venerdì 6 marzo 2015

[SdG]: IL COMPLOTTO CONTRO IL RINNOVAMENTO ECCLESIALE



Che "gender" di complotto

Gianni Geraci (Il Guado, Cristiani Omosessuali)
http://gruppodelguado.blogspot.it


Dopo aver letto un articolo che Alessandro Baoli ha pubblicato su Cronache Laiche il 25 febbraio scorso, abbiamo deciso di partire da quel testo per dare voce alle preoccupazioni che l'attuale situazione che viviamo in Italia, sta destando in molti omosessuali credenti.

I cittadini che da anni aspettano una normativa sulle unioni civili, e in particolare le persone omosessuali che non hanno nemmeno l'alternativa del matrimonio, hanno l'unico inutile "privilegio" di stare sempre al centro del dibattito e, ogni volta che si prova ad affrontare un problema che li riguarda (oggi le unioni civili, ieri l'omofobia) si scopre che c'è sempre qualcosa di più importante o di più urgente da fare, prima di dare diritti e dignità a una parte della cittadinanza (che aspetta da decenni) come dovrebbe succedere in ogni democrazia matura e civile.

Unioni civili? No! Prima c'è da pensare all'economia, al Job Act, a qualche guerra imminente (ce ne è sempre una alle porte), alle beghe interne ai partiti, agli equilibri di governo sull'altare dei quali le persone LGBT sono sempre le prime ad venir sacrificate. E poi occorre tutelare la "famiglia naturale"! E paradossalmente, nei palazzi del potere, ci si occupa di "famiglia" solo quando qualcuno nomina i gay.

Così, accade che, le tante proposte di legge in favore dei gay di cui si è parlato e straparlato nel corso degli ultimi anni, fatti i conti, hanno ottenuto un solo risultato: quello di suscitare le ire di un'armata Brancaleone che si ispira al clericalismo cattolico.

Un esempio per tutti è la lettera aperta che il Comitato Famiglia Educazione Libertà ha destinato al premier Renzi, al neo Presidente della Repubblica Mattarella e al ministro dell'istruzione Giannini. Suggerita da un'ideologia familista che parte dal postulato che solo ed esclusivamente la famiglia "naturale" (inteso, quest'ultimo termine, nel senso di: eterosessuale e unita in matrimonio) abbia un ruolo e una dignità sociale, in apparenza, questa lettera sembra chiedere che a scuola non si faccia alcuna educazione sessuale per garantire il primato educativo della famiglia rispetto alla scuola. In realtà il vero obbiettivo sono i diritti delle persone LGBT, che vengono descritti tirando in ballo una non meglio identificata "teoria del gender" che, alla luce di un'analisi seria, non è altro che l'ennesima invenzione lessicale dell'estremismo cattolico.

E così si sono raccolte migliaia di firme affermando che, in nome di questa fantomatica "teoria del gender" si vuole imporre un "pensiero unico" che prevede l'annientamento della differenza tra i sessi; che si vuole insegnare «ai bambini di 4-6 anni» che «i rapporti orali e anali sono "naturali"» e che è lecito masturbarsi alla loro età quell'età; che si consiglia «alle ragazzine delle medie di non dire ai genitori se rimangono incinte, perché ci sarà un giudice cui affidarsi per il problema dell'aborto». Inanellano, in sostanza, una lunga teoria di orrori contro i quali chiedono di firmare l'appello, ma in realtà vogliono soltanto che, nelle scuole, non si insegni ai ragazzi e alle ragazze il rispetto per i loro compagni omosessuali.

La pressione politica contro le persone omosessuali e transessuali, in realtà, non è mai veramente venuta meno, ma la novità è che in questi ultimi mesi ha iniziato a coinvolgere forze che un tempo sembravano capaci di esprimere un giudizio equilibrato sulla questione e lo fa con un linguaggio che sembra fatto apposta per diffondere l'odio e il disprezzo nei confronti delle persone omosessuali e dei loro diritti.

