lunedì 20 febbraio 2012

ECCOMI DICE DIO, ECCOMI DICE L’UOMO

 C'è una parola che torna molto frequentemente nella Bibbia: "ecco, eccomi". I profeti mettono in bocca continuamente a Dio questa parola, quando Lui si autopresenta, quando impone la sua presenza a un popolo non molto interessato, persino in certi momenti  quando picchia i pugni sul tavolo. "Ecco, eccomi" è la verità della Bibbia in bocca di volta in volta ai vari Abramo, Mosè fino a giungere a Gesù di Nazareth.

La verità della Scrittura è la testimonianza di questo incontro dell' "Eccomi" di Dio corrisposto dall' "Eccomi" dell'uomo. È qui che noi dobbiamo incunearci, in quel dialogo, scambio di promessa, di alleanza, di sapienza e di fede, a volte un po' scalcinata, a volte lucente di straordinaria purezza, sempre comunque una fede che sa di obbedienza amorosa e di speranza. Noi dobbiamo collocarci proprio là dove Dio parla a Mosè e Mosè risponde con l' "Eccomi" (Es 3,1ss). In quel racconto di vocazione scopriamo che questo "Eccomi" si trasforma rapidamente in un paio di domande: "Chi sono io per andare dal Faraone e liberare il tuo popolo?", "E se mi diranno come si chiama chi ti manda?"; per diventare, subito dopo, espressione di incredulità: "Ecco, non mi crederanno" e poi addirittura un gettare la spugna: "Signore mio, manda chi vuoi mandare!".

La Bibbia ci costringe ad uscire da un paradigma di fede assolutamente irreale, nel quale per lo più noi viviamo. A chi domandava a Michelangelo: "come fai queste bellissime statue?" lui rispondeva: "Semplicissimo, io ho lì il blocco di marmo, tiro via il soverchio, quello che non serve, il di più, ed ecco l'opera". Questa è l'esperienza della fede biblica: la Grazia ci tira via il soverchio. Non è il cammino idealizzato di tante riflessioni. Noi spesso abbiamo la fobia dello scontro con la realtà, con la storia. Dobbiamo abbandonare quel modo spiritualistico di vivere la fede di chi pensa di arrivare subito alla gloria.

La fede si misura sulla storia e misurarsi sulla storia è veramente un'esperienza di grande coraggio. Bisogna avere il coraggio di vivere.

(Roberto Vignolo, Quando la Bibbia tornò alle genti, www.donmirkobellora.it)

(Riforma, 10 febbraio)

 

“CURARE I GAY?” : SABATO 25 A PINEROLO

 Siccome a Pinerolo Paolo Rigliano presenterà il libro Curare i gay? Sabato 25 febbraio alle ore 21 presso il Salone dei Cavalieri di via Giolitti (in centro della città), ecco la presentazione che ricavo da Delia Vaccarello (L'Unità del 13 febbraio):

 

"Curare i gay? Piuttosto «liberarli». Sono davvero «terapie» le cure per i gay? Per nulla: traducono in termini pseudo scientifici i pregiudizi popolari e nel vano tentativo di modificare l'orientamento sessuale alimentano il disprezzo del paziente verso se stesso e della società verso l'omosessualità, colpendo al cuore la democrazia degli affetti.

A smontare gli assunti dei terapisti «riparativi», mostrandone fragilità e inefficacia e indicando le nuove linee delle terapie affermative, è un testo fresco di stampa dal titolo Curare i gay? (Cortina) scritto da Paolo Rigliano, Jimmy Ciliberto, Federico Ferrari. Un testo scientifico non privo di fervore politico, secondo il quale la questione centrale oggi rispetto all'omosessualità è favorire la liberazione del paziente nell'ottica del diritto di ciascuno di vivere in maniera legittima la propria affettività e del diritto-dovere della società di essere equa e rispettosa.

CHI SONO ALLORA?

