domenica 24 maggio 2020

PROFONDA E AFFETTUOSA SINTONIA CON LA LETTERA DEL VESCOVO DERIO OLIVERO

Il vescovo di Pinerolo ha inviato una lettera sul necessario cambiamento : "Non dobbiamo tornare alla Chiesa di prima. O iniziamo a cambiare la Chiesa in questi mesi o resterà invariata per i prossimi 20 anni".
Ci sentiamo interpellati/e come singoli e come comunità e troviamo infondate e superficiali le resistenze di chi difende l'immobilismo ecclesiastico e non coglie l'opportunità di conversione evangelica che la situazionre ci offre e verso la quale ci sollecita. Non si tratta affatto di una parentesi da chiudere e tornare al "tutto come prima". Condividiamo le preoccupazioni e le proposte del vescovo Derio e desideriamo portare il nostro contributo ai progetti teologici e pastorali di reale cambiamento nelle nostre esperienze comunitarie.

Intanto esprimiamo la nostra gratitudine e la nostra solidarietà di fede e di affetto al vescovo Derio.
Le comunità cristiane di base di  Piossasco e di Pinerolo, via città di Gap,13.

Inoltre, molti amici e amiche da molte parti d'Italia, dall'Ecuador, da Postdam (Germania) vogliono dare piena solidarietà al nostro vescovo.
GAMBA PATRIZIA,  Collegno                                                            
LUCIANA GASTALDO, Torino
ROGGERO GIOVANNI, Torino
LORUSSO GRAZIA, Torino
LUIGI MAROCCO, Asti
ORIELLA BOLLA, Asti

Teresa Martinatto, Piossasco
Massimiliano Sforzi, Pistoia
Luisa Della Volpe, Piossasco
Grazia Bonaveglio, Piossasco
Ivana Garello,Piossasco
Pina Malavenda ,Piossasco
Claudio Bianco, Piossasco
Angelo Paoletti, Pinerolo
Maria Galliano, Rivalta
Luciano Negrisolo, Piossasco
Margherita Urban,Piossasco
Cati Racca, Piossasco
Carlo Todesco, Piossasco
Carlo Cassis, Rivalta
Elena Orecchia, Rivalta
 Francesca Poggio, Rivalta
Carletto De Cristofaro, Rivalta
Sara Ines Salani,Piossasco
Francesca Tumolo, Rivalta
Andrea Totino, Rivalta
Rachele Bertelli, Rivalta
Luca Ximenes, Rivalta
Sara Storero ,Rivalta
Pier Sandro Cacioppo,Rivalta
Emanuele Pisanò, Rivalta
Anna Rosella Bianco, Rivalta
Cristina Meirana, Rivalta
Fiorella Dilorito, Rivalta
Fernanda Vacira, Rivalta
Anna Maria Cafferati, Rivalta
Michele Peiretti, Rivalta
Massimo Chiappone, Rivalta
Silvana Bosco, Piossasco
Patrizia Gamba, Collegno.
Filippone Francesca , Torino
Biasi Elio, Torino
Casetta Secondina, Torino
Anna Ceravolo, Torino
Giovanni Bovio, Torino
Anna Maria Lanata Torino
Francesca Marceca, Torino
Mario Perriello, Torino
Mengarelli Isabella , Torino
Ribotto Gian Giacomo, Torino
Sergio Speziale e Antonella Ippolito, Germania
Coppola don Fabio, prete in Ecuador,
Isabella e Enrico Brun da Genova,
Angelo Paoletti Scalenghe,
Maria Franca Bonanni, L'Aquila
Guido Piovano  e Piera Gallo, Racconigi
Pierpaolo Delbosco e Michelina Olivero, Racconigi
Masimiliano Sforzi, Pistoia
Walter Primo , Torino
Tucci Abrate, Racconigi
Maria Chiara  Abrate, Racconigi
Franca Abrate, Racconigi
Giusi Bruciaferro, Racconigi.......
Seguono altre adesioni....
Abbamo voluto far sentire anche la notra voce e quella di alcuni nostri amici.
Uniti nell'affetto e nella preghiera.

NOTA:
LA RACCOLTA DELLE FIRME PROSEGUE; QUI ABBIAMO RIPORTATO LE PRIME ADESIONI RACCOLTE. LE NOSTRE COMUNITA' SONO RAGGIUNGILI via mail
francoefiore3@gmail.com  o giorgio.grazia@gmail.com

COMUNICATO DA "NOI SIAMO CHIESA"

NOI SIAMO CHIESA

Via N. Benino 3 - 00122 Roma
Via Soperga 36 - 20127 Milano
www.noisiamochiesa.org
tel. 022664753 - cell. 3331309765 - email: vi.bel@iol.it

