giovedì 19 luglio 2018

VENIAMO A TE

G. Noi veniamo a Te, o Dio,
T. con i nostri passi incerti.
G. Veniamo a Te, o Eterno,
T. con questi fuggevoli anni.
G. Veniamo a Te, amore che ci accogli,
T. con le nostre mani fragili ed impotenti.
G. Veniamo a Te, sorgente di vita vera,
T. per continuare a credere nelle Tue promesse.
G Veniamo a Te, bisognosi e bisognose di perdono,
T. perché ci doni il Tuo caldo sorriso.
F. B.
Buon cammino

Ecco l'augurio di un buon cammino nei giorni della settimana: "Un vecchio Rabbi chiese un giorno ai suoi discepoli: 'Chi di voi saprebbe dirmi come si può distinguere il momento in cui finisce la notte ed inizia il giorno?'. 'Io direi', rispose prontamente un allievo, 'quando, vedendo un animale a distanza, uno sa distinguere se è una pecora o un cane`. 'No', rispose il Rabbi. 'Potrà essere l'inizio del giorno', disse un altro, 'quando, vedendo da lontano un albero, si può dire se è un fico o un pesco'. 'Neppure', insisté il Rabbi. 'Ma allora', chiesero i discepoli, 'quando mai si può capire quando finisce la notte ed inizia il giorno?'. 'Quando', rispose il Rabbi, 'guardando in volto un uomo qualunque, tu vedi che è tuo fratello: perché, se non riusciamo a fare questo, qualunque sia l'ora, del giorno, è sempre notte...". (da AA.VV., Quando è giorno?, Torre Pellice, 1988)
 

PADRE NOSTRO, MADRE NOSTRA

O Dio: Tu che sei 
e Padre nostro e Madre nostra,
che sei per le strade,
nella nostra vita quotidiana,
dappertutto nelle nostre lotte,
che il tuo nome e il tuo messaggio
siano presi sul serio,
che la giustizia sia fatta,
che si realizzi la condivisione
come Tu ce l'hai insegnata,
che tutti gli sfruttati, di qui e altrove,
abbiano il loro pane,
che tutti gli oppressi vivano nella dignità.

Dacci la forza di continuare
quanto Tu hai cominciato.
Insegnaci a costruire una nuova società,
in cui gli uomini e le donne vivano
nuovi rapporti sociali.
Liberaci dal nostro orgoglio
e dalla sete di potere.
Che le nostre mani costruiscano
l'insegnamento di Gesù in gesti
di condivisione e solidarietà.
Che lo sguardo di Gesù ci aiuti
ad oltrepassare le nostre frontiere.
Dacci il coraggio di resistere al miraggio
del denaro e di ogni privilegio.
Dacci il coraggio di resistere
alla società del consumismo
ed alle sue false sicurezze.
Armaci di una solidarietà a tutta prova.
Amen

"Decreto indegnità”

Sì, è proprio indegno tutto il bluff di cifre e di noterelle sulle quali litigano i vari ministeri.
Si tratta ancora e solo di propaganda, una propaganda senza riscontri reali, sempre al futuro e tutta da concretizzare.
F. B.

Torno in clausura

Una monaca benedettina che dice apertamente il suo pensiero, in cui non c'è nulla che il dissenso cattolico in Italia non abbia detto da almeno 40 anni, fa scalpore.
Suor Teresa Forcades, paladina dei diritti Lgbt, ora torna in clausura, ma vivrà il suo impegno in modo diverso. E' vero che non ha detto nulla di nuovo, ma lo ha detto da suora e lo ha sostenuto con coraggio e coerenza.
Oggi ci vorrebbero tante voci coraggiose per dire queste "ovvietà" evangeliche che nella chiesa e nel popolo di Dio non sono affatto scontate.
Franco Barbero

Abolizione dei vitalizi

Questa volta si tratta di una buona idea. Sono d'accordo con Di Maio. Ma se ne parla come fosse cosa già fatta. Al Senato non è ancora in discussione e già esiste un ricorso per impedirne l'attuazione. Di Maio proclama che esiste un complotto. Tutto è rimandato al 2019.
Questo governo presenta come fatte cose che sono soltanto in fase di progetto. Anche questo è un inganno.
F. B. 

