sabato 26 luglio 2014

GRAZIE

La parola che più spesso
Ti dico è proprio questa.
Sì, sempre di più
Ti dico "grazie", o Dio.
Nel faticoso cammino della vita
assaporo la gioia di essere Tuo figlio.
Diventando vecchio gli occhi vedono di meno,
ma cresce in me la meraviglia…
Mi sembra che tutto il creato
trasmetta i palpiti del Tuo amore,
che in ogni creatura ci sia trasparenza
di Te, come una eco del Tuo mistero.
E Ti cerco sapendo che Tu per primo
cerchi ciò che è scaturito dal Tuo amore.
Accogli lo zaino voluminoso dei miei anni,
granello di sabbia tra mille galassie.
E lasciami cercare e cercare…
e cercare ancora, adorando,
fino all'ultimo dei miei giorni
le tracce di Te, sorgente di vita,
nelle parole, nelle lacrime e nelle gioie
dei meno fortunati/e della terra.

Franco Barbero
17/07/2014

Aumentano le firme a favore dei valdesi

Ben 613mila sono state le firme provenienti dall'8 per mille a favore della Chiesa evangelica valdese (i valdesi non sono più di 20mila) con un 7 per cento in più rispetto l'anno precedente. I dati sono relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2011 e determinano un aumento di circa 2,8 milioni di euro rispetto al 2013, per un totale di quasi 41milioni di euro. Le firme raccolte e i fondi attribuiti alla Chiesa valdese da anni sono in costante aumento e costituiscono un interessante caso di osservazione, ovvero di come la più antica Chiesa protestante italiana, ottenga un numero di firme pari a circa 30 volte la sua consistenza.

(da L'Eco del Chisone, 11 luglio 2014)

DIO GENERA VITA

"Chi è Dio? Che cosa implica la Divinità? Dio è innanzitutto un essere che genera. Meister Eckhart chiama Dio "pura generazione" e "vita di tutte le cose". Anche noi che siamo a somiglianza di Dio generiamo e diamo vita. Creare è la nostra imitazione della Divinità. Siamo qui per imitare la Divinità. Esattamente questo. Tutta la creazione è generativa. Perché non dovrebbe esserlo la specie umana, così straordinariamente dotata di immaginazione?
Tuttavia non generiamo da soli: lo facciamo in comunione con il Divino che dimora e genera dentro di noi. Ci connettiamo con l'opera del Creatore…"
(Matthew Fox, Creatività, Editore Fazi).

“Come vivere di grandi passioni?”

Lunedì 21 presso la sede della nostra comunità di base di Via Città di Gap 13 abbiamo vissuto una serata indimenticabile. Eravamo una trentina. La mia riflessione si è incentrata su una parola ora desueta o dimenticata e ne è scaturito un confronto che qui è impossibile registrare. Partendo dal libro "L'epoca delle passioni tristi" (caduta del mito del progresso, cultura della fruizione immediata, l'assoluto dell'utilitarismo, la cultura degli oggetti… solitudine e tristezza come assenza di prospettive) ho riproposto il volumetto "Perseveranza" di Salvatore Natoli (Il Mulino, editore).
La capacità-virtù di resistere nel tempo, nel quotidiano, saper assorbire le delusioni, le sconfitte… senza rinunciare alla passione per la giustizia è impresa di tutta la vita.
La densità del confronto non è riassumibile. Però una testimonianza perseverante ha la forza del contagio. Abbiamo individuato nel "racconto dell'Esodo" una parabola della perseveranza e in Giuditta, Ester, Geremia, Elia… dei testimoni a servizio del popolo. Il nostro ancoraggio di credenti è la fiducia in Dio, senza la quale la perseveranza può naufragare.
Franco Barbero
Non dimentichiamo che i palestinesi di Gaza saranno nostri vicini per l'eternità, come noi lo saremo per loro.