Ha cinque anni il più importante testo di papa Francesco, la Laudato Si’. È un’enciclica che indica il percorso ecclesiale e sociale per il futuro a credenti e non credenti
Da tempo la riflessione e le iniziative sulla salvaguardia del creato e sulla sua connessione con la pace e con la giustizia hanno percorso il mondo cristiano, dal Consiglio Ecumenico  delle Chiese alla Charta Oecumenica del 2001 fino alle Giornate specifiche, come quella nel nostro Paese del primo settembre. La consapevolezza di questa tematica non è però mai diventata, nel tempo, patrimonio comune del sentire comunitario nella Chiesa in modo che essa fosse insegnata nei seminari, nella preparazione ai sacramenti, nella riflessione sulla Parola di Dio. Bisogna anche prendere atto che nulla di specifico è stato scritto nei documenti conciliari e così pure nel Catechismo del 1992.
Di conseguenza la Laudato Si’, che ha raccolto analisi e proposte del migliore circuito dell’ambientalismo nel mondo, a partire da quello di ispirazione cristiana di Leonardo Boff e di altri, si è presentata come una sostanziale novità alla generalità del mondo cattolico. Mai si era ragionato così in testi ufficiali dotati dell’autorità del magistero pontificio. Gli assi dell’enciclica sono proposti a tutti, credenti e non credenti, e arricchiscono  la riflessione su dove va l’umanità di punti di vista dotati di grande autorevolezza per la loro aderenza alle situazioni e per le loro proposte. L’ecologia integrale, i beni comuni dell’umanità, la concezione di “limite” allo sviluppo, l’economia circolare, le offese alla biodiversità, gli stili di vita, la situazione degli “scarti”, il legame perverso con lo spreco e con la corsa al riarmo, i costi della devastazione dell’ambiente riversati tutti sui popoli e sugli individui più deboli: ecco i principali punti del messaggio. Voglio anche ricordare un passo poco considerato della lunga enciclica, il cap. II su “Il Vangelo della creazione” dove si trovano parole molto ispirate su quanto la Bibbia dice o fa intravedere. Un tale punto apre anche alle responsabilità morali del credente. Il peccato “contro l’ambiente” deve aggiungersi e forse sovrastare i tradizionali “peccati” dell’insegnamento catechistico.
Negli anni successivi all’enciclica sono stati tanti i fatti che hanno avuto una connessione diretta o indiretta con essa. A Parigi è stato firmato un debole Patto internazionale per intervenire sul clima, il Sinodo sull’Amazzonia è quasi “nato” dalla Laudato Si’, ad Abu Dhabi è stato firmato nel febbraio dell’anno scorso da Papa Francesco e dal Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb un testo sulla “Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” che indica l’impegno comune di cristiani e musulmani, ma rivolto a tutti, per affrontare i problemi del mondo. Soprattutto si è molto diffusa la sensibilità per le offese al creato, i giovani sono diventati nuovi protagonisti per un cambiamento urgente. Infine la pandemia in corso viene considerata dalla maggior parte degli scienziati conseguenza, anche e soprattutto, della devastazione della natura e di una globalizzazione incontrollata. Le autorità internazionali che fanno capo all’ONU e che sono preposte a intervenire sull’ambiente, sulla sanità e su tutti i fenomeni di degrado e di marginalizzazione nel mondo sono del tutto insufficienti per carenza di autorità e di risorse. È necessario un nuovo “costituzionalismo mondiale”, questa è la proposta sorta in febbraio su iniziativa di Raniero La Valle e di Luigi Ferraioli col nome di “Costituente Terra”. Essa si ispira alla Laudato Si’ ed inizierà la propria attività appena terminata la pandemia.
L’enciclica, con gli avvenimenti successivi e in corso, si presenta a oggi come il documento più importante del pontificato, sia per il mondo cattolico e cristiano, sia per tutti gli uomini di buona volontà. In Vaticano papa Francesco ha voluto dare gambe alle parole dell’enciclica ed ha istituito il dicastero “Per lo sviluppo umano integrale”, guidato dal ghanese Card. Peter Turkson e dal canadese Card. Michael Czerny. 
Essi hanno organizzato una “Settimana a cinque anni dalla firma della Laudato Si’ e un successivo anno di mobilitazione del mondo cattolico sulle tematiche dell’enciclica che, a quanto mi risulta, si stanno diffondendo con una forte partecipazione di giovani ma forse scoordinate tra di loro. Questo dicastero è quello che è più legato alla diretta iniziativa di papa Francesco.
In Italia l’iniziativa più importante è nata a Milano dove l’“Associazione Laudato Si’” è stata promossa da Mario Agostinelli, don Virginio Colmegna e Daniela Padoan con la collaborazione di tanti tra i migliori specialisti di tematiche ambientali, dello sviluppo e tra esponenti dell’associazionismo. I successivi seminari hanno portato a una elaborazione collettiva contenuta nel libro “Niente di questo mondo ci risulta indifferente” (è una frase dell’enciclica) che è in vendita online e in libreria da oggi 24 maggio (Interno4edizioni). 
Esso contiene un documento programmatico che prova a fare proposte concrete sui principi dell’ecologia integrale. Il punto di convergenza è stato individuato nella necessità di riconoscere l’interconnessione tra degrado ambientale, sociale, economico e culturale messa in luce dall’attuale crisi climatica, e di unire punti di vista, appartenenze e specialismi per giungere a un’analisi delle sue cause e articolare una risposta territoriale e globale.
La Laudato Si’ è estranea a questioni tipicamente ecclesiastiche, alza il suo sguardo sul mondo, propone un’alleanza con tutte le religioni, constata il legame tra crisi climatica e degrado sociale, mette in discussione la struttura degli attuali rapporti di potere negli stati e nelle società ma anche vuole “mostrare fin dall’inizio come le convinzioni di fede offrano ai cristiani, e in parte anche ad altri credenti, motivazioni alte per prendersi cura della natura e dei fratelli e sorelle più fragili” (n. 64).