Sentinelle in piedi, estremisti di Forza Nuova, Giuristi per la vita, paladini delle terapie riparative, cattolici del PD, leghisti della prima e dell'ultima ora, esponenti del Nuovo Centro Destra, giornalisti ambiziosi come Mario Adinolfi, che non si chiedono come faccia una persona che ammette candidamente di aver lucrato sul gioco d'azzardo a farsi paladina della famiglia in un paese dove la ludopatia distrugge le famiglie reali, madri di famiglia annoiate che possono permettersi di avere un stuolo di baby sitter per trovare il tempo di scrivere libri in cui teorizzano la sottomissione della donna, forzisti, fascisti, clericali di varia provenienza, ex martiniani delusi dal fatto che non c'è più nessuno che li raccomanda, nostalgici di Ratzinger, ciellini, ascoltatori di Radio Maria, nostalgici dell'Alleanza Cattolica, lettori fedeli di Avvenire, redattori di famiglia Cristiana, parroci che pensano che un nemico contro cui scagliarsi possa riempire nuovamente le chiese, insegnanti di religione terrorizzati dalla prospettiva di perdere un lavoro che dipende solo dall'autorità ecclesiastica, vescovi e cardinali, tutti insieme si sono mobilitati per dire no a qualunque riconoscimento della positività che ci può essere nella vita di una persona omosessuale.

Accecati dal sacro fuoco familista, certi personaggi, non hanno esitato a imbrogliare le carte, pur di portare avanti al meglio la loro campagna. É il caso del dottor Mario Binasco che si è presentato davanti alla Commissione Giustizia del Senato per dire che il disegno di legge che riconosce le unioni civili è più pericoloso dell'ISIS. Era stato invitato alla discussione dal senatore Carlo Giovanardi che l'aveva sdoganato come rappresentante della sezione italiana dell'Ecole Européenne de Psychanalyse. Peccato che questa "scuola" non esista più dal 2001, e che, come ha poi dichiarato Domenico Cosenza, presidente della Scuola italiana lacaniana di psicoanalisi: «Le idee espresse da Binasco riguardo alla questione delle unioni omosessuali distano anni luce dalle elaborazioni in materia sviluppate in seno all'Associazione mondiale di psicoanalisi».

Quello che preoccupa è questa mania compulsiva e morbosa di catalogare le persone parlando delle loro preferenze sessuali e dimenticando che, dietro a queste preferenze c'è un'affettività profonda, coni suoi valori e con i suoi percorsi.

Si dipingono gli omosessuali e i transessuali come i portatori di un'ideologia che rappresenta «un vulnus grave alla famiglia» (parole del cardinal Bagnasco) nello stesso momento in cui ci si rifiuta di accogliere il progetto che molti omosessuali hanno di costruire una famiglia.

Si accolgono senza criticarle le affermazioni di chi parla di omosessualità con disgusto («Gli omosessuali fanno schifo!» è la frase che campeggia in un blog di devozione mariana), di chi dice che gli omosessuali dovrebbero essere curati («Le perversioni vanno curate» recitava uno striscione che Forza Nuova aveva appeso fuori dalla sede del Cassero di Bologna), di chi li definisce servi del Diavolo (uno per tutti padre Gabriele Amorth), di chi attribuisce loro le responsabilità più curiose: dalla diffusione di certe malattie (come non ricordare i tanti predicatori che hanno indicato nello "stile di vita omosessuale" la prima causa dell'AIDS), alla congiuntura economica sfavorevole (c'è stata di recente una sortita in questo senso del Vescovo di Ferrara).

Si inventa un complotto "omosessualista" che assomiglia troppo al Protocollo dei Savi di Sion per non destare qualche preoccupazione. Si guardano con simpatia le leggi liberticide che la Federazione Russa ha approvato contro omosessuali e transessuali, mentre si considerano le mozioni sui diritti civili approvate dal Parlamento Europeo, il frutto di una cospirazione e di una deriva che porterà l'umanità alla rovina.

Si invoca la libertà di coscienza a sproposito per difendere il proprio atteggiamento di rifiuto e di disprezzo nei confronti delle persone omosessuali. Si lasciano i malati soli negli ospedali e si preferisce perdere il proprio tempo per partecipare a silenziose quanto inutili organizzate dalle Sentinelle in Piedi nella speranza di provocare qualche reazione violenta e di poter dire finalmente che l'ideologia omosessualista è come il nazismo (Adinolfi docet).