E’ liberazione

Non è una rinuncia. E' una sorta di liberazione. Meno possiedi e meno sei posseduto. Meno oggetti hai da badare, spolverare… e più momenti per te stesso ti rimangono. Meno hai cose da proteggere e meno paure e sentimenti di proprietà ti affliggono.

Valerio Pignatta. L'insostenibile leggerezza dell'avere.

mercoledì 18 luglio 2018

Nella fragilità delle forze

Tu Dio della vita, ci accompagni nello scorrere dei giorni.
Ci sei vicino in quella stagione in cui dobbiamo fare un nuovo patto con noi stessi, e accogliere i giorni in cui le forze vengono meno.
Inutile rimpiangere, dannoso ostinarsi a lottare contro la fragilità.
Aiutaci a farci amiche le nostre fragilità come consigliere di saggezza e come valorizzazione di ciò che oggi e ancora possibile fare per compierlo con gioia.

F.B.


APPUNTAMENTI

Venerdì 20 luglio alle ore 21:
Celebriamo l'Eucarestia in Via Città di Gap, 13. Prepara la predicazione Franca Avaro.

Domenica 22 luglio dalle ore 15:
pomeriggio di colloqui nella sede della comunità.

Lunedì 23 luglio alle ore 21:
gruppo giovani.

Mercoledì 25 luglio alle ore 20,30:
incontro del gruppo Primavera.

Venerdì 27 luglio alle ore 21:
Franco presenta il libro di Brunetto Salvarani "Una teologia per tempi incerti" editori "La Terza".

Sabato 28 luglio dalle ore 16 alle ore 18:
incontro con la comunità di base di Saluzzo attorno a Gigi Ferraro.

Commento al brano di Marco

IL MAESTRO CHE SA ACCOMPAGNARE

Marco 6, 30-34
"30Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. 31Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. 32Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. 33Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
34Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose."

Emerge fin dalla prima riga il volto di questo profeta straordinario che è Gesù di Nazareth. Coinvolto fino alle midolla nel rapporto con le persone più povere e sofferenti dei villaggi, trova sempre il tempo e il modo di dedicarsi al Padre in profonda solitudine, in preghiera filiale. Gesù non dimentica mai la Sorgente…
E quale Maestro di vita per i discepoli e le discepole. Non ci sfuggano le sfumature che svelano un tesoro di umanità, di attenzioni e di tenerezza. 
Vede arrivare i discepoli dopo l'invio nei villaggi: voleva che si rendessero autonomi, che si sperimentassero. Egli realizza il sogno di ogni vero maestro: vedere i discepoli e le discepole crescere ed acquistare fiducia in se stessi, prendere il largo e rendersi capaci di una iniziativa personale.
Aveva infuso fiducia ed i discepoli erano partiti. Possiamo pensare che siano ritornati e ritornate da Gesù con uno zainetto stracolmo di emozioni, di "successi e insuccessi", di domande, di inquietudini e di esperienze.
Incontrare direttamente le persone, Gesù lo sapeva bene, costituisce una modalità di incontro che cambia il modo di guardare il mondo e di prendere coscienza di sé e degli altri. Gesù, questo singolare Maestro, ha un cuore così grande che a stento gli sta nel petto. Egli è tutto attesa per i discepoli che rientrano dal loro primo "esperimento": li aspetta, li intravede arrivare, li raduna affettuosamente presso di sé, ascolta tutto quanto avevano fatto e quanto avevano insegnato. Avverte i palpiti dei loro cuori, non si lascia sfuggire nessuna parola dei loro racconti.
Come Maestro, sa quanto è affascinante e faticoso crescere, quanto si maturi a piccoli passi; percepisce il loro bisogno di confronto e la necessità di dare pace e riposo ai loro cuori e ai loro corpi. Li invita caldamente: "Venite voi stessi in disparte, in un luogo deserto e riposatevi un po' ". Già tante volte i discepoli avevano conosciuto le squisitezze, le tenerezze, le attenzioni di questo straordinario Maestro: sapeva mordere le carni con proposte radicali, ma sapeva soprattutto accompagnare, abbracciare, accarezzare uomini, donne, bambini senza eccezione, senza mantenere alcuna distanza. Non se lo fanno dire due volte i discepoli e sono lì attorno a lui…
Dovranno scappare perché la folla li ha già scoperti ma il segno di quell'accoglimento che Gesù ha loro riservato rimane scolpito nei loro cuori.