Roma, 24 maggio 2020      Vittorio Bellavite, coordinatore nazionale NOI SIAMO CHIESA

LONDRA : UN TRISTE PRIMATO

Londra capitale della cocaina
‟Record in Europa”
Qualche mese fa gli scienziati avevano rilevato nel Tamigi un comportamento irrequieto delle anguille. Come mai? Scoperta: c'era tanta, troppa coca nel fiume di Londra. Il Regno Unito è diventato la capitale della cocaina in Europa. Il senso di impotenza è travolgente. «Non possiamo fermare la domanda applicando la legge, non possiamo arrestare tutti. L'unica soluzione è informare i cittadini dei danni che si fanno a se stessi e ai loro cari, oltre ai favori che procurano ai criminali».
A parlare al Times è Lawrence Gibbons, a capo della sezione antidroga della National Crime Agency (Nca), l’Fbi britannica. I numeri non lasciano dubbi. Il consumo di coca oltremanica è cresciuto del 300% negli ultimi dieci anni secondo la Nca , con i britannici che hanno assunto 117 tonnellate di ‟neve” l'anno scorso contro le circa quaranta del 2011. «Siamo il più grande consumatore di Europa», ammette Gibbons, «una parte significativa della droga tramite Belgio, Olanda e Spagna termina il suo viaggio qui. Nel 1980 la cocaina era per manager e liberi professionisti a Londra. Ora non c'è più alcuna distinzione o classe sociale che tenga».
Vero. Perché in Regno Unito ormai c'è un consumo di coca uniforme appena si supera la soglia delle 10mila sterline di reddito annuale. La diffusione aumenta persino tra gli anziani. Lo scorso novembre c'era stato un surreale allarme tra gli over 90, con dieci di loro ricoverati in ospedale nel 2019 per cocaina contro in due di un decennio fa, e altri 379 tra gli over 60, rispetto ai 45 del 2009. «Non dimenticare che non puoi tornare indietro», cantava Eric Clapton sui versi maledetti di ‟Cocaine” di J.J. Cale.
Il business della coca oltremanica è in mano alla mafia albanese, i ‟Tony Montana” del Regno Unito, che sono riusciti ad abbassare i prezzi - ora ai minimi dal 1990 - e alzare la qualità della ‟roba” contrattando direttamente con i cartelli sudamericani. Poi, oltre alle città più importanti, la droga viene immessa nelle arterie delle ‟county lines”, la rete di spacciatori locali e delle zone più periferiche o rurali, spesso giovanissimi, che la diffondono come i ‟rider” delle consegne a domicilio. «Oramai sono ovunque» piega «scioccata» la professoressa di Cambridge e consulente del governo Carol M. Black, «l'incremento più alto del consumo è proprio tra i ragazzi tra i 20 ed i 24 anni.
La coca è così onnipresente in Regno Unito che la scorsa estate a un certo punto ha monopolizzato persino le primarie del partito conservatore e per la premiership. Il più pericoloso sfidante di Johnson, oggi superministro, Michael Gove fu affondato dalle sue sniffate di vent'anni prima, curiosamente svelate dalla stampa nel momento decisivo. E Boris Johnson dopo aver ammesso in passato di aver assunto coca, la scampò così: «Può darsi che il mio naso ci sia caduto sopra. Ma di certo non ho sniffato».
Antonello Guerrera, La Repubblica 17 maggio

DA CECILIA TIBALDI DELLA COMUNITA' DI PIOSSASCO:


Preghiera per domenica 24 Maggio

Grazie, o Dio Padre e Madre
 per tutti i doni che mi hai fatto:
la mia famiglia
la persone significative che ho incontrato
la comunità prima a Torino e poi a Piossasco
Gustavo che mi ama
le nostre figlie e i loro amori
Irene
il lavoro che mi è tanto piaciuto e mi ha dato tanto
le amiche e gli amici
la pensione
la possibilità dell'esperienza amministrativa per la quale spero di essere all'altezza e di fare secondo la tua volontà
la salute
la bellezza della natura
e.......
grazie, grazie, grazie
e aiutami a saper restituire almeno un centesimo!

