venerdì 20 luglio 2018

Quando leggo le Scritture

Quando leggo le Scritture, da molti anni ormai, cerco la nascosta presenza di Dio, ma soprattutto ho fiducia che sia Dio a cercare me. Spesso mi succede che cercando Dio faccio una nuova esperienza della nostra umanità, della nostra creaturalità, incontro anche me stesso ad una diversa profondità.
Il Dio che ci viene incontro nella testimonianza delle Scritture ci aiuta a trovare noi stessi/e mentre andiamo alla ricerca del Suo mistero affascinante. Siamo fatti per cercarci.
Franco Barbero 

Appendino in confusione

Sulle Olimpiadi un giorno dice "sì" e il giorno dopo è "no". I cittadini non vogliono sapere dei 12 paletti imposti dai 5Stelle.
Uguale confusione sulla TAV. La Lega dice "si deve fare".
Insomma, stringono i tempi per una decisione e il governo cittadino e metropolitano è nella bufera.

RIPOSO

"Per questo il riposo non può essere solo la "pausa" necessaria per riprendere le nostre energie esaurite o la "valvola di sfogo" che ci libera dalle tensioni accumulate, per poi tornare con nuove forze al lavoro di sempre.
Il riposo dovrebbe aiutarci a rigenerare tutto il nostro essere, scoprendo nuove dimensioni della nostra esistenza. La festa deve ricordarci che la vita non è solo sforzo e lavoro pressante. L'essere umano è fatto anche per divertirsi, per giocare, per godere dell'amicizia, per pregare, per ringraziare, per adorare… Non dobbiamo dimenticare che, al di là di lotte e rivalità, tutti siamo chiamati già fin da ora a godere da fratelli di una festa che un giorno sarà definitiva.
Cerchiamo di imparare a "fare le vacanze" in un altro modo. Non dobbiamo avere l'ossessione di "trascorrerle bene" a ogni costo, ma dobbiamo saper godere con semplicità e gratitudine degli amici, della famiglia, della natura, del silenzio, del gioco, della musica, dell'amore, della bellezza, dello stare insieme.
Non si tratta di svuotarci nella superficialità di alcuni giorni vissuti pazzamente, ma di recuperare l'armonia interiore, di curare meglio le radici della nostra vita, di incontrarci con noi stessi, di godere dell'amicizia e dell'amore delle persone, di "gioire di Dio" attraverso la creazione intera.
E non dimentichiamo qualcosa di importante. Abbiamo diritto al riposo e alla festa se ci stanchiamo quotidianamente sforzandoci di costruire una società più umana e felice per tutti".

Josè Antonio Pagola, Marco, pag, 113 

Salvini: “Si alla Tav sarebbe dannoso tornare indietro”

"Sono favorevole alla Tav, al suo sviluppo e al completamento di questa infrastruttura". L'ha detto il ministro dell'Interno e vicepremier, Matteo Salvini, a Verona. Sulla Torino-Lione e sul completamento della Brescia-Verona ad alta velocità il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha espresso più di un dubbio e ieri Salvini ha spiegato: "Ne discuteremo con i colleghi ma per me la Tav è ad un tale avanzamento dei lavori e di una tale necessità per famiglie, lavoratori e imprese che tornare indietro mi sembrerebbe dannoso". M.TR.
La Stampa 15 luglio

"Non abbiate paura dello straniero"

