mercoledì 29 giugno 2016

PROVERBIO BUDDISTA

"Uniti i pezzi di carbone bruciano,
separati si spengono".

L'ULTIMO ROGO PUBBLICO DEL TALMUD

L'inquisizione era stata istituita nel 1480 con il mandato di eliminare l'eresia di quei "conversos" che, nonostante la loro  promessa di fedeltà al cristianesimo, erano rimasti in effetti dei cripto-giudei.....
Guidata dal noto Torquemada, cercò di sradicare e di perseguitare chiunque fosse stato sorpreso a osservare la legge talmudica. Un manuale per gli inquisitori metteva in guardia sul fatto che la Bibbia aveva decretato la dannazione eterna per gli eretici. Mettere a morte i "conversos" che venivano giudicati colpevoli, era quindi pienamente giustificato.  Per essere certi che nessuna influenza ebraica potesse contaminare chi non era ancora considerato colpevole, nel 1492 Ferdinando e la regina Isabella espulsero gli ebrei dalla Spagna dopo ben 1500 anni di presenza ebraica nella  penisola iberica.
I laboratori di libri ebraici e gli stampatori videro le loro copie requisite e messe al rogo. L'ultimo rogo eseguito in pubblico del Talmud avvenne nella città di Cremona nel 1539.

Chi vuole conoscere meglio le vicende alle quali ho fatto cenno legga "Storia del Talmud", Bollati- Boringhieri di Harry Freedman

Franco Barbero

IN RICORDO DI DANILO DOLCI

COMMEMORATO A VITERBO DANILO DOLCI NELL'ANNIVERSARIO DELLA NASCITA

Martedì  28 giugno  2016 il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di  Viterbo  ha commemorato Danilo Dolci (Sesana, 28 giugno 1924 - Trappeto, 30 dicembre 1997), nella ricorrenza dell'anniversario della nascita dell'indimenticabile poeta ed educatore, ricercatore sociale e maestro di impegno civile, animatore di straordinarie lotte  nonviolente contro la fame, contro la mafia, contro  la guerra, per il diritto al lavoro e alla dignità, per la liberazione delle persone e  dei popoli, la solidarietà che ogni essere umano riconosce e raggiunge,  la cooperazione dell'intera umanità; una delle figure più luminose della nonviolenza.
Nel corso dell'incontro sono stati letti e commentati vari testi di Dolci, ed il responsabile della struttura nonviolenta viterbese nel ricostruirne la figura e l'opera, il pensiero e l'azione,  ha anche  recato una testimonianza personale sull'indimenticabile maestro e maieuta  suscitatore di lotte necessarie.
Concludendo l'incontro è stato ancora una volta espresso l'impegno affinché anche nel ricordo di Danilo Dolci prosegua la lotta nonviolenta  contro  la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni, contro i poteri criminali e il regime della corruzione, contro il sistema dello sfruttamento e della rapina; nel ricordo di Danilo Dolci prosegua la lotta nonviolenta  in difesa della vita, dela dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani, la lotta nonviolenta in difesa dell'unico mondo vivente casa comune dell'umanità.
Solo la nonviolenza può salvare l'umanità dalla catastrofe.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi per la comune liberazione.

Le persone partecipanti all'incontro hanno ancora una volta espresso un appello al Parlamento affinché legiferi due provvedimenti indispensabili per far cessare le stragi nel Mediterraneo e la schiavitù in Italia: una legge che riconosca  a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro; una legge che riconosca  il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese.

Le persone partecipanti all'incontro hanno ancora una volta espresso un appello a sostegno dei centri antiviolenza promossi dal movimento delle donne, ed in particolare a Viterbo a sostegno dell'associazione e centro antiviolenza "Erinna": contributi possono essere inviati attraverso bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN: IT60D0501803200000000287042. O anche attraverso vaglia postale a "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo. Per contattare direttamente il Centro antiviolenza "Erinna": tel. 0761342056, e-mail: mailto:e.rinna@yahoo.it,


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PERCHE' STUPIRSENE?