RICEVO DALLA COMUNITA' DI PIOSSASCO: 24 MAGGIO 2020

Preghiera proposta da Maria Grazia Suppo 
Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo questo mondo imperfetto…
Tienimi per mano…
portami dove il tempo non esiste…
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano…
nei giorni in cui mi sento disorientato…
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano,
e stringila forte prima che l’insolente fato possa portarmi via da te…
Tienimi per mano e non lasciarmi andare…
mai…
(Herman Hesse)

[il Manifesto 9 maggio]

La vita senza tenerezza e senza amore non è che un macchinario non oliato, pieno di cigolii e di strappi.
VICTOR HUGO
[il Manifesto 28 aprile]

Seul chiude le strade della movida

L'amministrazione della capitale della Corea del Sud, ha disposto ieri la chiusura di locali notturni e bar in seguito ai casi di coronavirus emersi nel quartiere di Itaewon, per la vita notturna. Il sindaco, Park Won-soon, come riporta Agenzia Nova, ha precisato che il provvedimento ha effetto immediato e resterà in vigore fino a nuovo ordine e ha aggiunto che i trasgressori saranno severamente puniti. La misura è stata presa dopo che alcuni nuovi contagiati hanno detto di aver frequentato la zona nei giorni precedenti.

(Il Manifesto 12 maggio)

sabato 23 maggio 2020

APPUNTAMENTO PER LUNEDI' 25 MAGGIO ALLE ORE 20,45


INVITO, INVITO, INVITO!!

FEDE E OMOSSESSUALITA’:
che cosa dicono le Chiese cristiane ufficiali?
che cosa dicono le Scritture?
che cosa dicono altre voci e altre esperienze cristiane?
Don Franco Barbero, teologo e presbitero della Comunità cristiana di Pinerolo di Via Città di Gap 13, introdurrà questo incontro
LUNEDI’ 25 maggio 2020 alle ore 20.45 in collegamento ZOOM.
Chi desiderasse partecipare, invii il proprio indirizzo email a:
giorgio.grazia@gmail.com per poter ricevere il Link a cui collegarsi.
Maria Grazia

DOMANI 24 MAGGIO 2020: CELEBRAZIONE EUCARISTICA

Domani 24 maggio alle ore 10 ci colleghiamo in video per celebrare l'eucarestia. 
Segue assemblea della comunità per assumere alcune decisioni urgenti.



"TU, SOLE DELLA MIA VITA, SORGENTE DI OGNI BENE"

TU, SOLE DELLA MIA VITA, SORGENTE D'OGNI BENE"

"Ogni Tu rivolto a Dio è una menzogna, un é errore. Poiché Dio non è un Tu come gli altri Tu che conosciamo, i Tu che noi concepiamo. Tu a Dio è renderlo non vivente"(monaco cristiano Henry Le Saux).
Non condivido la perentorietà di questa affermazione che si trova nel bel libro "La goccia che fa traboccare il vaso" (Gabrielli Editori, p.73).
Preferisco una strada diversa: "Che cos'è la preghiera?
La preghiera è l'esperienza di un incontro più o meno cosciente con il Tu divino. Quali parole riempiano questo incontro e quali immagini aiutino ad esprimerlo è secondario. Può essere espresso in termini più eteronomi o più teonomi. Nella preghiera, l'opposizione tra eteronomia e teonomia non è più significativa. Poiché le immagini non sono il centro della questione: sono solo stampelle.
Il centro della questione è l'incontro che abbiamo previsto. Abbiamo bisogno di stampelle per giungere là dove vogliamo arrivare, ma non appena siamo arrivati possiamo buttarle via.
La preghiera non comporta il pericolo, così intrinseco alla speculazione teologica, di tentare di afferrare Dio. Chi prega non vuole capire Dio, vuole incontrarlo. In certo senso, il linguaggio della preghiera è simile al linguaggio degli innamorati, perché è anche un metalinguaggio, un linguaggio in cui le parole sono semplicemente la personificazione di rapporti e sentimenti, e non hanno lo stesso ruolo che hanno nel linguaggio quotidiano. Sono la busta non la lettera che è in essa". (Roger Lenaers, Il sogno di Nabucodonosor, Massari Editore, pag, 120).
A mio avviso, esiste un Tu che è una deviazione teistica, che fa di Dio una persona come noi, ma esiste un Tu funzionale alla relazione che usa questa parola come una delle cifre amorose del mistero.
Se "la preghiera è la pratica della presenza di Dio , l'atto di abbracciare la trascendenza"(Spong, Mimesis), io sono molto affezionato ad associare il Tu a molti "nomi epifanici", come Tu sorgente della vita, Tu aurora dei giorni e al Tu,  o senza Tu, aggiungo i nomi più belli e amorosi che trovo nei Salmi, nel mio cuore, in tante tradizioni religiose.
Mi sento totalmente in sintonia con il Tu di Agostino quando parla della presenza creatrice di Dio e non esclude il Tu come in questa pagina delle Confessioni (7,5): 
"Davanti agli occhi del mio spirito ponevo l'intero creato, tutto ciò che ne possiamo scorgere, ossia la terra, il mare, l'aria, gli astri, gli alberi, gli animali mortali e tutto ciò che ci rimane invisibile (...) Avvolta e penetrata da ogni parte da te, Signore, che pure rimanevi in tutti i sensi infinito, come un mare che si stenda dovunque e da dovunque per spazi immensi infinito, un unico mare che contenga nel suo interno una spugna grande a piacere, però finita e ripiena evidentemente in ogni sua parte del mare immenso. Così concepivo la tua creazione, finita e ripiena di te infinito. Dicevo: "Ecco Dio, ed ecco le creature di Dio".
Qui il Tu di Dio non mi sembra né una menzogna  né un errore.  
Con buona pace di  Henry Le Saux....
Franco Barbero