39380 ROMA-ADISTA. La lettera indirizzata dalla Commissione episcopale per le Migrazioni della Cei alle comunità cristiane, dal titolo "Comunità accoglienti, uscire dalla paura" (datata 20 maggio, è stata diffusa il 15/5), si ricollega e aggiorna il precedente, pubblicato 25 anni fa, "Ero forestiero e mi avete ospitato".
Agli inizi del nuovo millennio, si ricorda, «l'immigrazione era un fenomeno "nuovo" ed emergente, di cui non si riusciva ancora a cogliere le dimensioni e le prospettive». Invece oggi il fenomeno migratorio è divenuto «un fenomeno sorprendente nel suo incremento, anche se negli ultimi anni esso si è fermato ed è aumentato invece il numero degli emigranti italiani». Dati alla mano, i vescovi analizzano l'andamento del flussi e sottolineano l'incidenza del fenomeno: «5 milioni di migranti, con un'incidenza sulla popolazione totale pari all'8,3%. Non dimentichiamo che il 52,6% di questi sono donne, portatrici di esigenze e sensibilità specifiche, e che nel 2016 sono arrivati in Italia più di 25mila minori stranieri non accompagnati», si legge.
Si segnala anche che "mentre nell'ultimo triennio il numero degli immigrati e rimasto pressoché stabile ed è cresciuto il numero dei richiedenti asilo, il numero degli emigranti italiani è continuato a crescere: nell'ultimo anno oltre 124mila italiani hanno spostato la loro residenza oltreconfine; secondo l'Ocse l'Italia e all'ottavo posto nella graduatoria mondiale dei Paesi di provenienza dei nuovi immigrati». Succede così - spiegano i vescovi- che «a fronte di 5 milioni di immigrati in Italia, 5 milioni di italiani sono oggi emigranti nel cinque continenti alla ricerca di un lavoro e di una vita dignitosa». Come a dire, altro che emergenza italiana: le migrazioni erano e rimangono un fenomeno globale.
Certo, sull'accoglienza riconoscono che «esistono dei limiti»: «Al di là di quelli dettati dall'egoismo, dall'individualismo di chi si rinchiude nel proprio benessere, da una economia e da una politica che non riconosce la persona nella sua integralità esistono limiti imposti da una reale possibilità di offrire condizioni abitative, di lavoro e di vita dignitose». Inoltre, si dicono "consapevoli che il periodo di crisi che sta ancora attraversando il nostro Paese rende più difficile l'accoglienza, perché l'altro è visto come un concorrente e non come un'opportunità per un rinnovamento sociale e spirituale e una risorsa per la stessa crescita».
La lettera si chiude con il richiamo «all'importanza dell'ospitalità che porta all'incontro». Tuttavia, va registrato che i quotidiani della destra non si sono lasciati sfuggire l'opportunità per un attacco. Secco il Secolo XIX, che si limita a titolare: «Migranti, anche la Cei ora dice: "Aiutiamoli a casa loro"». Il Giornale da tempo batte sul tasto dei costi dell'accoglienza ecclesiastica a carico dello Stato. Eppure, sarebbe stato sufficiente leggere con attenzione la lettera, che precisa che «il primo diritto è quello di non dover essere costretti a lasciare la propria terra. Per questo appare ancora più urgente impegnarsi anche nei Paesi di origine dei migranti, per porre rimedio ad alcuni dei fattori che ne motivano la partenza e per ridurre la forte disuguaglianza economica e sociale oggi esistente». Il testo si chiude con le parole del teologo francese Jean Daniélou: «La civiltà ha fatto un passo decisivo, forse il passo decisivo, il giorno in cui lo straniero, da nemico (hostis) e divenuto ospite (hospes) [...]. Il giorno in cui nello straniero si riconoscerà un ospite, allora qualcosa sarà mutato nel mondo». Insomma, niente di più lontano dai venti populisti e xenofobici che stanno spirando oggi più forti che mai.
Alessandro Santagata

(Adista, 2 giugno)

giovedì 19 luglio 2018

Dio del viaggio


  1. O Dio, Padre e Madre di noi tutti, oggi siamo qui riuniti nel Tuo nome, gli uni accanto alle altre, per godere di quell'amore immenso che solo Tu ci sai dare.
  1. O Sorgente di Vita ,Dio di Gesù e nostro, aiutaci ad uscire da schemi e da dogmatismi che ci limitano e donaci la speranza di camminare a testa alta del mondo, il nome Tuo e di Gesù, nostro fratello e guida.

     T. Tu sai che i nostri cammini sono spesso  faticosi; accompagnaci lungo le strade
           che dovremo percorrere e  dividi con noi le fatiche e la gioia di questo viaggio,
            tu, Fonte ristoratrice, Stella Polare nelle nostre notti.


Un po' di forza


1. Dacci, o Dio, la forza di portare la nostra testimonianza sui sentieri di tutti i giorni, per le strade del mondo, ciascuno e ciascuna con le proprie capacità e le proprie peculiarità, affinché la nostra vita 
“ diventi strumento” al servizio dell'amore.

2.  Ti ringraziamo, Signore, per il sostegno che ci dai e che viviamo attraverso le parole e i gesti dei fratelli e delle sorelle che incontriamo sul nostro cammino.
Proteggi il rientro nelle nostre case e alle nostre vite.