LA LEZIONE CHE RESTA

Gesù vuole che i suoi discepoli, chiamati ad un grande impegno, restino sempre umani, attenti alle proprie e altrui necessità. Trovare questo equilibrio tra attenzione a sé ed impegno per gli altri è ancora difficile alla mia età. So che se non lasci cadere la zappa, lo stesso lavoro di ministero diventa un sovraccarico che schiaccia la vita delle persone e non rinnova le comunità.
Ritirarsi in disparte può aiutarci a ritrovare l'essenziale, a fare i conti con la nostra creaturalità, la nostra piccolezza, la nostra fragilità.
Nel riposo e nel silenzio ritroviamo il fiume della gratitudine amorosa per il Dio della vita, ripiantiamo l'alberello dei nostri fuggevoli giorni sulla strada dell'orfano, della vedova e dello straniero.
Uscire dal rumore, ma anche dall'iper-attività ci aiuta a capire che cosa davvero abbiamo nel cuore e soprattutto a riscoprire le meraviglie del creato e il fruscio del vento di Dio che riempie l'universo.
La teologa Irene Dios De Oliveira scrive: "Andare nel deserto significa attraversare la frontiera, andare oltre, percepire nuovi orizzonti e sentire che una nuova realtà sta sorgendo e che un nuovo monto è possibile, nonostante le mille voci contrarie".
Per me significa soprattutto adorare il mistero di Dio e della vita e fare spazio più profondo alla realtà e alle persone che incontriamo guardando il tutto con occhi sempre nuovi.

ACCOMPAGNARCI

Questa pagina del Vangelo, in netta contrapposizione con le parole severe del profeta Geremia riguardo ai cattivi pastori di Israele, per me prefigura e propone il volto e la realtà di una chiesa diversa.
Non più una chiesa fatta di maestri sacri che dirigono, che conoscono tutto in anticipo, che definiscono chi è dentro e chi è fuori, ma una comunità di ministri e ministre che svolgono soprattutto il servizio di accompagnare. Il ministero viene allora concepito soprattutto come ascolto, accoglienza, accompagnamento.
Accompagnare indica vicinanza, umiltà, ricerca corale dei sentieri, valorizzazione delle esperienze e della saggezza di tutte le persone.
La sciagura della chiesa spesso è diventata la presenza di pastori che sono diventati direttori di un'azienda, non più fratelli che mettono a disposizione di tutti i loro talenti, la loro esperienza.
Ma c'è di più: che cos'è in sostanza la comunità di Gesù? Essa è una strada condivisa, un efficace laboratorio di relazioni di cura, un accompagnamento reciproco sapendo che questa è la testimonianza di Gesù.
E che cosa ci dice la testimonianza biblica che leggiamo nei due testamenti? Dio stesso accompagna il suo creato verso una maggiore giustizia, una maggiore felicità. Il creatore è l'Accompagnatore della sua creazione.

NEL SILENZIO

Nel silenzio aiutami, o Dio, a mettere nelle tue mani la mia vita, tutta, ogni giorno, il tempo trascorso e quello che mi resta. E poi grazie, ancora grazie!