TRADUZIONE IN INGLESE E TEDESCO DI UN MIO TESTO SULLA PREGHIERA

You, Sun of my life; You, Source…

“Every single “You” addressed to God is a lie, a mistake. For God is by no means a “you” like every other “yous” we know, the “yous” we can conceive. To address God as “you” amounts to making him a lifeless entity”. That’s what writes Henri Le Saux, a Christian monk. I don’t share the peremptoriness of this statement that can be found in the beautiful book La goccia che fa traboccare il vaso” (Gabrielli Editori: my translation p.73). I would rather prefer a different way of approaching the topic. “What is prayer? Prayer is the experience of a more or less conscious encounter with the divine You. What words fill up this encounter, or what images help to express it, all that is a minor question. We can express it in more heteronomous or theonomous terms. In the prayer, it is no more meaningful to consider heteronomy and theonomy as an opposition, as the images are not the core of the issue. They are just crutches. The core of the issue is the encounter we expect. Sure, we need crutches to get to the place where we want to arrive. But we can throw them away as soon as we reach it. Praying does not involve the tendency – so intrinsic to the theological speculation – towards attempting to grasp God. The person who prays does not want to understand God; he or she wants to meet him. To some extent, the language of prayer is similar to the language of lovers, for it is also a meta-language, a language where words are merely the embodiment of relations and feelings and do not play the same role as in everyday language. They are the envelope, not the letter inside it”. (Roger Lenaers, Il sogno di Nabucodonosor, Massari editore, p.120, my translation).

There is, in my opinion, a “You” that is a theistic aberration. This makes out of God a person like us. But there also exist a “you” functional to the relation, using that word as one of the manifold loving figures of the Mystery. If prayer is “the practice of the presence of God, the act of embracing transcendence” (J. Shelby Spong, Unbelievable, Harper One, p. 254), I am very fond of combining the “Thou” to many “epiphanic names”, like Thou, source of life, Thou, dawn of the days. I pair the “You” with the most beautiful, loving names I find in the Psalms, in my own heart, in so many religious traditions – or else I use this names without any “you” at all.

I feel totally in harmony with the “you” Augustine uses as he describes the creative presence of God without ruling out the “you”, as he does in this passage of the Confessions (7, 5): “I set before the sight of my spirit the whole creation, whatever in it we can perceive with our eyes, as the sea, the earth, the air, the stars, the trees, the mortal creatures, and whatever of it we are not able to see (…) embraced in every part and permeated by You, o Lord, who still remained everywhere infinite; as if a sea were spreading everywhere and in all directions through immense spaces, a boundless sea containing within it a sponge, as large as it might be, yet finite, that sponge would be completely filled, in all its parts, from that unmeasurable sea. So conceived I Your creation, itself finite, and yet full of You, the Infinite. And I said: “That is God, and these are the works of God’s creation”.

Here, the “You” addressed to God seems to me neither a lie nor a mistake. With all due respect to Henri Le Saux!

Franco Barbero


Du Sonne meines Lebens, Du Quelle...

„Jedes ‚Du‘, mit dem wir uns an Gott wenden, ist eine Lüge, ein Fehler. Denn Gott ist kein ‚Du‘ wie alle anderen ‚Du‘, die wir kennen; wie die ‚Du‘, die wir uns vorstellen können. Gott als ‚Du‘ anzusprechen bedeutet, aus Ihm ein nicht lebendes Wesen zu machen“.

So der christliche Mönch Henri Le Saux. Der Entschiedenheit dieser Aussage, die im schönen Sammelband La goccia che fa traboccare il vaso (Gabrielli Editori) zu finden ist, stimme ich nicht zu. Lieber folge ich einem anderen Weg: „Was ist Beten? Beten ist die Erfahrung einer mehr oder weniger bewussten Begegnung mit dem göttlichen ‚Du‘. Welche Worte den Raum dieser Begegnung ausfüllen, welche Bilder helfen, sie zum Ausdruck zu bringen, ist zweitrangig. Dies kann in einem mehr oder weniger heteronom bzw. theonom geprägten Sinne ausgedrückt werden. Im Gebet ist der Gegensatz zwischen Heteronomie und Theonomie nicht mehr von Bedeutung, denn die Bilder stehen nicht im Mittelpunkt der Frage: Sie sind nur Krücken. In den Mittelpunkt der Frage rückt eher die Begegnung, die wir beabsichtigen. Krücken brauchen wir zwar dazu, dorthin zu gelangen, wohin wir wollen; aber sobald wir angekommen sind, können wir sie wegwerfen.