Abraham B. Yehoshua

“Tunnel e razzi potenti. Netanyahu deve spiegare chi ha permesso questo”

GERUSALEMME - «Il popolo israeliano dovrebbe chiedere conto al primo ministro di come è Gaza oggi. Da otto anni è al governo e in questi otto anni Hamas ha costruito tunnel e ha acquisito razzi anche di considerevole gittata». Così parla Tom Segev, scrittore ed esponente dei Nuovi storici israeliani, il movimento che ha smitizzato la storia patria. Di fronte al conflitto che sta divorando la Striscia ammonisce: «Dovremmo concedere qualcosa».
Hamas era isolato e indebolito, aveva perso il sostegno egiziano, non era questo un momento strategico per Israele per cercare di fare la pace?
«Molti israeliani avrebbero voluto un'altra politica, la soluzione dei due Stati. I palestinesi a Gaza non hanno nulla da perdere, questa è la realtà, perché io dico che dovremmo dar loro qualcosa da perdere: il porto, magari l'aeroporto, una Gaza con accessi liberi diventerebbe una Singapore mediorientale. Ma è governata da una dittatura islamista, e il fatto di essere chiusi dentro ha fatto crescere una generazione che si è imbevuta di miti eroici. Successe la stessa cosa in Israele negli anni '50 , un fiorire di leggende sulla lotta contro i britannici - storie di atti eroici, nascondigli, imboscate».  
Sui social media tanti si pongono domande sul destino di Israele alla luce dell'ultimo conflitto Che ne pensa?

«Il sionismo é un esperimento che non è fallito ma che non è nemmeno pienamente riuscito perché non siamo riusciti a raggiungere la pace con gli arabi. Il sogno sionista si é avverato parzialmente. Ben Gurion predisse che in Palestina sarebbe nato uno Stato ebraico con 4 milioni di ebrei e una piccola minoranza araba, ma sbagliò nel prevedere che gli arabi avrebbero ben accolto lo Stato ebraico anche nel loro interesse. Questo lo disse nel 1914, ma credo che in quel momento avesse già chiaro che il prezzo del sionismo sarebbe stato una vita senza pace. Questo è quanto pensa oggi la maggioranza degli israeliani: negli ultimi dieci anni hanno smesso di credere alla possibilità della pace».
Un messaggio di disperazione?
«No, e le dico perché. Ieri sera ero a casa di mio figlio, un ingegnere elettronico con due bambini piccoli. Sono suonate le sirene e siamo scesi nel rifugio. Gli ho chiesto perché rimanga in Israele. Mi ha dato una risposta che mi ha sorpreso, ma che mi ha fatto capire che il sionismo ha funzionato. Perché non voglio fare l'emigrante, mi ha detto. Una risposta per niente ideologica, è una generazione la sua che non pensa collettivamente, ma in termini del benessere proprio e della propria famiglia, che è scettica e critica della politica».
Le reazioni negative di fronte a quanto sta avvenendo a Gaza sono poche. Perché?
«Perché secondo me Israele e sì uno dei dieci quindici paesi più avanzati al mondo, ma le guerre hanno un effetto sempre più negativo: diventiamo sempre più razzisti, capaci di odio».
Yanna Vannuccini

(Repubblica 20 luglio)

venerdì 25 luglio 2014

Mentre i Paesi più ricchi sono angosciati dalla Borsa, i disperati dell'Africa seguitano a morire in quel grande cimitero che è il Mediterraneo.

Margherita Hack

DIPLOMAZIA

Diplomazia

fa rima

con ipocrisia.

Sono chiacchiere

da salotto

mentre

la guerra uccide.

 

E Berlusconi canta

con tracotanza

Ingiustizia è fatta.


Franco Barbero

Nessun benessere potrà mai distrarre la totalità degli uomini dal confronto fra le proprie aspirazioni e la fragilità dell'esistenza.