Il tutto sullo sfondo della chiesa italiana dei tempi di Bergoglio, che invece di denunciare la violenza di certi attacchi e di richiamare le persone alla ragionevolezza, offre a questi estremisti appoggio, strutture e visibilità.
Non è certo questo il segnale di un nuovo corso, anzi, sembra quasi che sia ispirato da chi vuole fare di tutto per dimostrare che un nuovo corso non c'è.



PEDOFILIA, STOP ALL'INCHIESTA SU DON MERCEDES: IL VATICANO METTE IL SEGRETO SUGLI ATTI



Il Vaticano stoppa tutto: la procura di Cremona non potrà avere i documenti richiesti su Mauro Inzoli, alias 'don Mercedes', il prete già ai vertici di Comunione e Liberazione e sospeso dalla Congregazione per la Dottrina delle Fede per pedofilia, lo scorso anno. La denuncia arriva dal deputato di Sel Franco Bordo, autore dell'esposto che aveva dato il via all'inchiesta della giustizia italiana, per una volta in ritardo rispetto a quella vaticana. "La scelta della Santa Sede di non trasmettere gli atti ci delude profondamente - spiega Bordo - ed è una contraddizione rispetto al nuovo corso annunciato da papa Francesco".


Per questo motivo Sel si augura che ci sia un ripensamento, "i tempi dell'omertà sono finiti". Su don Inzoli, per anni presidente del Banco Alimentare e famoso per il suo elevato stile di vita, è stato apposto il sub secreto pontificio, una specie di segreto di Stato della Santa Sede. La quale aveva speso parole durissime nell'imporre al dirigente di cielle una vita riservata e non più al contatto con i fedeli. "In considerazione della gravità dei comportamenti e del conseguente scandalo, provocato da abusi su minori, don Inzoli è invitato a una vita di preghiera e umile riservatezza, come segni di conversione e di penitenza. Gli è inoltre prescritto di sottostare ad alcune restrizione la cui inosservanza comporterà la dimissione dallo stato clericale", spiegò il decreto del vescovo di Crema, Oscar Cantoni.

Don Mercedes era salito di nuovo alla ribalta poche settimane fa, quando venne immortalato a Milano seduto in seconda fila, dietro a Roberto Maroni e a Roberto Formigoni, durante il convegno per la famiglia tradizionale al Pirellone. Convegno che aveva scatenato un vespaio perché organizzato dalla Regione con una associazione che si propone l'obiettivo di curare i gay (o perlomeno gli omosessuali che ne fanno richiesta). Il giorno dopo tutti i vertici del centrodestra lombardo fecero finta di non averlo visto, o addirittura di conoscerlo di sfuggita.
 


P

Il coraggio di uno stato palestinese

Una parte notevole anche se al momento (forse) minoritaria di israeliani pensa esattamente le stesse cose. Un recente episodio dice quale sia l'atmosfera. Lo scrittore David Grossman ha ritirato la sua candidatura al "Premio Israele" dopo quello che ha definito «un pesante intervento» del premier Benjamin Netanyahu, critico verso la composizione della giuria, a suo parere composta da troppi «antisionisti». A seguito del suo gesto altri cinque candidati si sono ritirati mentre si dimettevano 11 membri della giuria su 13. Il procuratore di Stato Yehuda Weinstein ha definito l'intervento di Netanyahu illegale dopo di che il premier ha dovuto rivedere il suo atteggiamento, almeno sul premio. In Israele si vota martedì 17 marzo e questo spiega in parte il nervosismo. Ma le elezioni (anticipate) non spiegano tutto. Il più autorevole storico israeliano, Zeev Sternhell, che ha vinto nel 2008 il Premio Israele per le Scienze politiche nel libro Nascita d'Israele. Miti, storia, contraddizioni (in Italia per Dalai ed.) scrive che mentre la nascita di Israele nel 1948 si giustifica con la situazione angosciosa creatasi nella prima metà del Novecento, per cui «un popolo così perseguitato aveva bisogno e meritava non solo un rifugio ma un suo proprio Stato», il tentativo ostinato di mantenere i territori conquistati con la Guerra dei sei giorni (1967) «sa molto di espansione imperiale». Quanto al riconoscimento di uno Stato palestinese in una recente, bellissima intervista all'Huffington Post italiano Sternhell ha detto: «I parlamenti europei che hanno votato per il riconoscimento dello Stato di Palestina hanno fatto una scelta politicamente significativa, coraggiosa; alcuni ripetono che non è il momento opportuno, vorrei che spiegassero qual è per loro quel momento. Una risposta sincera sarebbe: mai».
Corrado Augias

