sabato 15 agosto 2020

PER NON CONFONDERE LA FEDE CON UNA LEGGENDA

 MARIA ASSUNTA IN CIELO ?


Oggi la liturgia cattolica ricorda la festa dell'Assunta.

Maria, rapita in cielo, ormai scorrazza da un estremo all'altro, da un'apparizione all'altra: vergine, immacolata, madre di Dio, regina del cielo... è ormai l'astro più luminoso del firmamento cattolico. Così da credente ebrea, Maria è stata trasformata in una dea pagana con l'intento di congiungere tutte le prerogative migliori delle dee pagane.

Pio XII operò il passaggio dalla leggenda devozionale al dogma. Era l'anno 1950. Senza un minimo di supporto biblico, il papa proclamò unilateralmente questo dogma suscitando le perplessità e il dissenso delle varie chiese cristiane. Ma tale proclamazione serviva in un momento critico della chiesa cattolica a rafforzare il potere papale, ad arginare le nuove correnti politiche socialiste e femministe.

I dogmi spesso rispondono alle esigenze del potere ecclesiale o politico per riaffermare se stessi.
La donna ideale, quella da imitare, diventava questa donna spiritualizzata, vergine ed immacolata, asessuata...una bella statuina di gesso.
E così Maria, la donna ebrea, è stata completamente sottratta a se stessa, cancellata.
Rapita in cielo su una "carrozza angelica", è diventata la bambola religiosa , disponibile ad ogni operazione devozionale e commerciale. Questa donna, sottratta persino al fetore del cadavere, fu disumanizzata.

La sua fede, il suo impegnativo cammino di donna credente e di sposa di Giuseppe e madre di una numerosa famiglia, sono stati così nascosti sotto un castello artificiale di dogmi persino umoristici


Dalle leggende antiche al dogma.

In realtà le leggende attorno alla figura di Maria, dopo le definizioni dogmatiche che nel 431 ne fecero la madre di Dio, diventarono centinaia.La leggenda più antica e nota

della "dormitio Mariae", con cui si voleva semplicemente dire che Dio ha accolto Maria di Nazareth presso di sé, è stata pervertita in una esilarante "verità di fede".

Con il dogma dell'Assunta questo percorso ideologico di travisamento della figura storica di Maria raggiunge l'apice.

Le parole del dogma (num. 966 del Catechismo della chiesa cattolica) suonano persino ridicole: “....Fu assunta alla celeste gloria con il suo corpo e alla sua anima e dal Signore esaltata come la regina dell'universo....”

Di questo cosiddetto dogma non esiste traccia benché minima nelle Scritture e così si è fatto ricorso a fantastiche connessioni con altre donne delle Scritture.

Sappiamo invece (Nuovo dizionario di mariologia, pag.167) che nel secolo VI avvenne lo sviluppo storico in oriente della credenza dell'assunzione. Si cominciò allora a celebrare la festa del transito o “dormizione di Maria” fissata con decreto particolare dell'imperatore Maurizio al 15 Agosto, alcuni secoli dopo, in sostituzione dei culti pagani delle dee.


La festa dell'Assunta e la nostra fede cristiana?

Ferragosto ricorda il periodo della festa del divo Augusto che i cristiani hanno verniciato di devozione mariana.
Oggi nessun cristiano è tenuto a mettere questa leggenda sul conto della fede. Essa non è per nulla vincolante per la coscienza cristiana. Piuttosto è importante raccogliere da Maria la sua profonda testimonianza di fiducia in Dio. Resta il danno dell'ignoranza del dato storico sulla figura di Maria di Nazareth.

Resta il fatto che la Maria reale, come ognuno di noi, venne accolta dopo la morte tra le braccia di Dio.

Oggi la ricerca biblica e storica ci ha liberati dall'equivoco dei fardelli inutili che ci fanno scambiare per fede ciò che invece è una leggenda devozionale di cui si può fare totalmente a meno.

Qui di seguito suggerisco alcuni studi sui quali possiate personalmente documentarvi e conoscere come prima di papa Pio XII le numerose “Petitiones” non furono mai accolte per motivi teologici.

Fu Pio XII che, rompendo gli indugi, proclamò il dogma. Ero ragazzo e ricordo la notizia dataci in seminario il 1° novembre 1950.

