so che sono nata donna e ho avuto un figlio che hanno crocifisso.

Mio figlio era buono, ma quale figlio non lo è per una madre. Ma il mio era veramente buono e non aveva fatto del male a nessuno, anzi, voleva bene a tutti, anche troppo e me l'hanno ucciso.

So che qualcuno ha detto che io sono stata la sua prima discepola, quella che per primo l'ha seguito, non so il senso di queste parole, io ero sua madre e l'ho seguito come una madre segue un figlio.

Ho visto quanto ha sofferto e ho sofferto con lui e avrei voluto soffrire io al suo posto,, ma non ci si può sostituire a nessuno: i figli si mettono al mondo e poi sono di Dio o di sé stessi, non sono più nostri. Ma era mio figlio e non aveva fatto niente di male.

Ma lui ha scelto quella strada che l'ha portato lì, sulla croce, lui lo sapeva che il suo comportamento dava fastidio a tanti, anche io ho cercato di farglielo capire, ma diceva che quella era la sua strada.

Ma sei lui ha scelto io non ho scelto niente, potevo rinunciare ad averlo? Io donna ebrea? Io comunque e sempre donna, potevo dire no a far lievitare dentro di me quel figlio? E poi cosa ho scelto? Di amarlo, come ogni madre ama o dovrebbe amare il figlio che porta dentro, che lava, che poi allatta, a cui insegna a camminare, che veglia quando sta male, che giorno dopo giorno aiuta a crescere.

Io non ho scelto nulla, ho amato mio figlio e basta e vederlo e sentirlo urlare di dolore... io no non ho scelto di assistere a quella morte e ho pianto tanto, perché non capivo, non ero sicura del dopo.

Solo dopo aver visto e sentito anch'io, con lui, nella mia carne, la sua sofferenza... solo dopo aver sentito che lui era ancora vivo, più vivo di quando io l'avevo messo al mondo... solo allora anche io ho scelto...

E non sono fuggita, non mi sono nascosta, sono restata vicino agli altri a dare loro sostegno perché adesso toccava loro andare a raccontare perché mio figlio aveva scelto di morire per amore.

Stella Monca

Una memoria da far rivivere.


ANSELMO PALINI

Marianella García Villas
«Avvocata dei poveri, difensore degli oppressi,
voce dei perseguitati e degli scomparsi»

Editrice Ave, Roma febbraio 2014, pp. 272 - euro 12,00
prefazione di RANIERO LA VALLE - postfazione di LINDA BIMBI
«Questo libro ripercorre, con grande partecipazione emotiva e con sapiente penetrazione di fatti e circostanze, la vicenda umana, politica e religiosa di Marianella García Villas, avvocata dei poveri e sorella degli oppressi, uccisa a 34 anni in El Salvador» (dalla prefazione di Raniero La Valle). In qualità di presidente della Commissione per i diritti umani nel suo Paese, Marianella venne più volte in Italia a chiedere la solidarietà e il sostegno delle forze politiche e sociali, come pure si recò in altri Paesi e alla Commissione Onu per i diritti umani.
Proprio per questa sua opera di instancabile denuncia dei massacri e delle violenze perpetrate dalla giunta militare al potere in Salvador, la sua voce venne messa a tacere per sempre.
Da monsignor Romero aveva appreso la lezione della nonviolenza, della denuncia coraggiosa e intransigente ma disarmata, e come lui pagò con la vita il proprio servizio alla causa dei poveri e dei perseguitati. Poche settimane dopo il suo assassinio, Marianella venne ricordata a Roma, in Campidoglio, alla presenza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini. La figura di Marianella è stata presto dimenticata sia a livello internazionale che nel suo Paese e oggi è viva solamente presso alcune realtà che si interessano di diritti umani e di nonviolenza.
Questo lavoro intende rappresentare un contributo affinché si possa togliere dall’oblio il sacrificio di Marianella e ravvivare la memoria di questa martire della giustizia e della pace.

UN BEL BATTESIMO

A Cordoba verrà battezzata la figlia di due donne. Bergoglio ha detto di non escludere nessuno dal battesimo. (Sarà così anche per il matrimonio?). La presidente Kirchner sarà la madrina.
Nella sua Argentina papa Francesco non ha mai negato il battesimo ai bambini che nascevano nei quartieri "difficili". Per lui questo era un gesto che esprimeva l'accoglienza del Dio della misericordia.

Liberarsi per liberare

Imponi a questo maledetto eccesso di lavoro
che ti assilla e ti assedia
alcune pause di silenzio per incontrarti
con la solitudine,
con la musica,
con la natura,
con la tua anima,
in breve, con Dio.