L'assunto da cui partono i riparativi è invece la negazione degli omosessuali, i quali semplicemente non esisterebbero. Chi sarebbero allora? «Eterosessuali con problemi di omosessualità». L'unione tra persone dello stesso sesso sarebbe solo un atto sessuale compulsivo, qualcosa di secondario, e quindi una deviazioe da correggere rispetto al vero progetto biologico che vede Natura e volontà divina coincidere. È questo il credo dei fondamentalisti impegnati a trasformare la psicoterapia in una teopsicologia e ad appoggiare il più retrivo conservatorismo.

«L'unione eterosessuale rimane il progetto di Dio per l'Umanità», dice uno degli assertori tesi a parlare soprattutto di omosessualità maschile. Opposto è l'atteggiamento degli autori del testo che, passando al setaccio le terapie riparative, ne mostrano i presupposti di oppressione. Fanno riferimento tra gli altri agli assunti dell'American Psychological Association: non solo dal 1973 a oggi l'omosessualità è considerata una variante normale e positiva dell'orientamento sessuale umano, ma essa non va vista come un elemento isolato, un gusto, qualcosa che si aggiunge, e che si può «togliere». Invece coinvolge l'interezza della persona, a partire dal nucleo centrale fino all'atto sessuale più concreto. L'omosessualità ha pari dignità rispetto all'eterosessualità, ed è anche parimenti preferibile.

Eppure, nata circa venti anni fa in America, l'associazione Narth è capofila di tentativi per modificare l'orientamento sessuale di pazienti afflitti da un sistema sociale e familiare svalutante, le cui sofferenze andrebbero alleviate e che si vedono sottoposti a mortificazioni per raggiungere al massimo l'esito repressivo di limitare qualcuno dei comportamenti.

Dopo aver smontato la tentazione di alcuni terapeuti di promettere impossibili conversioni, il libro indica alla comunità scientifica nuove strade mettendo a nudo la passione civile che lo anima. «L'obiettivo primo del paziente deve essere la sua liberazione». La relazione terapeutica offre al paziente l'occasione per sperimentare la fiducia in sé e nel proprio sentimento d'amore e di erotismo. Questa stessa ottica spinge gli autori a valorizzare nella terapia con le persone omosessuali credenti l'esperienza di molte realtà cristiane di base e le letture alternative del messaggio cristiano che parla di amore, di comunione, e di realizzazione piena di sé nel consorzio umano.

L'obiettivo è quello di costruire con il paziente omosessuale un'apertura «su un orizzonte di valori» di giustizia e di eguaglianza. In ballo c'è per la comunità scientifica la sfida di liberare e sostenere il paziente dentro un orizzonte sociale e politico che tuteli la persona e legittimi la pluralità delle identità sessuali."

 

PROGRAMMA DI CHIAMBRETTI

Ero incerto se accettare l'invito al programma di Chiambretti andato in onda domenica sera. La televisione non è uno strumento a me consono. Oggi sono stato letteralmente "inondato" da bellissime lettere di persone che hanno seguito con attenzione questa trasmissione.
Risponderò ad ogni lettera, ma datemi il tempo perchè in questi giorni sono occupatissimo nell'ascolto delle persone, in gruppi e in dibattiti. Voglio ringraziare ciascuno e ciascuna per l'incoraggiamento a proseguire che le vostre parole  calde ed affetuose  mi trasmettono.

LA STRAGE CONTINUA

Il criminale appoggio russo e cinese ad Assad ha permesso la prosecuzione di una strage che ormai ha fatto migliaia di morti.
L'ONU non è una struttura in cui funzioni la democrazia. Il "veto" delle potenze è contrario ad ogni principio di democrazia.

domenica 19 febbraio 2012

ALESSANDRIA

  L’incontro per la presentazione del libro di Ivan Scalfarotto In nessun paese (PIEMME Editrice) avrà luogo giovedì 23 dalle 18 alle 23.