Suggerisco di leggere per una prima documentazione alcuni scritti molto accessibili e rigorosi:

Jacques Duquesne, Maria (Corbaccio Ed)

Marie Christine Athans,Alla ricerca di Maria donna ebrea, (Ed Queriniana);

De Flores, Nuovo dizionario di mariologia, (Ed Paoline)
Renato Pisani, Maria nell'arte, (Gangemi Ed);

Vi chiederete, anche solo davanti al quadro dell'Assunta di Tiziano, che rapporto possa esistere tra Maria donna ebrea e l'immagine di questo dipinto.

Chi avesse ancora qualche dubbio sui dogmi mariani, legga il libro di Geoffrey Parrinder , Figlio di Giuseppe e la famiglia di Gesù, Claudiana Ed.

La storia di Maria va ricollocata, come scrisse il biblista cattolico Giuseppe Barbaglio, nella numerosa famiglia di Nazareth di cui Maria e Giuseppe furono i veri genitori.

Le donne hanno svelato l'inganno. La gerachia cattolica quanto più ha esaltato Maria, tanto più ha abbassato e umiliato le donne in questi quasi 2 millenni

Franco Barbero

LA FRATERNITÀ, PERCHÉ?
Editrice Ave Roma


Raccomando vivamente la lettura di queste brevi pagine del sociologo e filosofo francese Edgar Morin che escono nei giorni in cui l'Autore compie 99 anni.
Aiutano a "tornare ad essere umani" con lo sguardo e l'impegno di "resistere alla crudeltà del mondo" e creare ovunque tante oasi di fraternità.
Franco Barbero

PREGHIERA: " HO SCRITTO IL TUO NOME SULLA SABBIA".

"Ho scritto il tuo nome sulla sabbia,

ma l'onda l'ha cancellato.

Ho inciso il tuo nome su un albero, 

ma la corteccia è caduta.

Ho scolpito il tuo nome sul marmo,

ma la pietra si è rotta.

Preso dalla disperazione ,

ho nascosto il tuo nome nel mio cuore,

e là il tempo l'ha conservato".

               Anonimo da "Una parola per due".

Oggi


Non voglio dimenticarmi

di trovare un tempo per il silenzio, la preghiera,

per osservare con meraviglia

il creato

di cui sono parte.

Oggi non voglio dimenticarmi

che questo giorno

è un dono

che fa fiorire

dentro di me un "grazie, o Dio"

e mi invita

a guardare avanti.


Franco Barbero, 18 luglio 2020


L'Europa che non c'è

Miliardi e miliardi!! Va bene e sono necessari, ma le persone come i migranti non possono essere dimenticate. Sembra che ormai non si voglia vedere una realtà che diventerà esplosiva se non ci sarà una politica di condivisione.
F. B.

[il Manifesto 2 luglio]
 

Impara oggi,

che se aspetti il domani, nulla saprai.

Italia

[il Manifesto 24 giugno]

venerdì 14 agosto 2020

Se vogliamo perdonare gli altri, dobbiamo prima perdonare a noi stessi i difetti. Il che significa anzitutto saperli generosamente accettare. 
Etty Hillesum
[il Manifesto]

COMMENTO ALLA LETTURA BIBLICA DI DOMENICA 16 AGOSTO 2020

 CI SI CONVERTE INSIEME: ANCHE GESU'

Matteo 15, 21-28

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro». Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele». Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.


Un antefatto personale

Quando circa 60 anni fa affrontai la lettura e l'interpretazione di questa pagina di Matteo per la prima volta, provai un profondo disagio; anzi un vero scandalo.

Lessi anche la pagina parallela del Vangelo di Marco, ma anch'essa mi sembrò dura e inaccettabile.

 Come poteva Gesù, che allora per me era ancora Dio, essere così sgarbato, arrogante e quasi sprezzante nei toni e nel comportamento verso questa donna così bisognosa di aiuto e così umile ed audace? Non avevo il coraggio di manifestare questo scandalo e non disponevo di strumenti che mi aiutassero in una interpretazione storica e liberante.

 Il mio professore di Sacra Scrittura attendeva con ansia di diventare vescovo e le sue lezioni erano prive di penetrazione, di passione, di calore, di comunicazione. Arrivava fresco di laurea dalla Gregoriana, ma l'insegnamento delle Scritture non era davvero il suo " pezzo forte".