Die der theologischen Spekulation so innewohnende Gefahr zu versuchen, Gott zu fassen, ist im Gebet überhaupt nicht vorhanden. Der Betende will Gott nicht verstehen, er will ihn treffen. Die Sprache des Gebets ähnelt in gewissem Maße der Sprache der Liebenden, indem sie ebenso eine Metasprache ist; eine Sprache, in deren Rahmen die Wörter lediglich als Verkörperung von Beziehungen und Gefühle auftreten und eine durchaus andere Rolle als in der Alltagssprache spielen. Sie stellen den Umschlag und nicht den darin liegenden Brief dar“ (Roger Lenaers, Il sogno di Nabucodonosor, Massari editore, p. 120, meine Übersetzung)

Meiner Meinung nach gibt es ein ‚Du‘, das eine theistische Abweichung ist: Dies macht aus Gott eine Person, wie wir selber sind. Es gibt aber zudem auch ein ‚Du‘, das im Dienste der Beziehung steht: In diesem Sinne wird dieses Wort zu einem der liebevollen Zeichen des Mysteriums.

Ist das Gebet „die konkrete Erfahrung von Gottes Präsenz, der Akt, die Transzendenz zu umarmen“ (J.S. Spong, Incredibile, Mimesis editore; meine Übersetzung ), so ist mir die Assoziation des ‚Du‘ mit zahlreichen ‚epifanischen Namen‘ – als „Du, Quelle des Lebens“, „Du, der Tage Morgenröte“ – sehr ans Herz gewachsen. Diesem ‚Du‘ füge ich die schönsten, die liebevollsten Namen bei, die ich in den Psalmen, in meinem eigenen Herz, in so vielen religiösen Traditionen finde – oder ich benutze sie ohne irgendein ‚Du‘.

Ich fühle mich völlig im Einklang mit dem ‚Du‘, wie Augustinus es benutzt, als er über Gottes schöpferische Präsenz spricht und dabei das ‚Du‘ nicht ausschließt. Es sei auf diesen Passus aus den Konfessionen (7, 5) verwiesen: „Vor die Augen meines Geistes stellte ich die ganze Schöpfung, alles, das wird davon erblicken können: die Erde, das Meer, die Luft, die Gestirne, die Bäume, die sterblichen Geschöpfe und alles, dass uns unsichtbar bleibt (...) von allen Seiten umfasst und durchgedrungen von Dir, o Herr, der Du jedoch völlig unbegrenzt bliebest, gleichsam als es ein Meer gäbe und alles und überall durch unermessliche Räume nur ein einziges unbegrenztes Meer wäre, und dieses Meer in sich einen beliebig großen, jedoch begrenzten Schwamm enthielte: Dann wäre dieser Schwamm vollständig in jedem seiner Teile von diesem unermesslichen Meere erfüllt. So stellte ich mir Deine Schöpfung: begrenzt und dabei von Dir, dem Unbegrenzten erfüllt. Und ich sagte: ‚Das ist Gott, und diese sind die Werke von Gottes Schöpfung‘“.

Hier scheint mir halt das auf Gott bezogene ‚Du‘ weder eine Lüge noch ein Fehler zu sein! Bei allem Respekt für Henri Le Saux!

Franco Barbero




RICEVO E PUBBLICO

ASCENSIONE 24 maggio ’20

Dagli Atti degli Apostoli 1,1-11

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

I cieli narrano la gloria di Dio,
l'opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,

per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio.

Là pose una tenda per il sole
che esce come sposo dalla stanza nuziale:
esulta come un prode che percorre la via.

Sorge da un estremo del cielo
e la sua orbita raggiunge l'altro estremo:
nulla si sottrae al suo calore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l'anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti,

più preziosi dell'oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.

Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti.

Anche dall'orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro da grave peccato.

Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni 1,17-23
Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui;illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.
Egli la manifestò in Cristo,
quando lo risuscitò dai morti
e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
al di sopra di ogni Principato e Potenza,
al di sopra di ogni Forza e Dominazione
e di ogni nome che viene nominato
non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.
Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi
e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose:
essa è il corpo di lui,
la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.

VANGELO Mt 28,16-20 
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Parola del Signore.

COMMENTO (Beppe)
In queste giornate luminose, liberate dallo smog, in questi spazi di silenzio che ci ha regalato la clausura, guardando il cielo di notte si tornano a vedere le stelle. E io medito immergendomi nell’immensità dell’universo come la piccola terra, l’Italia, la mia città i miei amici siamo ben piccola cosa. E penso al Dio misterioso che Gesù ci ha rivelato come padre e madre, munifico e misericordioso che ‘gratuitamente’ fa piovere sui buoni e sui cattivi, veste i gigli dei campi e nutre gli uccellini dell’aria; e ci regala una primavera bellissima ricca di erbe e di animali. Il suo sguardo è al di sopra delle divisioni religiose e politiche; delle litigiosità e presunzioni, guerre, egoismi e cattiverie, e ha un progetto di fratellanza universale per i popoli della terra. Mi sembra che Gesù ci abbia lasciato intravvedere questo sogno che emerge anche attraverso le letture di oggi. Con l’ascensione, si stacca da questo mondo simboleggiato dalla ascesa in alto, ci dice di non guardare il cielo ma di annunciare sulla terra a tutti il suo progetto. (ho allegato tre salmi (uno dopo la prima lettura e due in calce, che inneggiano alle bellezze del creato).