J. L. Martín Descalzo

Culto ecumenico

Domenica 13 aprile la comunità ha celebrato l'eucarestia comunitaria con particolare gioia per più motivi:
Luca Prola, un nostro caro fratello valdese, ha svolto la predicazione e spezzato il pane; abbiamo rivisto Franca Gonella in buona forma; abbiamo ricordato Fiorentina e Maria Del Vento tuttora in fase di cura; abbiamo salutato tre coppie omosessuali che, dopo un lungo percorso, fra pochi mesi celebreranno il loro matrimonio nel quale annuncerò la benedizione di Dio.


Da leggere

GIOVANNI DAZZI, Il Dio esclusivamente buono, Gabrielli editore, Verona 2013, pp. 206, € 14.

Il libro è molto più di una rassegna delle numerose interpretazioni della parabola lucana del Padre misericordioso. L'Autore, con competenza e genialità, si inoltra nelle riletture della parabola nella pittura, nella scultura, nella letteratura, nella musica, nel cinema. Si tratta di un "territorio" vastissimo che l'Autore tratteggia conducendo il lettore in panorami spesso poco esplorati.
Nell'ultima parte vengono prese in considerazione le concezioni "malate" di Dio e viene respinta la tanto diffusa e semplicistica idea che esista un Dio crudele del Primo Testamento e un Dio buono del Secondo Testamento: "Ciò che è cambiato non è Dio, ma è la sua comprensione e percezione da parte dell'uomo (p. 172).
Ma il libro di Giovanni Dazzi è prezioso anche per due altri motivi, tra i tanti pregi che potrei enumerare. Innanzitutto si respira a pieni polmoni ad ogni pagina l'atmosfera di una fede liberatrice, di un Dio amico della vita, fuori dalle devastanti "ragionerie" ecclesiastiche dei buoni da premiare e dei cattivi da castigare. Dio è accoglienza senza perimetri e senza esclusioni.
E poi il lettore e la lettrice non trascurino le prime pagine in cui l'Autore fornisce alcune "note" di esegesi, di ermeneutica, di conoscenze sul mito e sul genere narrativo. Condivido pienamente il fatto - che vado scrivendo da oltre 40 anni - che il messaggio biblico deve passare dalla prigionia dogmatico-dottrinaria alla narrazione. Senza questo passaggio anche i vangeli diventano delle reliquie.
Non posso concludere queste note senza ringraziare l'Autore che ha voluto riportare una mia pagina di parecchi anni fa.
Per richiederlo:
045/6858595
Franco Barbero

Cacciari: ormai gridano e basta

MILANO. La Lega torna in piazza e minaccia nuove clamorose azioni di protesta per liberare i secessionisti arrestati. Professor Massimo Cacciari, avrà successo la nuova linea dura del Carroccio?
«Non diciamo sciocchezze. A Verona erano quattro gatti. Queste sono solo provocazioni, senza seguito».
Matteo Salvini chiede di "liberare il Veneto".
«Appunto, Salvini. Già il fatto di aver scelto lui come segretario, invece di Tosi, dice dello stato di salute del partito».
La Lega è indebolita?
«Non li segue più nessuno, nessun Veneto pensa seriamente alla rivoluzione. Il movimento non ha nulla a che vedere con quello che è stato in passato, anche se i dirigenti attuali si illudono di rinsaldare lo zoccolo duro rispolverando vecchie parole d'ordine».
Però il governatore Zaia sta lanciando un referendum sull'indipendenza del Veneto. Come giudica questa mossa?
«E' il segno dei tempi. Che Zaia prenda questa iniziativa, dice dello stato delle nostre istituzioni. Che una Regione possa permettersi di promuovere un referendum sulla secessione, senza che nessuno dica niente, è rilevante».
Perché la Lega secondo lei non ha più presa?
«Non fa altro che chiacchierare, non ha iniziative concrete, né credibilità sul territorio, rispetto a quel che avveniva durante la prima repubblica. Cerca di stare a galla, ma è in coma, schiacciata dal berlusconismo decotto. Avrebbe dovuto puntare su Tosi, che avrebbe magari fatto politica invece di limitarsi alle frasi ad effetto. I risultati si vedranno alle elezioni».
Chi vincerà?
«L'astensionismo: voterà meno del 50 per cento degli elettori, poi le forze politiche fingeranno di non essersene accorte e faranno a gara a dire di aver vinto. Ma la verità è un'altra».
Quale?
«Al di là di tutto questo parlare, davanti a queste leadership mediatiche alla Grillo e Renzi, mentre un giorno scendono in piazza i secessionisti, e il giorno dopo i forconi, il Veneto, come il resto del Paese, vive una crisi profondissima. La gente non arriva alla fine del mese, è esasperata, imprevedibile. E la politica sta a guardare».

Zita Dazzi
(Repubblica 7 aprile)

martedì 15 aprile 2014

NORBERTO BOBBIO

Se dovessi proporre un tema di discussione per la sinistra proporrei il tema attualissimo, ardua ma affascinante, della "giusta società". Continuo a preferire la severa giustizia alla generosa solidarietà.