Al Parlamento Europeo i 5 Stelle hanno votato con l'estrema destra.
Anziché porre una lettura ideologica preconfezionata rispetto ai 5 Stelle, il nostro impegno deve consistere nell'analisi dei fatti e dei comportamenti.
E' su questo terreno che i 5 Stelle già vacillano, come si vede a Roma e a Torino.
Lasciamo parlare i fatti: hanno un linguaggio diverso dalla propaganda.
Franco Barbero

SABOTATO IL CONCILIO PAN-ORTODOSSO

I patriarcati di Russia, Antiochia, Bulgaria e Georgia hanno disertato il Concilio delle chiese ortodosse. Tali patriarcati rappresentano il 70% delle chiese ortodosse.
Una grande occasione persa e un brutto segnale rispetto al fatto che l'Ortodossia è imbalsamata nel passato, divisa al suo interno, arretrata nel confronto con la modernità e sul terreno degli studi biblici e teologici. Un vero danno per l'ecumenismo. Così si disperdono anche i tesori che le tradizioni ortodosse hanno elaborato in questi secoli.
La mano pesante del patriarcato di Mosca si è fatta sentire.
Franco Barbero

Unità, Staino direttore: “Ci metterò l'anima e il cuore di Bobo”

«Sì, è vero: mi è stata chiesta la disponibilità a dirigere l'Unità e io l'ho data con grande entusiasmo, più di pancia che di testa...»: cosi ha detto Sergio Staino, il disegnatore padre di «Bobo». "Non ho angora parlato con Renzi e quindi la cosa è ancora tutta da vedere. Però è vero che mi è stata chiesta la disponibilità. L'Unità è un giornale che ha bisogno di cuore e anima. E Bobo ne ha tanto», ha detto ancora Staino.

(L'Unità, 24 giugno)

Tutti i medici obiettori, a Trapani vietato abortire

TRAPANI. L'unico medico non obiettore di coscienza va in pensione e all'ospedale di Trapani è vietato abortire. Alle donne che scelgono di interrompere la gravidanza non resta al momento che "emigrare" a 80 chilometri, a Castelvetrano, o in altre province siciliane. Nel reparto di Ginecologia dell'ospedale Sant'Antonio Abate, l'unico pubblico in città, lavorano sei ginecologi, tutti obiettori. E il servizio garantito dalla legge 194 da più di quarant'anni è stato sospeso.
Nel 201 5 l'unico camice bianco non obiettore era il primario, che ha eseguito da solo 458 aborti. Il primo giugno è stato sostituito dal nuovo direttore del reparto che si è dichiarato obiettore. E gli interventi non si prenotano più. Uno stop che ha fatto insorgere le agguerrite sindacaliste di Cgil e Uil, Antonella Granello e Antonella Parisi: «Ciò che sta venendo meno a Trapani e in provincia è il principio di autodeterminazione delle donne a cui deve essere garantito il diritto libero e gratuito affinché possano scegliere autonomamente di diventare madri senza discriminazioni e a seconda delle condizioni personali di ognuna». Per le due sindacaliste, c'è il rischio che nell'Isola dove quasi 9 medici su dieci dicono no per motivi di coscienza aumentino gli aborti clandestini. Oggi a Trapani ci sono 600 richieste di interruzione volontaria di gravidanza. L'azienda sanitaria al centro delle polemiche sta correndo ai ripari. Parola del manager Fabrizio De Nicola, uomo di fiducia dell'assessore alla Salute della Sicilia Baldo Gucciardi, che spiega: «Abbiamo chiamato un ginecologo di Castelvetrano che dalla prossima settimana eseguirà gli interventi anche a Trapani». Ma con un solo camice bianco che fa la spola tra una struttura all'altra e il blocco delle assunzioni ancora in vigore nell'Isola, il servizio è sempre a rischio. Per il direttore sanitario dell'ospedale, Francesco Giurlanda, «il medico che viene assunto può in qualsiasi momento dichiararsi obiettore di coscienza».
Giusi Spica

(la Repubblica, 19 giugno)