Gesù dunque sale alla destra del padre. Questa ‘scena’ fa parte di una serie di importanti avvenimenti che segnano la vita di Gesù: il suo battesimo dopo 40 giorni nel deserto e l’inizio della predicazione; la trasfigurazione sul monte Tabor; la crocifissione e la resurrezione dopo tre giorni a Pasqua; e lo stacco definitivo dopo 40 giorni; dono dello spirito Santo 50 giorni dopo pasqua, nella festa ebraica di Pentecoste. E’ chiaro che la rappresentazione e la scansione di questi importanti avvenimenti hanno un particolare significato teologico e catechistico legati ai numeri 3, 40, 50. Gesù saluta i suoi amici promettendo che tornerà. Lascia loro il mandato ‘Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. In Luca sono invitate le genti a convertirsi, a ricevere il perdono dei peccati e ad essere testimoni…; in Marco la predicazione sarà accompagnata da guarigioni e cacciate dei demoni (le forze del male).…
Mi chiedo spesso che significato possano avere per me, per noi, oggi. Dopo secoli di predicazioni di preti in tutto il mondo e conversioni in ogni continente al cristianesimo non sempre libere. Andiamo alle parole originarie. Gli apostoli parlano d Gesù e delle sue parole di amore vicendevole, perdono, condivisione, beatitudine per gli ultimi, promettendo per loro in particolare la vicinanza di un Dio che è padre e g’autentica’ la loro predicazione con segni e guarigioni. Chi ascolta sono giudei, romani, greci, ecc, sono religiosi con le loro fedi e liturgie. Non viene richiesto loro di abbandonare le loro tradizioni ma di convertirsi, cioè cambiare modo di pensare ‘cattivo’ e comportarsi secondo i dettami di Gesù, di confermare questo cambiamento con l’immersione nell’acqua (il battesimo non è un invenzione cristiana). Ricaveranno il perdono dei loro peccati. Cioè il loro passato con il male fatto e i rimorsi vengono dimenticati per cominciare una vita nuova. Questo messaggio, questa proposta di cambiamento radicale, può essere capita e condivisa da molti, (da color o che sono predestinati dirà Paolo) accolta cioè da tutti gli uomini e le donne che sentono il vuoto, che cercano una nuova vita e un senso nella loro esistenza. Che hanno sete di giustizia e di Dio. Proviamo a svestirci di 2000 anni di sovrastrutture: seguire gli insegnamenti di Gesù è veramente adatto per tutti. E oso dire tutte le religioni si possono in verità riconoscere in questo. 
Questa NOVITA’ secondo me è quello che Paolo nella lettera ai Colossesi e agli Efesini, chiama il grande segreto di Dio rivelato in Gesù: in lui non c’è più né giudeo né greco, né maschio né femmina, né libero o schiavo. I popoli saranno riuniti intorno all’amore. 
Un grande gregge con un unico pastore cioè un unico dio padre di tutti dai diversi nomi ma amato e venerato da ogni popolo. E’ questo il significato del grande banchetto finale in cui tutti sono chiamati a gioire intorno alle ricche e prelibate vivande con vino buono e grande gioia. Non solo il ‘giudizio universale’, ma una grande festa condivisa. 

Salmi 32-33
Esultate, giusti, nel Signore;
ai retti si addice la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l'arpa a dieci corde a lui cantate.
Cantate al Signore un canto nuovo,
suonate la cetra con arte e acclamate.
Poiché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama il diritto e la giustizia,
della sua grazia è piena la terra.
Dalla parola del Signore furono fatti i cieli,
dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.
Come in un otre raccoglie le acque del mare,
chiude in riserve gli abissi.
Tema il Signore tutta la terra,
tremino davanti a lui gli abitanti del mondo,
perché egli parla e tutto è fatto,
comanda e tutto esiste.
Il Signore annulla i disegni delle nazioni,
rende vani i progetti dei popoli.
Ma il piano del Signore sussiste per sempre,
i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni.
Beata la nazione il cui Dio è il Signore,
il popolo che si è scelto come erede.
Il Signore guarda dal cielo,
egli vede tutti gli uomini.
Dal luogo della sua dimora
scruta tutti gli abitanti della terra,
lui che, solo, ha plasmato il loro cuore
e comprende tutte le loro opere.
Il re non si salva per un forte esercito
né il prode per il suo grande vigore.
Il cavallo non giova per la vittoria,
con tutta la sua forza non potrà salvare.
Ecco, l'occhio del Signore veglia su chi lo teme,
su chi spera nella sua grazia,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.
L'anima nostra attende il Signore,
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
In lui gioisce il nostro cuore
e confidiamo nel suo santo nome.
Signore, sia su di noi la tua grazia,
perché in te speriamo.