Come riconoscere la patologia del gioco d'azzardo

a cura dell'Associazione "Punta su di te 2.0"

 

Il gioco d'azzardo patologico (gap) è un problema che si presenta in modo subdolo e complesso. Spesso chi è affetto da questo tipo di disturbo non è in grado di chiedere aiuto; in buona parte dei casi è il coniuge, un figlio, un genitore o altro parente o persona vicina alla famiglia a cercare informazioni, chiedere supporto ed in generale ad attivarsi per preoccupazione o per disperazione.

Come cogliere i primi segnali? 

Possono sorgere sospetti più o meno fondati o esservi ragionevoli certezze che il problema sia quello del gioco, anche se tendenzialmente i giocatori negano o minimizzano. Vi sono campanelli d'allarme aspecifici e specifici che permettono di porre il sospetto della presenza di una modalità di gioco problematica/patologica; riconoscere i primi segnali può essere un modo di affrontare il problema prima che le perdite economiche e la cronicizzazione della malattia rendano la situazione drammatica.

Tra le caratteristiche aspecifiche si possono osservare:

1) alterazioni del tono dell'umore (depressione, instabilità emotiva)

2) irrequietezza, irritabilità, ansia, insonnia

3) comportamenti anomali rispetto al passato (uscite in orari anomali, vaghezza nel dare spiegazioni, utilizzo della rete eccessivo e in contesti appartati…)

Inoltre si possono osservare caratteristiche più specifiche delle problematiche legate al gioco:

1) aumento della frequenza delle giocate e della spesa legata a tale comportamento

2) irrequietezza e irritabilità quando non può giocare e quando si affronta l'argomento

3) tentativi di ridurre o interrompere l'attività del gioco che non portano a risultati

4) eccessivo coinvolgimento nel gioco d'azzardo (pensieri perennemente rivolti al gioco, a pregresse esperienze di gioco, a come trovare denaro per giocare)

5) bugie per mascherare il proprio coinvolgimento nel gioco

6) difficoltà economiche e spese non giustificabili

7) richieste incongrue di denaro, non solo a parenti ma anche ad amici e conoscenti adducendo scuse poco credibili

8) indebitamento con banche, finanziarie, nei casi più complessi, usura

9) difficoltà lavorative, scarso rendimento, licenziamenti, utilizzo non giustificabile dell'eventuale tfr, frequenti cambi di attività lavorativa e cessione del quinto

10) illeciti per procurarsi denaro o beni

Cosa fare in caso di sospetto? 

Se si ha anche solo il sospetto che un proprio familiare giochi in maniera problematica è consigliabile osservarne attentamente i comportamenti, prendere nota delle spese effettuate, essere attenti alle richieste di denaro ingiustificate, non elargire denaro contante, controllare denaro nel portafogli, estratti conto bancari e spese con carte di credito (attenzione alle piccole spese/pagamenti bancomat ripetute in brevi lassi di tempo), non lasciare denaro in casa in vista, controllare oggetti di valore (orologi, gioielli..). Inoltre è bene non assumersi compiti e responsabilità della persona affetta, non giustificare di fronte ad altri ammanchi, ritardi, inadempienze, conseguenze legate al gioco: tali modalità attuate con fine protettivo permettono il procrastinarsi di una condizione patologica e l'aggravamento della situazione.

Rivolgersi a personale specializzato che possa fornire indicazioni e dare informazioni dettagliate. Una delle finalità del progetto "punta su di te 2.0" è proprio quella di facilitare l'accesso ai servizi di cura creando una rete e diversi canali di accesso (sito, sportelli telefonici, sportello mobile) perché chi ha dubbi in proposito possa trovare ascolto e risposte utili ad affrontare il problema.

I servizi specializzati nel trattamento del disturbo da gioco d'azzardo sono i Serd territoriali, dove un'equipe multidisciplinare composta da psicologi, medici, educatori assistenti sociali e infermieri valuterà la situazione e proporrà al giocatore ed alla famiglia un percorso di cura appropriato. Come in tutte le dipendenze è indicato il coinvolgimento della famiglia o della coppia. L'accesso al Serd è gratuito e diretto, non sono richiesti il pagamento del ticket né la richiesta del Medico curante. Possono accedere tutti i cittadini, anche minorenni.