Per informazioni: sergio.ser@teletu.it

IL GOVERNO SI RICORDI DEI DISABILI

 Che il mondo dei disabili sia invisibile ai più è un dato di fatto. Ma non lo è per milioni di famiglie che affrontano problemi gravi. E non dovrebbe esserlo per le Istituzioni che hanno in carico l' assistenza pubblica. Almeno finché c' è lo Stato sociale. Il Fondo per le politiche sociali è sceso, nell' ultimo quadriennio, da 929 a 44,6 milioni di euro. Tanto ci sono le famiglie, e le donne lavoratrici, che si rimboccano le maniche, che faticano il doppio, che prosciugano i risparmi, che soffrono per aiutare, assistere, curare 2 milioni e 600 mila disabili. E che dire del Fondo per la non autosufficienza? Da 300 milioni a zero. Sono cifre e condizioni conosciute da tempo, e peggiorano anno dopo anno. Il merito del Censis è di aver presentato un rapporto - su disabilità, sclerosi multipla e autismo - che in teoria potrebbe dare una «scossa» ai ministri competenti. Perché sostenere l' assistenza domiciliare, ad esempio, porterebbe benefici sotto diversi aspetti. È giusto salvare e far crescere l' Italia. È importantissimo l' articolo 18 (non si parla d' altro). Però milioni di persone - e di famiglie - non vorrebbero essere dimenticate da Monti, come ha fatto il precedente premier.

(Guglielmo Pepe, g.pepe@repubblica.it, 14 febbraio)

LA LETTERA DI MIKIS THEODORAKIS AI POPOLI D'EUROPA [DA LEGGERE CON ATTENZIONE]

Amici, vi riporto integralmente il testo della lettera aperta cheMikis Theodorakis ha scritto a noi Europei per descrivere la situazione attuale della sua Grecia e per dichiarare una volta di più l'amore che lo lega al suo Paese e la strenua volontà di difenderlo dall'attacco del potere finanziario internazionale.
Che sia d'esempio a tutti noi, che accettiamo invece passivamente che per salvaguardare gli interessi grandiosi dei potentati economici si sacrifichino le nazioni e la vita dei popoli.
r. v.