VENIAMO A TE

G. Noi veniamo a Te, o Dio,
T. con i nostri passi incerti.
G. Veniamo a Te, o Eterno,
T. con questi fuggevoli anni.
G. Veniamo a Te, amore che ci accogli,
T. con le nostre mani fragili ed impotenti.
G. Veniamo a Te, sorgente di vita vera,
T. per continuare a credere nelle Tue promesse.
G Veniamo a Te, bisognosi e bisognose di perdono,
T. perché ci doni il Tuo caldo sorriso.
F. B.
Buon cammino

Ecco l'augurio di un buon cammino nei giorni della settimana: "Un vecchio Rabbi chiese un giorno ai suoi discepoli: 'Chi di voi saprebbe dirmi come si può distinguere il momento in cui finisce la notte ed inizia il giorno?'. 'Io direi', rispose prontamente un allievo, 'quando, vedendo un animale a distanza, uno sa distinguere se è una pecora o un cane`. 'No', rispose il Rabbi. 'Potrà essere l'inizio del giorno', disse un altro, 'quando, vedendo da lontano un albero, si può dire se è un fico o un pesco'. 'Neppure', insisté il Rabbi. 'Ma allora', chiesero i discepoli, 'quando mai si può capire quando finisce la notte ed inizia il giorno?'. 'Quando', rispose il Rabbi, 'guardando in volto un uomo qualunque, tu vedi che è tuo fratello: perché, se non riusciamo a fare questo, qualunque sia l'ora, del giorno, è sempre notte...". (da AA.VV., Quando è giorno?, Torre Pellice, 1988)
 

PADRE NOSTRO, MADRE NOSTRA

O Dio: Tu che sei 
e Padre nostro e Madre nostra,
che sei per le strade,
nella nostra vita quotidiana,
dappertutto nelle nostre lotte,
che il tuo nome e il tuo messaggio
siano presi sul serio,
che la giustizia sia fatta,
che si realizzi la condivisione
come Tu ce l'hai insegnata,
che tutti gli sfruttati, di qui e altrove,
abbiano il loro pane,
che tutti gli oppressi vivano nella dignità.

Dacci la forza di continuare
quanto Tu hai cominciato.
Insegnaci a costruire una nuova società,
in cui gli uomini e le donne vivano
nuovi rapporti sociali.
Liberaci dal nostro orgoglio
e dalla sete di potere.
Che le nostre mani costruiscano
l'insegnamento di Gesù in gesti
di condivisione e solidarietà.
Che lo sguardo di Gesù ci aiuti
ad oltrepassare le nostre frontiere.
Dacci il coraggio di resistere al miraggio
del denaro e di ogni privilegio.
Dacci il coraggio di resistere
alla società del consumismo
ed alle sue false sicurezze.
Armaci di una solidarietà a tutta prova.
Amen

"Decreto indegnità”

Sì, è proprio indegno tutto il bluff di cifre e di noterelle sulle quali litigano i vari ministeri.
Si tratta ancora e solo di propaganda, una propaganda senza riscontri reali, sempre al futuro e tutta da concretizzare.
F. B.

Torno in clausura

Una monaca benedettina che dice apertamente il suo pensiero, in cui non c'è nulla che il dissenso cattolico in Italia non abbia detto da almeno 40 anni, fa scalpore.
Suor Teresa Forcades, paladina dei diritti Lgbt, ora torna in clausura, ma vivrà il suo impegno in modo diverso. E' vero che non ha detto nulla di nuovo, ma lo ha detto da suora e lo ha sostenuto con coraggio e coerenza.
Oggi ci vorrebbero tante voci coraggiose per dire queste "ovvietà" evangeliche che nella chiesa e nel popolo di Dio non sono affatto scontate.
Franco Barbero

Abolizione dei vitalizi

Questa volta si tratta di una buona idea. Sono d'accordo con Di Maio. Ma se ne parla come fosse cosa già fatta. Al Senato non è ancora in discussione e già esiste un ricorso per impedirne l'attuazione. Di Maio proclama che esiste un complotto. Tutto è rimandato al 2019.
Questo governo presenta come fatte cose che sono soltanto in fase di progetto. Anche questo è un inganno.
F. B. 

E’ liberazione

Non è una rinuncia. E' una sorta di liberazione. Meno possiedi e meno sei posseduto. Meno oggetti hai da badare, spolverare… e più momenti per te stesso ti rimangono. Meno hai cose da proteggere e meno paure e sentimenti di proprietà ti affliggono.

Valerio Pignatta. L'insostenibile leggerezza dell'avere.

mercoledì 18 luglio 2018

Nella fragilità delle forze

Tu Dio della vita, ci accompagni nello scorrere dei giorni.
Ci sei vicino in quella stagione in cui dobbiamo fare un nuovo patto con noi stessi, e accogliere i giorni in cui le forze vengono meno.
Inutile rimpiangere, dannoso ostinarsi a lottare contro la fragilità.
Aiutaci a farci amiche le nostre fragilità come consigliere di saggezza e come valorizzazione di ciò che oggi e ancora possibile fare per compierlo con gioia.

F.B.