[L'Unità 27 giugno]​

Brindisi. Prete arrestato per pedofilia

Un parroco brindisino, Francesco Caramia, di 42 anni, è stato arrestato con l'accusa di atti sessuali continuati e pluriaggravati su un bambino di 10 anni. I fatti risalgono agli anni 2009 e 2010.
Si tratta del terzo prete brindisino in manette per abusi su minori. Un quarto, di cui non si conosce il nome, è indagato. A differenza degli altri casi in cui i preti sono finiti ai domiciliari, si sono aperte le porte del carcere per l'ex parroco della chiesa San Giustino de Jacobis, accusato di avere abusato in sacrestia di un chierichetto.
Gli abusi sono stati scoperti da un pediatra. Il vescovo Domenico Coliandro si scaglia contro i giornalisti: "Fate schifo".

(la Repubblica 16 giugno)

Guerra civile in America

Per ritrovare una strage come il massacro di Orlando per quantità di vite falciate e per la natura scientifica dell'azione omicida, si devono saltare 150 anni e tornare ai "killing fields" della Guerra di Secessione o al massacro dei 168 innocenti nel palazzo del governo a Oklahoma City nel 1995. Il filo spaventoso che lega questi eventi tanto lontani e apparentemente diversi è in realtà lo stesso: è l'odio che diventa rifiuto, che diventa guerra contro coloro che sono, per religione, interessi, valori, cultura, razza, ideologia, faccia, "diversi".
Se guardiamo da vicino gli attacchi del terrorismo che chiamiamo islamico, dopo l'orrore ineffabile dell'11 settembre 2001, le azioni successive - in Usa come altrove - hanno tutte come protagonisti non "alieni" piovuti da una lontana galassia, un tempo chiama al-Qaeda, poi Stato Islamico (Is) o Daesh. Sono il maggiore della Us Army Nidal Hasan che uccise tredici commilitoni nella base di Fort Hood, i fratelli Tsarnaev che bombardarono la americanissima Maratona di Boston, i coniugi Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik che insanguinarono San Bernardino e ieri Omar Mateen, che ha svuotato un arsenale contro gli ospiti del Pulse di Orlando, una delle più celebri "Cage aux Folles", di locali preferiti dalla comunità Lgbt.
Tutti questi macellai, si noti, hanno fra loro due cose in comune: sono tutti cittadini americani a pieno titolo, non "illegali", "clandestini", "profughi", nati cresciuti e marinati nel calderone della cultura americana. E gli obiettivi sono tutti luoghi altamente simbolici di come sta evolvendo questa cultura, fra strappi, resistenze e rancori: l'Esercito, i Centri Pubblici e Laici di assistenza, le feste della tradizione patriottica come a Boston, la sempre più diffusa accettazione e dunque normalizzazione della sessualità e dell'amore in tutte le sue manifestazioni.
È dunque una guerra civile, quella che una generazione di nuovi americani con nomi non più anglo, vuole condurre contro il Male che essi, fondamentalisti fanatici o ideologici, dal wahabismo al fascismo, vedono crescere e impadronirsi di un'America pagana e materialista che li manda in bestia, come 150 anni or sono i giovani del Sud distrussero le proprie vite per fermare l'orrore di una nazione che voleva accettare l'inaccettabile, gli schiavi, le bestie da lavoro, come cittadini. E ora vorrebbe riconoscere pari dignità a omosessuali, trans, lesbiche, demolitori di famiglie e di timor di Dio.
Per questo, la guerra al terrorismo interno, che si nasconde e insieme si manifesta sotto bandiere lontane e per questo s'illude di darsi una dignità storica e mistica, sarà lunga e difficilissima da combattere, perché non è una guerra di cannoni e droni fra noi e loro, ma di valori, come fu la Guerra di Secessione del 1860, nella quale si combatté in perfetta buona fede per difendere la libertà immaginaria, la più difficile a cui rinunciare e soprattutto la propria identità di gruppo o di clan.
I criminali di Columbine o di Aurora nel Colorado e la falciatura di gay e lesbiche nel "Pulse" di Orlando nel nome del Profeta - la stessa città dove ieri l'altro fu spenta l'innocua vocetta di una piccola stella del pop da talent show - sono azioni di retroguardia, cruente e pericolosissime, ma di retroguardia, condotte con il volto girato verso un passato che non può mai più tornare, ma che i cultori neonazi dell'America Bianca e i nuovi americani missionari della purificazione morale a colpi di Corano calibro nove continueranno a combattere. È la nuova Mein Kampf 2.0.
Trovano ora per la prima volta anche nei grandi imbonitori della politica ufficiale voci che li incoraggiano a condurre la nuova guerra civile e massacrare, per ora simbolicamente, i nemici, quali che essi siano, di volta in volta. Per rifare l'America Grande per gli obitori e i muri e le Glock calibro 9 per tutti, come vuole Donald Trump.
Vittorio Zucconi