Esiste un complotto internazionale che ha come obiettivo la cancellazione del mio Paese. Hanno iniziato nel 1975 con obiettivo la civiltà neo-greca, hanno continuato con la distorsione della nostra storia contemporanea e della nostra identità culturale ed adesso stanno cercando di cancellarci anche materialmente con la mancanza di lavoro, la fame e la miseria.
Se il popolo greco non prende la situazione in mano per ostacolarli, il pericolo della sparizione della Grecia è reale. Io lo colloco entro i prossimi 10 anni. Di noi, resterà solo la memoria della nostra civiltà e delle nostre battaglie per la libertà.
Fino al 2009 il problema economico non era grave. Le grandi ferite della nostra economia erano la spesa esagerata per la difesa del paese e la corruzione di una parte dei politici e dei giornalisti. Per queste due ferite, però, erano corresponsabili anche dei Paesi stranieri. Come la Germania, la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti che guadagnavano miliardi di euro da noi con la vendita annuale di materiale bellico.
Questa emorragia continua, ci metteva in ginocchio e non ci permetteva di crescere, mentre offriva grandi ricchezze ai paesi stranieri. Lo stesso succedeva con il problema della corruzione. La società tedesca Siemens manteneva un settore che si occupava della corruzione dei nostri politici per poter piazzare i suoi prodotti sul mercato greco. Di conseguenza, il popolo greco è stato vittima di questo duetto di ladri, Greci e Tedeschi che si arricchivano alle sue spalle.
E' evidente che queste due ferite potevano essere evitate se le leadership dei due partiti di potere (filo americani) non avesse raccolto elementi corrotti, i quali, per coprire l'emorragia di ricchezze (che erano prodotto del lavoro del popolo greco) verso le casse di Paesi stranieri, si sono rivolti a prestiti esagerati, con il risultato dell' aumento del debito pubblico fino a 300 miliardi di euro, cioè il 130% del Pil.
Con questo sistema, le forze straniere di cui ho detto sopra, guadagnavano il doppio. Prima con la vendita di armi e dei loro prodotti e poi dai tassi d'interesse dei capitali prestati ai vari governi e non al popolo. Perché come abbiamo visto, il popolo era la vittima principale in ambedue i casi. Un esempio solo vi convincerà. I tassi d'interesse di un prestito di 1 miliardo di dollari che ha contratto Andreas Papandreou nel 1986 dalla Francia, sono diventati 54 miliardi di euro e sono stati finalmente saldati nel…2010!
Il Sig. Giunker ha dichiarato un anno fa che aveva notato questa grande emorragia dei Greci a causa di spese enormi (ed obbligatorie) per l'acquisto di vari armamenti dalla Germania e dalla Francia. Aveva capito che i nostri venditori ci portavano direttamente ad una catastrofe sicura ma ha confessato pubblicamente che non ha reagito minimamente, per non colpire gli interessi dei Paesi suoi amici!
Nel 2008 c'è stata la grande crisi economica in Europa. Di conseguenza era normale che ne risentisse anche l'economia greca. Il livello di vita, abbastanza alto (eravamo tra i 30 paesi più ricchi del mondo), è rimasto invariato. C'è stata, però, la crescita del debito pubblico.
Ma il debito pubblico non porta obbligatoriamente alla crisi economica. I debiti dei grandi paesi come gli USA e la Germania, si contano in triliardi di euro. Il problema sta nella mancanza di crescita economica e di produzione. In tal caso, si può prendere prestiti dalle grandi banche con tasso fino al 5%, fino alla fine della crisi.
In questa posizione esattamente ci trovavamo nel 2009, quando c'è stato il cambio del governo nel Novembre ed è diventato primo ministro Giorgio Papandreou. Per capire cosa ne pensa oggi il popolo greco della sua politica catastrofica, vi dico questi due numeri: alle elezioni del 2009 il partito socialista ha preso il 44% dei voti. Oggi le proiezioni lo portano al 6%.
Papandreou avrebbe potuto affrontare la crisi economica (che rispecchiava quella europea) con prestiti dalle banche straniere con il tasso abituale, cioè sotto al 5%. Se avesse fatto questo, non ci sarebbe stato alcun problema per il nostro paese. Anzi, sarebbe successo l'incontrario perché eravamo in una fase di crescita economica.