 Mi portai nel cuore questo "nodo" finché un giorno, ormai diciannovenne, accolto affettuosamente dal mio rettore di seminario a colloquio, osai porre la domanda che tanto mi inquietava. La sua risposta fu chiara: " Vedi, Gesù da principio ha trattato così male questa donna per metterla alla prova, per verificare la realtà della sua fede. Poi, vista la sua grande fede, la esaudì e acconsentì alla sua richiesta".

 Un percorso storico ed esegetico

Devo ammettere che la risposta mi sembrò interessante ed ingegnosa, ma altrettanto poco convincente.  Fu negli anni dal 1965 al 1980 che, familiarizzando con i metodi storici e critici e affacciandomi alla scoperta del Gesù ebreo, maturò in me una lettura  biblica ben diversa.

 La pagina evangelica, come moltissimi studi documentano, presenta Gesù come un uomo ebreo del suo tempo, con i suoi limiti culturali e non privo dei pregiudizi tipici della sua tradizione. E' sempre molto difficile renderci conto della storicità di tutti i personaggi della Bibbia e del genere letterario in cui essi vengono collocati e descritti.

Per me questo brano comportò una svolta nella mia riflessione cristologica:   la costruzione di questo "racconto" evidenzia che anche Gesù ha dovuto ripensare le sue relazioni, superare delle barriere, convertirsi.

 Per Matteo Gesù è "descritto in movimento in direzione di Tiro e Sidone, ma non è detto che raggiunga tali città. Al contrario, si dice che la donna era uscita da quei confini. Gesù e la donna si incontrano, per così dire, a metà strada tra terra di Israele e territorio "Cananeo", cioè pagano: entrambi sono accomunati da un movimento di uscita. Eppure è la donna che varca il confine, non Gesù, è la donna che prende l'iniziativa, che gli va incontro e lo riconosce come il Messia" ( Alberto Mello, Matteo, pg 282).

 Forse, con un tono eccessivamente enfatico, commentando nel 1981 questa pagina, scrissi che la donna cananea fu quella che convertì Gesù. In ogni caso, ella offrì a Gesù una singolare opportunità di ripensamento e Gesù offrì a lei la testimonianza di chi sa ascoltare la voce di Dio attraverso il grido degli oppressi/e.

LI ACCOMUNA UN MOVIMENTO DI CONVERSIONE

In ogni caso, sia il racconto di Marco che quello di Matteo mettono in evidenza due persone coinvolte nel cammino di conversione. "Nessuno nasce imparato", recita il proverbio. Le Scritture ci svelano che nessuno è mai totalmente convertito. La conversione, come scoperta ed accoglimento della chiamata di Dio, caratterizzò tutta la vita di Gesù di Nazareth. Egli, nel coraggio, nella fede, nell'audacia travolgente ed intelligente di questa donna percepì un segno, un invito, uno scossone che non poteva ignorare. Gesù ha sputo ricredersi, accogliere, andare oltre le abitudini, i pregiudizi e le tradizioni.

Come per Gesù, anche per la donna non fu facile uscire dai confini della sua cultura del silenzio, della sottomissione e della marginalità. Tradusse il suo bisogno e la sua disperazione in una iniziativa di inaudito coraggio. Si mosse  da casa gridando tanto da richiamare l'attenzione dei discepoli, venne a prostrarsi  ai piedi di Gesù e non cessò  di demolire ad uno ad uno gli argomenti e i pregiudizi  del "Figlio di Davide", il profeta di cui aveva tanto sentito parlare...

Da donna abituata a tacere , diventa profetessa di giustizia, vuole essere presa sul serio, ascoltata..

La Bibbia ci dà testimonianza di molti percorsi di conversione. Si tratta sempre di svolte, di cambiamenti in profondità delle nostre vite, anche se graduali e spesso a piccoli passi. Così fu per Gesù e per la donna cananea.

DUE ULTERIORI ANNOTAZIONI

Il brano, secondo molti studiosi/e, risente del forte dibattito interno alle comunità delle origini. Il "racconto" di Gesù che progressivamente apre ai "pagani" serve all'autore- redattore del Vangelo nel suo intento di sostenere che tale allargamento e tale inclusività appartenevano in radice alla prassi concreta di Gesù.

"In secondo luogo, l'episodio ci ricorda che i membri di gruppi disprezzati e oppressi devono essere audaci nel cercare la liberazione dalla loro miseria" (Hare Douglas, Matteo, Claudiana, pg 183).