Salmi 104


Anima mia, benedici il Signore mio Dio, tu sei veramente grande;
sei vestito di splendore e di maestà.
Egli si avvolge di luce come d'una veste;
stende i cieli come una tenda;
egli costruisce le sue alte stanze sulle acque;
fa delle nuvole il suo carro,
avanza sulle ali del vento;
fa dei venti i suoi messaggeri,
delle fiamme di fuoco i suoi ministri.
Egli ha fondato la terra sulle sue basi:
essa non vacillerà mai.
Tu l'avevi coperta dell'oceano come d'una veste,
le acque si erano fermate sui monti.
Alla tua minaccia esse si ritirarono,
al fragore del tuo tuono fuggirono spaventate,
scavalcarono i monti, discesero per le vallate
fino al luogo che tu avevi fissato per loro.
Tu hai posto alle acque un limite che non oltrepasseranno;
esse non torneranno a coprire la terra.
Egli fa scaturire fonti nelle valli
ed esse scorrono tra le montagne;
abbeverano tutte le bestie della campagna,
gli asini selvatici vi si dissetano.
Vicino a loro si posano gli uccelli del cielo;
tra le fronde fanno udir la loro voce.
Egli annaffia i monti dall'alto delle sue stanze;
la terra è saziata con il frutto delle tue opere.
Egli fa germogliare l'erba per il bestiame,
le piante per il servizio dell'uomo;
fa uscire dalla terra il nutrimento: il vino che rallegra il cuore dell'uomo,
l'olio che gli fa risplendere il volto
e il pane che sostenta il cuore dei mortali.
Si saziano gli alberi del SIGNORE,
i cedri del Libano che egli ha piantati.
Gli uccelli vi fanno i loro nidi;
la cicogna fa dei cipressi la sua dimora;
le alte montagne sono per i camosci,
le rocce sono rifugio per gli iraci.
Egli ha fatto la luna per stabilire le stagioni;
il sole conosce l'ora del suo tramonto.
Tu mandi le tenebre e si fa notte;
in essa si muovono tutte le bestie della foresta.
I leoncelli ruggiscono in cerca di preda
e chiedono a Dio il loro cibo.
Sorge il sole ed essi rientrano,
si accovacciano nelle loro tane.
L'uomo esce all'opera sua
e al suo lavoro fino alla sera.
Quanto sono numerose le tue opere.
Tu le hai fatte tutte con sapienza;
la terra è piena delle tue ricchezze.
Ecco il mare, grande e immenso,
dove si muovono creature innumerevoli,
animali piccoli e grandi.
Là viaggiano le navi
e là nuota il leviatano che hai creato perché vi si diverta.
Tutti quanti sperano in te
perché tu dia loro il cibo a suo tempo.
Tu lo dai loro ed essi lo raccolgono;
tu apri la mano, e sono saziati di beni.
Tu nascondi la tua faccia, e sono smarriti;
tu ritiri il loro fiato e muoiono,
ritornano nella loro polvere.
Tu mandi il tuo spirito e sono creati,
e tu rinnovi la faccia della terra.
Duri per sempre la gloria del Signore,
gioisca il signore delle sue opere!
Egli guarda la terra ed essa trema;
egli tocca i monti ed essi fumano.
Canterò al signore finché avrò vita;
salmeggerò al mio Dio finché esisterò.
Possa la mia meditazione essergli gradita!
Io esulterò nel signore.
Spariscano i peccatori dalla terra
e gli empi non siano più!
Anima mia, benedici il signore.
Alleluia.
Da Beppe Manni, Comunità del villaggio.


RICEVO DALLA COMUNITA' CRISTIANA DI PIOSSASCO: 23 MAGGIO 2020

Comunità di Piossasco 
Preghiera scelta da Mara

Prenditi tempo
di Pablo Neruda

Prenditi tempo per pensare
perché questa è la vera forza dell'uomo
...
prenditi tempo per pregare 
perché questo è il maggior potere sulla terra
prenditi tempo per ridere
perché il riso è la musica dell'anima
prenditi tempo per donare
perché il giorno è troppo corto per essere egoista
prenditi tempo per amare ed essere amato
è il privilegio dato da Dio
prenditi tempo per essere amabile
questo è il cammino della felicità.


Preghiera scelta da Maria

...E Gesù fu marinaio 
finché camminò sull'acqua 
e passò  molto tempo 
a guardare solitario 
dalla sua torre di legno 
e poi quando fu sicuro 
che soltanto agli annegati 
fosse dato di vederlo 
disse "Siate marinai finché il mare vi libererà". 

E lui stesso fu spezzato 
molto prima che il cielo si aprisse
abbandonato quasi umano
affondò sotto la Tua saggezza come una pietra

E tu vuoi viaggiargli insieme 
vuoi viaggiargli insieme ciecamente 
e credi che avrai fiducia in lui 
perché ti ha toccato il corpo con la mente. 

Da Suzanne di Leonard Cohen