(la Repubblica,  13 Giugno)

martedì 28 giugno 2016

LA LEGGE ORALE

La posizione protestante per cui la Bibbia è l'unica fonte necessaria per interpretare la Parola di Dio si chiamo Sola Scriptura. Essa considera la Scrittura come completa e operante autorità assoluta sui credenti. Si tratta di una posizione ben lontana dal principio rabbinico per cui la Bibbia può essere compresa solo attraverso una tradizione di interpretazione che si trova nella Legge Orale.
Da "Storia del Talmud" di Harry Freedman, pag, 178.

ADAM SMITH

"Nessuna società può essere florida e felice se la grande maggioranza dei suoi membri è povera e miserabile".

CONTRADDIZIONI STRIDENTI

Si passa dalla propaganda e dagli slogan al progetto politico. Al Parlamento europeo o 5 Stelle hanno votato contro l'euro in pieno accordo con Farage e Le Pen. Già al loro interno, pur con gli ordini del direttorio, emergono vistose divergenze. Il bello deve ancora venire.
Le prime crepe ci sono già a Torino e a Roma.
F.B.

UNA LETTURA MERAVIGLIOSA

HARRY FREEDMAN, Storia del Talmud, Bollati- Boringhieri, Torino 2016,
 pagg. 304, euro 24.00
,
Talmud significa studio o insegnamento. Contiene i milione e 800mila parole che compongono 37 volumi.
Gli ebrei sono il popolo dei Due Libri. Il più antico è la Bibbia, ma il più recente, il Talmud, è indispensabile per capire il giudaismo e l'intero ebraismo.
Si tratta come di un verbale delle discussioni che ebbero luogo nel corso di molti secoli, che trattarono dei principi e delle regole contenute nella Bibbia  e diedero alla religione ebraica la sua forma più completa.  La sua storia "compilatoria" è complessa come la sua sopravvivenza alle proibizioni, alle censure e ai roghi. Si tratta del "libro che non è stato possibile cancellare".
Queste mie brevi note hanno un solo significato: forse non avete mai letto uno scritto ed una storia così avvincenti. L'Autore riesce a documentare una storia coinvolgendo chi legge come se si trattasse di un romanzo.
La ricerca storica conferisce radici al nostro vivere quotidiano. Per un cristiano è fondamentale scoprire e riconoscere che nell'ebraismo stanno le nostre radici e che da esso siamo inseparabili.
Franco Barbero
           

"PASSAGGI"

Per arrivare, se possibile al "realismo utopico"(la realtà che non spegne l'utopia e l'utopismo che non salta la realtà) ci sono  sempre delle tentazioni da superare: populismi e radicalismi.
Spesso si tratta di tappe quasi inevitabili in cui i "realisti utopici" non piacciono alle due sponde. L'importante è che sappiano sempre tenere il cuore nell'utopia e i piedi nella realtà.
Scrivo queste riflessioni che elaborammo insieme io e il mio indimenticabile fratello Alberto. Di queste riflessioni demmo testimonianza scritta nel libro "Fede e Resistenza", ed. Tempi di fraternità, 1980.
Franco Barbero