IGNAZIO SILONE

Diseguaglianze

La media dei chief executive americani prende 20 milioni di stipendio annuo. Nel 1980, quando Ronald Reagan arrivò alla Casa Bianca, l'America era già un paese capitalista. In quell'anno un chief executive guadagnava in media 30 volte lo stipendio dei suoi dipendenti, il che non è male come "sovrappremio", e certo consente di pagarsi tutti i lussi e tutti i privilegi.
Ma trentaquattro anni dopo, lo stipendio del numero uno vale in media 300 volte quello dei suoi dipendenti.
Cos'è accaduto in questo periodo, quale straordinario aumento nella produttività e bravura dei singoli manager può giustificare che abbiano spiccato il volo verso la stratosfera, abbandonando noi poveri comuni mortali qui a terra?
Mentre stiamo per sederci a tavola, capisco dallo sguardo di Francesco che lui non capisce, proprio non capisce, perché qualcuno possa avercela con la sua categoria.
Federico Rampini

(DRepubblica, 5 luglio)

giovedì 24 luglio 2014


​(L'Unità 21 luglio)

DUE AFFETTUOSI SALUTI

E' stato talmente importante per noi della comunità cristiana di base di Pinerolo in via Città di Gap 13 il saluto a Marco Gisola, pastore valdese, e a Francesca Giaccone che abbiamo dedicato ben due incontri di celebrazione eucaristica: il 14 e il 13 luglio.
Presto li andremo a trovare e Francesca ci ha promesso che almeno ogni sei mesi ritornerà alla nostra celebrazione eucaristica preparando la predicazione. Le promesse vanno mantenute…

Fiorentina Charrier

ROY ARUNDHATI. Letterata e militante

1961
Nasce il 24 novembre 1961. Suo padre era un hindu di alta casta, manager di una piantagione di tè del Bengala, della tradizione di sacerdoti braminí che insegnano e praticano i Veda. La madre, una cristiana di fede siriana, proveniente da una famiglia che cambiò religione per sfuggire al sistema religioso di discriminazioni dell'induismo, era attivista femminista in  Kerala.

1963-1983
I genitori divorziano quando ha due anni e cresce in Kerala con il fratello e la madre che apre e dirige una scuola. Dopo il diploma si laurea in architettura a Delhi, dove incontra il compagno di studi Gerard de Cunha. La coppia di trasferisce per qualche anno a Goa.

1984-1996
Tornata a Delhi, lavora per l'Istituto nazionale urbanistico e incontra il regista indipendente Pradip Krishen, che le offre una parte nel suo primo film di successo, Massey Sahib. Si sposano e scrivono insieme serie tv e film, mentre dal 1992 Arundhati mette mano a quello che diventerà il suo best seller.

1997
Pubblica Il dio delle piccole cose, storia semiautobiografica (la protagonista Ammu è in parte ispirata alla madre) che intreccia una storia d'amore con la critica radicale del sistema delle caste in India. Clamoroso successo internazionale tradotto in 21 lingue, vince il Booker Prize.

1998-2009
Mette da parte il lavoro di narratrice e negli anni successivi pubblica una decina di saggi politici e pamphlet polemici, pubblicati anche in italiano da Guanda, mentre milita appassionatamente sul fronte delle principali proteste e controversie indiane (la diga di Narmada, l'autonomia del Kashmir, il nucleare, l'occupazione delle terre in Kerala, la lotta alla corruzione) e internazionali (contro la guerra americana in Afghanistan e in Iraq).

2010-2014
Con il saggio Broken Republic (in marcia con i ribelli, 2012) denuncia l'escalation nella repressione militare del movimento maoista Naxalita, con l'ultimo saggio, Il Dottore e il Santo, una lunga presentazione di L'annientamento delle caste, scritto nel 1936 dal Padre della Costituzione indiana B.R. Ambekdar, attacca le ambiguità di Gandhi sul tema, tornando al centro di infuocate polemiche.

COMUNITA’ NASCENTE DI TORINO

Piena estate, ma non molliamo. Domenica 27 luglio ci troviamo dalle ore 10,30 alle 15,30 per accoglienza, eucaristia, pranzo autogestito, confronto esistenziale e di fede, programmazione.
L'appuntamento è in Via Principe Tommaso 4 a Torino.
Il profeta dell'Apocalisse non ha tanto paura della persecuzione e del martirio, che addirittura riescono invece a unire, a far rivivere, a purificare la comunità, ma il problema e l'idolatria!
Alex Zanotelli