(Repubblica 24 febbraio)

NEI POSTRIBOLI TEDESCHI IL PRESERVATIVO SARA’ OBBLIGATORIO

BERLINO. «Brutta giornata per gli sfruttatori della prostituzione» commenta soddisfatto Marcus Weinberg (del Cdu). Dopo mesi di trattative i partiti hanno trovato l'accordo sulla nuova proposta di legge sulla prostituzione che prevede l'uso obbligatorio del preservativo per i «clienti» delle case chiuse. E non solo. Come già annunciato all'inizio nel programma di governo, per la prima volta la Germania decide di adottare misure chiare in un ambito delicato, con l'obiettivo, dice, di proteggere definitivamente le donne da violenze, sfruttamento e malattie.
Nessun accordo sull'atteso innalzamento dell'età minima da 18 a 21 anni per l'esercizio del meretricio. Alzare la soglia oltre la maggiore età, infatti, secondo l'Spd porterebbe le più giovani ad esercitare il mestiere nell'illegalità. Altro punto cruciale sarà l'obbligo di ottenere il permesso per l'apertura di un bordello, insieme alla registrazione obbligatoria dell'attività da parte delle singole ragazze che verrà rilasciata solo dopo una consulenza medica annuale obbligatoria, o semestrale per le donne al di sotto dei 21 anni.
Divieto assoluto poi per quelle pratiche umilianti come il «Flatrate-Sex», quando l'uomo può fare sesso e bere a volontà pagando una quota fissa all'entrata. Nadine Schoen, rappresentante della frazione Cdu/Csu, si dice molto soddisfatta, e sottolinea l'importanza e la novità della legge in discussione che offre enormi possibilità per un maggior controllo, tutelando le donne finora costrette a operare nelle peggiori condizioni in un settore che non conosce crisi e muove ogni anno circa 15 miliardi di euro.
Luca Fogagnolo

(Il Venerdì 20 febbraio)

Trieste verso il Concilio panortodosso

Il Gruppo ecumenico di Trieste ha organizzato il 14 gennaio, sul Concilio Panortodosso che si svolgerà a Pentecoste del 2016 a Istanbul. Ne ha offerto una riflessione importante l'archimandrita di Costantinopoli Athenagoras Fasiolo. Erano presenti anche p. Rasko Radovic, parroco della Chiesa serbo-ortodossa di Trieste e p. Miliaris dell'Ortodossia greca. Athenagoras ha tracciato un rigoroso percorso storico delle vicende pre-conciliari, comprese le resistenze motivate dall'idea che nulla si potrebbe aggiungere ai sette Concili finora riconosciuti dalla Chiesa stessa. Il percorso è stato compiuto, ha detto Athenagoras. Ora, con il lavoro delle commissioni, si è arrivati alla convocazione. Restano alcuni interrogativi: chi in questo Concilio rappresenterà la Chiesa ortodossa nella sua totalità? Il Patriarca di Costantinopoli o altri? E quale sarà il quorum richiesto per le decisioni? La relazione dell'archimandrita è stata seguita con vivo interesse anche dai Cattolici e dagli evangelici. Un'attenzione corale, un auspicio fraterno di riuscita conciliare.