(da Insonnia, mensile Racconigi, pag. 4, luglio 2018-contatti@insonniaracconigi.it)


Benedizione

"Che il vento, soffiando nei vostri capelli,
vi porti il palpitare della vita.
Che i vostri piedi lascino nella polvere 
orme di speranza.
Che nell'oscurità 
voi udiate battere il cuore del prossimo.
Che le vostre mani si protendano 
come porte che si aprono.
Che le vostre bocche trasmettano
quanto vi è stato dato di ricevere.
Che le vostre orecchie colgano
quello che le parole dicono solo a metà.
E che l'amore del Signore vi accompagni
anche là dove non vorreste andare".
(Christian Kempf)

Troppo intelligente

La battaglia contro Boeri ha un altro obiettivo. Il vero obiettivo di Di Maio è ridurre all'obbedienza Giovanni Tria, il ministro dell'economia, troppo vicino alle posizioni di Padoan e Boeri.
Chi è intelligente, fa paura a Di Maio. Fa paura un po' ovunque.
F.B.

Ipocrisia, pace?

Parliamo di pace, cantiamo pace
E poi?
Poi vendiamo armi,
Le facciamo,
Guadagniamo mercati,
Posti di lavoro:
bussines, marketing, bank
sempre con le armi;
poi ritorniamo a parlare di pace;
ci riempiamo la bocca di prediche, discorsi di pace
dal primo all`ultimo dell'anno
da Natale a Pasqua:
cantanti, film, teatri, manifestazioni, marce...
poi il silenzio si fa profondo
l'omissione si fa discorso;
vendiamo armi
a tutti i popoli della terra
Anche i bambini abbracciano armi giocattolo
Tra sorrisi e battute dei parenti
Prima giocando, poi da grandi facendo sul serio:
bambini soldato, bambini armati, bambini terroristi:
Nelle scuole, negli asili, nelle baite e nelle preghiere degli alpini
Si prega e si gioca, ci si diverte con le armi
E l'ipocrisia della pace continua
Tra feste di mondo e di chiesa
Tra incontri bilaterali, studi, ricerche
Percentuali, mondiali...
sempre con le armi nascoste
sempre sull'attenti
magari con una benedizione maledetta
di qualche cappellano mistificato
di pace armata.
Quando la pace sarà vera
E l'ipocrisia finita?
Pace?
Siamo sinceri!
No, grazie: noi vogliamo la guerra: we want war!
Ma non è mai troppo tardi
Perché finisca la farsa di una pace armata:
è possibile cambiare
Fare rivoluzione di pace
Dire e fare la pace.
Tu, come bambino,
grida la gioia della pace;
Tu giovane senza lavoro,
non abbracciare il fucile:
costruiamo il museo delle armi
chiuso per sempre;
pianta sementi di pace dappertutto
e madre terra
darà fiori e frutti in abbondanza per tutti i popoli;
canta, danza, resisti
datti da fare
la pace è possibile:
questa la nostra bandiera.
L'utopia può diventare
eutopia, benvenuta, sognata, amata
fatta sempre di nuovo
come la primavera, come la Vita risorta
Amen.

Vincenzo Zambello* - In memoria di don Tonino Bello e dei bambini morti per una pallottola perduta fabbricata da noi.

*Missionario in Brasile. È autore del volume Il potere nella Chiesa: quale profezia?, Gabrielli ed., 2017, € 13, in vendita presso ADISTA.

[Adista, 9 giugno 2018]

Spunta la lobby delle armi

Salvini si è impegnato per iscritto "sul suo onore" a trattare con le potenti associazioni delle armi quando si discuterà di legittima difesa.
"L'Italia avrà presto una legge sulla legittima difesa scritta con la lobby delle armi" (Repubblica 26 luglio)