Papandreou, però, aveva iniziato il suo complotto contro il proprio popolo dall'estate del 2009, quando si è incontrato segretamente con il Sig. Stros Chan, con l'obiettivo di portare la Grecia sotto l'ombrello del FMI (Fondo Monetario Internazionale). La notizia di questo incontro è stata resa pubblica direttamente dal Presidente del FMI.
Per arrivare, però, sotto il controllo del FMI, bisognava stravolgere la situazione economica reale del nostro paese, far impaurire le grandi banche ed alzare i tassi d'interesse per i prestiti a numeri proibitivi. Questa operazione meschina è iniziata con l'aumento falso del debito interno, dal 9,2% al 15%. Per questa operazione criminale, il Pm Sig. Peponis, ha chiesto 20 giorni fa, il rinvio a giudizio per Papandreou e Papakostantinou (Ministro dell'economia).
Ha seguito la campagna sistematica in Europa di Papandreou e del Ministro dell'economia che è durata 5 mesi, per convincere gli europei che la Grecia è un Titanic pronto per andare a fondo, che i greci sono corrotti, pigri e di conseguenza incapaci di affrontare i problemi del paese.
Dopo ogni loro dichiarazione, i tassi d'interesse salivano, al punto di non poter ottenere alcun prestito e di conseguenza il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea hanno preso la forma dei nostri salvatori, mentre nella realtà era l'inizio della nostra morte.
Nel Maggio del 2010 è stato firmato da un solo Ministro il famoso primo accordo di salvataggio. Il diritto greco, in questi casi, esige, per un accordo così importante, il voto favorevole di almeno tre quinti del parlamento. Pertanto, in sostanza, il primo accordo e la Troica che oggi governa in Grecia, agiscono in modo completamente illegale non solo per il diritto greco ma anche per quello europeo.
Dal quel momento fino ad oggi, se i gradini che portano alla nostra morte sono venti, siamo già scesi più della metà. Immaginate che con questo secondo accordo, per la nostra "salvezza", offriamo a questi signori la nostra integrità nazionale e i nostri beni pubblici. Cioè Porti, Aeroporti, Autostrade, Elettricità, Acqua, ricchezze minerali ecc.;inoltre, i nostri monumenti nazionali come l'Acropolis, Delfi, Olympia, Epidauro ecc.perché con questi accordi abbiamo rinunciato ad eventuali rincorsi.
La produzione si è fermata, la disoccupazione è salita al 20%, hanno chiuso 80.000 negozi, migliaia di piccole fabbriche e centinaia di industrie. In totale hanno chiuso 432.000 imprese. Decine di migliaia di giovani laureati lasciano il paese che ogni giorno di più si immerge in un buio medioevale. Migliaia di cittadini ex benestanti, cercano nei cassonetti d'immondizia e dormono per strada.
Nel frattempo si dice che siamo vivi grazie alla generosità dei nostri "salvatori", dell'Europa, delle banche e del Fondo Monetario Internazionale. In realtà, ogni pacchetto di decine di miliardi che viene addebitato alla Grecia, torna per intero indietro, mentre noi ci accolliamo nuovi incredibili tassi d'interesse. E siccome c'è bisogno di continuare a far funzionare lo Stato, gli ospedali, le scuole ecc. la troica carica di extra tasse (assolutamente nuove) gli strati più deboli della società e li porta direttamente alla fame. Una situazione generalizzata di fame, abbiamo avuto all'inizio dell'occupazione nazista nel 1941 con 300.000 morti in 6 mesi. Adesso rivediamo la stessa situazione.
Se si pensa che l'occupazione nazista ci è costata 1 milione di morti e la distruzione totale del nostro paese, com'è possibile per noi greci accettare le minacce della Sig.ra Merkel e l'intenzione dei tedeschi di installare un nuovo gaulaighter… e questa volta con la cravatta…
E per dimostrare quant'è ricca la Grecia e quanto lavoratori sono i greci, che sono coscienti dell' Obbligo di Libertà e dell'amore verso la propria patria, basti ricordare l'epoca dell'occupazione nazista dal 1941 all'Ottobre del 1944. Quando le SS e la fame uccidevano 1 milione di persone e la Vermacht distruggeva sistematicamente il paese, derubando la produzione agricola e l'oro dalle banche greche, i greci hanno fondato il movimento di solidarietà nazionale che ha sfamato la popolazione ed hanno creato un esercito di 100.000 partigiani che ha costretto i tedeschi ad essere presenti in modo continuo con 200.000 soldati. Contemporaneamente, i greci, grazie al proprio lavoro, sono riusciti non solo a sopravvivere ma a sviluppare, sotto condizioni di occupazione, l'arte neo greca, soprattutto i settori della letteratura e della musica.