(Rocca 15 febbraio)

giovedì 5 marzo 2015

VOTO STORICO AL SENATO

Gli avvelenatori e gli inquinatori d'ora in poi pagheranno. Si tratta di un voto storico del Senato che approva il ddl sui crimini ambientali. Vengono così introdotti nel Codice Penale i reati di inquinamento e di disastro ecologico. A favore hanno votato PD, M5S, Sel e Ncd.
E' stata sconfitta invece la Confindustria.
A breve non mancherà il via libero definitivo della Camera. Si tratta di un grande risultato di questo governo. Le Associazioni  ambientaliste urgono perché la Camera voti immediatamente senza cambiare una "virgola" al testo.

CUNEO: DOMANI 6 MARZO

Domani venerdì 6 marzo a Cuneo alle ore 17,30 introdurrò in un centro culturale della città una riflessione su: "Il Gesù storico al tempo di papa Francesco".
Per informazioni: Adriano 333/8040441.

PREGHIERA

O Signore, Dio di Abramo, di Anna, di Gesù: sarebbe già qualcosa se almeno non pretendessi di imprigionarTi nella mia cultura, nella mia pelle, nei miei modi di pensare e di agire; sarebbe già qualcosa se non Ti rimpicciolissi come il mio cuore.

Tu, vicinissimo nella Tua lontananza e lontanissimo nella Tua vicinanza, resti la mia inquietudine e la mia pace.

Franco Barbero

Già occupato!

Agli idoli, che cercano

di farsi un posticino

nel mio cuore, dirò:

"Già occupato"

La casa della mia vita

non ha più posto per voi".

Signore, Dio di Gesù,

custodisci il mio cuore

e mantienimi in cammino.

PER IL CULTO DI PREGHIERA PER IL SUPERAMENTO DELL'OMO-TRANFOBIA: IL TESTO BIBLICO PRESCELTO


Progetto Gionata - 1 marzo 2015 

"Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere" (Salmo 139, 14): sarà questo il versetto biblico che nel maggio 2015 unirà tutte le veglie e i culti domenicali che ricorderanno le vittime dell'omo-transfobia e dell'intolleranza del nostro tempo.

Le parole di lode e di speranza del Salmo 139 sono risultate le più votate dal sondaggio on line, realizzato in italiano ed in inglese, organizzato anche quest'anno dal Progetto Gionata in collaborazione con l'European Forum lgbt Christians Groups ed il contributo della Commissione fede e omosessualità delle chiese Battiste, metodiste e Valdesi.

Anche quest'anno hanno votato in tanti, da tutt'Europa ed anche dagli Stati Uniti, in questo esercizio di democrazia dal basso nato per scegliere il versetto biblico che unirà tutti i momenti di preghiera che avranno luogo, in Italia e nel resto del mondo, il 17 maggio, giornata internazionale contro la violenza dell'omo-transfobia, perché come cristiani non possiamo tacere di fronte alle sofferenze e al dolore che le persone omosessuali e transessuali devono vivere e subire solo perché sono come Dio le "ha volute".

Quest'anno pregheremo, con loro e per loro, con le parole del salmo 139 che ci ricorda che Dio ci ha creati "tutti come un prodigio"(Salmo 139,14) e perciò nessuno può arrogarsi il diritto di escludere o uccidere nessunio nel suo nome "insegnando dottrine che sono precetti di uomini" (Marco 7,1-13).

Per questo pregheremo, ancora una volta insieme, per essere una luce di speranza nella nostra società, nelle nostre chiese, in Italia e nel mondo.

i volontari e le volontarie del progetto Gionata



HADITH, "sUNAN" DI ABU DAWUD

"Chiesero all'Inviato di Dio: Qual è il migliore jihad?
Rispose: Una parola di libertà contro l'oppressione".
(Marisa Iannucci, Gender Jihad, Storia, testi e interpretazioni nei femminismi musulmani).Società editrice" Il Ponte Vecchio", Cesena.

SE UNO...