GESU' SI LASCIA CORREGGERE DAI DISCEPOLI

C'è un messaggio che spesso non viene raccolto. Per chi era abituato a pensare un Gesù tutto perfetto, come se non avesse mai bisogno di migliorare, di cambiare , di convertirsi, qui avviene un cambio di passo.

Non solo Gesù cambia radicalmente atteggiamento davanti alla donna siro-fenicia, ma ha bisogno del richiamo piuttosto pungente dei suoi discepoli che gli si accostarono implorando: "Esaudiscila: vedi come ci grida dietro" (v.23).

Qui è il maestro che impara dai suoi discepoli e dalle sue discepole: una lezione che i "maestri e pastori" della nostra chiesa non vogliono proprio imparare. Ciascuno e ciascuna di noi può imparare da chi gli cammina accanto nella vita quotidiana e anche nella esperienza comunitaria.


 

 


LA SVOLTA DI DI MAIO

 Probabilmente in Di Maio si è accesa una lampadina di saggezza per alcuni precisi motivi:

1) Solo con la Sinistra si potrà evitare di ricadere nelle mani della destra.

2) Senza l'alleanza con  la Sinistra, a partire dal PD, i 5Stelle sarebbero destinati alla scomparsa o alla estrema marginalità.

3) Di Maio si è rimangiato un sacco di dichiarazioni non solo sul doppio mandato perché ha capito forse che i suoi dogmi erano pure illusioni.

Meglio tardi che mai!

Franco Barbero

PACE? NO: E' ANNESSIONE

La pace tra Emirati e Israele è un inganno e una strategia che tanto piace a Trump.

E' un accordo che ha lo scopo di cancellare per sempre le aspirazioni e i diritti dei Palestinesi: l'annessione dei territori è solo rimandata.

Di tutto questo la politica italiana non parla e purtroppo la Repubblica del 14 agosto titola: "Storica svolta di pace" questo accordo tra Israele ed Emirati Arabi Uniti. 

Siamo al tradimento dei palestinesi.

F.B. 

LA VERITA' E' SEMPRE SCOMODA

 Angela Caponnetto: "Offendermi non servirà, non smetto di raccontare i fatti"

La giornalista di Rainews24 di nuovo vittima del linguaggio d'odio perché rivela le bufale sui migranti. 

8 agosto 2020
 
Angela Caponnetto, la giornalista di Rainews24 che segue le vicende dei migranti che attraversano il mare, è di nuovo sotto attacco, di nuovo si è scatenato contro di lei il linguaggio d’odio. Ancora una volta, siamo vicine e solidali con Angela, come colleghe di GiULiA e della Cpo della Fnsi.
Avevamo raccontato le sue vicende alla Statale di Milano, in un convegno dell'ottobre dello scorso anno, “Dall’Odio on line alla violenza di genere”, in cui ci aveva aiutate a capire cosa significa l’intolleranza quando colpisce le giornaliste, quando rende persino difficile lavorare. È stata di nuovo con noi nel convegno alla Fnsi su “Parole d’odio e violenza di genere”, organizzato insieme alla Cpo Fnsi, Usigrai e Cnog, in occasione della giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne.
Adesso, ci risiamo. 
Angela viene attaccata perché rivela sulla sua pagina Fb le fake news sui migranti, ma non ci sta: “Offendere me perché vi faccio vedere il lato umano delle persone che sbarcano, perché denuncio le bugie dei pennivendoli da strapazzo che stanno inquinando giorno dopo giorno il nostro mestiere fatto di equilibrio e di ricerca certosina della notizia e delle fonti, non servirà a farmi smettere di raccontare i fatti”.
Di fronte all’odio, c’è una strada maestra: non essere lasciati soli. 
Ecco la reazione che subito è arrivata dal sindacato: “Una giornalista del servizio pubblico ha il dovere di raccontare i fatti in qualsiasi circostanza. Il nuovo attacco da leoni da tastiera ad Angela Caponnetto siamo certi che non fermerà il suo lavoro che illumina le zone d’ombra degli invisibili e dei migranti. Il Cdr di RaiNews24 d'intesa con USIGRai e Fnsi è al suo fianco pronto a costituirsi parte civile anche in Tribunale per difendere l’articolo 21 della Costituzione. 
È stato già allertato l'Osservatorio sui cronisti minacciati”.

UNA SCELTA DIFFICILE

 "Preferisco il cattivo all’imbecille.

Il cattivo qualche volta si riposa dalla sua cattiveria, l’imbecille non si riposa mai".

Alexandre Dumas - Figlio