La Grecia ha scelto la via del sacrificio per la libertà e la sopravvivenza.
Anche allora ci hanno colpito senza ragione e noi abbiamo risposto con la Solidarietà e la Resistenza e ci siamo riusciti. La stessa cosa esattamente facciamo anche adesso ed abbiamo la certezza che il vincitore finale sarà il popolo greco. Questo messaggio mando alla Sig.ra Merkel ed al Sig. Soible, dichiarando che rimango sempre amico del Popolo Tedesco ed ammiratore del suo grande contributo alla Scienza, la Filosofia, l'Arte e soprattutto alla Musica! E forse, la miglior dimostrazione di questo è che tutto il mio lavoro musicale a livello mondiale, l'ho affidato a 2 grandi editori tedeschi, "Schott" e "V.Breitkopf" con cui ho un'ottima collaborazione.
Ci minacciano di mandarci via dall'Europa. Ma se l'Europa non ci vuole 1 volta, noi, questa Europa di Merkel e Sarkozi, non la vogliamo 10 volte.
Oggi è domenica 12 Febbraio. Mi sto preparando per prendere parte con Manolis Glezos, l'eroe che ha tirato giù la svastica dall'Acropolis, dando così il segnale per l'inizio non solo della resistenza greca ma di quella europea contro Hitler. Le strade e le nostre piazze si riempiranno di centinaia di migliaia di cittadini che esprimeranno la propria rabbia contro il governo e la troica.
Ho sentito ieri il nostro Primo ministro – banchiere rivolgendosi al popolo greco, dire che "siamo arrivati all'ora zero". Chi, però, ci ha portati all'ora ZERO in due anni? Le stesse persone che invece di trovarsi in prigione, ricattano i parlamentari per firmare il nuovo accordo, peggiore del primo, che sarà applicato dalle stesse persone con gli stessi metodi che ci hanno portato all'ora ZERO! Perché? Perché questo ordina l'FMI e l'Eurogroup ricattandoci perché se non obbediremo ci sarà il fallimento…
Qui assistiamo al teatro della paranoia. Tutti questi signori, che in sostanza ci odiano (greci e stranieri) e che sono gli unici responsabili della situazione drammatica alla quale hanno portato il Paese, minacciano, ricattano, ordinano con l'unico scopo di continuare la loro opera distruttiva, cioè di portarci sotto l'ora ZERO, fino alla nostra sparizione definitiva.
Siamo sopravvissuti nei secoli, in condizioni molto difficili ed è certo che se ci porteranno con la forza, con la violenza, al penultimo gradino prima della nostra morte, i Greci, non solo sopravvivranno ma rinasceranno. In questo momento, presto tutte le mie forze all'unione dinamica del popolo greco. Sto cercando di convincerlo che la Troica e l'FMI non è una strada a senso unico. Che esistono anche altre soluzioni. Guardare anche verso la Russia per una collaborazione economica, per lo sfruttamento delle nostre ricchezze minerarie, con condizioni diverse, a favore dei nostri interessi.
Per quanto riguarda l'Europa, propongo di interrompere l'acquisto di armamenti dalla Germania e dalla Francia. E dobbiamo fare tutto il possibile per prendere i nostri soldi, che la Germania ancora non ha saldato dal periodo della guerra. Tale somma ad oggi è quasi 500 miliardi di euro!!!
L'unica forza che può realizzare questi cambiamenti rivoluzionari è il popolo greco, unito in un enorme Fronte di Resistenza e Solidarietà, per mandare via la Troica (FMI e Banche) dal Paese. Nel frattempo devono essere considerati nulli tutti gli accordi illegali (prestiti, tassi d'interesse, tasse, svendita del Paese ecc.). Naturalmente, i loro collaboratori greci, che sono già condannati nella coscienza popolare come traditori, devono essere puniti.
A questo scopo (l'Unione di tutto il Popolo) mi sono totalmente dedicato e credo che alla fine ce la faremo. Ho fatto la guerra con le armi in pugno contro l'occupazione nazista. Ho conosciuto i sotterranei della Gestapo. Sono stato condannato a morte dai Tedeschi e sono vivo per miracolo. Nel 1967 ho fondato il PAM, la prima organizzazione di resistenza contro i colonnelli. Ho agito nell'illegalità contro la dittatura. Sono stato arrestato ed imprigionato nel "mattatoio" della dittatura. Alla fine sono sopravvissuto ancora.
Oggi ho 87 anni ed è molto probabile non riuscire a vedere la salvezza della amata patria. Ma morirò con la mia coscienza tranquilla, perché continuo a fare le mie battaglie per gli ideali della Libertà e del Diritto fino alla fine.
 