" Se uno, in un mondo di fame e di miseria, riesce a diventare ricco, vuol dire che, dal punto di vista cristiano, in lui deve esserci qualcosa che non va.
Ma è evidente che aspettarsi che un ricco accumuli denaro e poi lo distribuisca ai poveri, è la stessa cosa che aspettarsi che un cane faccia una bella provvista di salcicce per distribuirle nell'inverno ai lupi affamati.
Chi in questo mondo ha la stoffa per diventare un uomo d'affari, potrà affannarsi fino alla fine della vita nella routine del capitale senza rendersi conto di quanto lo separino da tutti i poveri della terra le sue proprietà, la sua casa, la sua villetta al mare, la sua casa di campagna.....
Nel migliore dei casi riuscirà a dare appena una briciola del suo superfluo, perché è proprio la logica razionale del capitale a non consentirgli qualcosa di diverso".
Eugen Drewermann , Dal discorso della montagna, Queriniana)

DALL'INTERNO

"Se guardiamo solo la pelle istituzionale esteriore della chiesa, troviamo molti segni deludenti. Ma se uno riesce quotidianamente a fare dall'interno  l'esperienza viva della chiesa e anche di molti uomini e molte donne che vivono in essa, deve anche aggiungere: in questa stagione invernale continuano a sbocciare fiori meravigliosi nascosti sotto la neve e sotto il ghiaccio".
(K. Lehmann, E' tempo di pensare a Dio, Queriniana).

Vaticano, donne fra uguaglianza e differenze

Si è aperta il 4 febbraio a Roma l'Assemblea plenaria del Pontificio consiglio della cultura presieduta dal cardinale Gianfranco Ravasi, sul tema: «Culture femminili tra uguaglianza e differenza». C'è una frase di papa Francesco che in qualche modo precede questa iniziativa. Disse: «Soffro quando vedo nella Chiesa che il ruolo di servizio della donna - quel ruolo che tutti noi dobbiamo avere - scivola verso la servitù». Lucetta Scaraffia, coordinatrice dell'inserto «Donna, Chiesa, Mondo» dell'Osservatore Romano, intervistata in merito risponde: «La Chiesa, specie in Occidente, è spiazzata. E' un mondo assolutamente maschile a livello decisionale, ma composto per la maggior parte di donne. I due terzi dei religiosi sono donne, dalle missionarie alle suore di clausura. E sono donne che mandano avanti le parrocchie, insegnano il catechismo, badano ai bambini, assistono anziani e malati. Però la loro voce non viene ascoltata». L'assemblea si svolge mentre Rocca va in stampa. Ritorneremo sulle conclusioni.

(da Rocca 15 febbraio)

E A FERRARA REGNA UN VESCOVO TRITATUTTO

BOLOGNA. Dal pulpito ammonisce i fedeli e tuona contro i politici. E scuote la tranquilla Ferrara al punto di essere diventato un personaggio pop: la sua faccia severa è finita sulla locandina di un concerto, poi rimossa con le scuse dell'Arci. L'ultima intemerata? «La crisi economica è colpa dell'aborto». Monsignor Luigi Negri, 73 unni, milanese, vescovo della città estense, esponente di Cl, non teme certo le bufere. Uno zoccolo duro di ferraresi cattolici lo ammira, un'altra parte non lo sopporta. Nel 2013, a soli cento giorni dalla nomina, Negri lanciò una dura reprimenda contro la movida e disse che la piazza antistante la cattedrale era diventata un «postribolo», minacciando di recintarla. Era solo l'inizio. Negri ha definito Ferrara una città «reazionaria». Ha punzecchiato il sindaco, cui ha chiesto «di non insegnargli a fare il vescovo», si è scagliato contro «i nuovi faraoni», i politici locali che vogliono chiudere l'ospedale di Cornacchio. Halloween «è un tentativo di banalizzare la morte», le manifestazioni di Arcigay contro le Sentinelle in piedi fanno sì «che la nostra libertà sia sempre più ridotta». Fino all'ultima reprimenda contro l'aborto, che ha anche un risvolto comico. E' cascato in uno scherzo del programma radiofonico La Zanzara: un finto Papa lo ha chiamato rimproverandolo per le sue parole. E lui? Intimido, ha promesso che in futuro sarà più prudente.
Rosario Di Raimondo

(Il Venerdì 20 febbraio)