Mikis Theodorakis
Fonte: quiliberaitalia

CORSO DI TEOLOGIA DEL PLURALISMO

 

    Il corso biennale di teologia del pluralismo religioso è giunto agli ultimi tre incontri: i prossimi due si svolgeranno come al solito a Torino dalle 15,30 alle 18, mentre l'ultimo si terrà a Pinerolo nel corso di un'intera giornata (dalle 10 alle 17, con pranzo autogestito).

 

Ve ne parlo in anticipo per segnalare per tempo a chi è interessato/a alcuni consigli bibliografici, che possono servire per rendere più proficua la discussione sui temi trattati. Per ogni incontro segnaliamo un "testo base" e alcuni ulteriori testi utili "per un primo approfondimento".

 

Sabato 17 marzo 2012 h15,30-18 (c/o Colegio de Salamanca, v. Buozzi, 2 – Torino): La grande famiglia dell'induismo

Testo base: Hinduismo, a cura di G. Filoramo, Laterza

Per un primo approfondimento:

- F. Lenoir e Y. T. Masquelier, La religione, vol. III, La storia. India Estremo oriente Religioni indigene, UTET, pp. 1-399

- "Credere oggi", n.149, anno XXV, n.5 sett.-ott. 2005, Induismo, Messaggero, Padova

 

Sabato 5 maggio 2012 h15,30-18 (c/o Colegio de Salamanca, v. Buozzi, 2 – Torino): Un approccio all'Islam

Testo base: H. Küng, Islam. Passato, presente e futuro, BUR.

Per un primo approfondimento:

Islam, a cura di G. Filoramo, Laterza

F. Lenoir e Y. T. Masquelier, La religione, vol. II, La storia. Cristianesimo Islam, UTET, pp. 487-678

R. Benzine e C. Delorme, Chrétiens et musulmans. Nous avons tant de choses à nous dire, Albin Michel, 1997

Asma Lamrabet, Le coran et les femmes, Tawhid, 2007

 

Domenica 24 giugno 2012 h 10-17 (c/o sede del F.A.T., vicolo carceri – Pinerolo) – "Buddhismo e buddhismi"

Testo base: "Credere oggi", n. 155, anno XXVI, n. 5, sett.-ott. 2006, Buddhismo, Messaggero, Padova

 

Ciao

Francesco

 


ABOLIRE I CAPPELANI MILITARI


Bisogna abolire i cappellani militari. Sono contro il Vangelo

 

No al Concordato, no ai cappellani militari

 Nel momento in cui l’Italia attraversa un’aspra crisi economica e sociale e chiama tutti a fare sacrifici e a rinunciare a diritti pur legittimamente acquisiti anche la Chiesa cattolica romana deve fare la sua parte.

   Riteniamo perciò doveroso che le autorità cattoliche dimostrino la disponibilità a ridiscutere alcuni dei privilegi ottenuti con il nuovo Concordato, stipulato il 18 febbraio 1984, e con successivi accordi economici e normativi direttamente o indirettamente derivanti da quel patto. Sarebbe infatti scandaloso se la gerarchia cattolica non rinunciasse ora ai privilegi concordatari, così come auspicava il Concilio Vaticano II.

   In tale contesto, cercando di seguire Cristo nostra pace, noi riteniamo che l’istituto dei cappellani militari, che gli accordi Stato-Chiesa di fatto inquadrano nelle Forze armate, con relative stellette e retribuzioni, strida con la laicità dello Stato e con lo spirito dell’Evangelo di pace che dovrebbe animare sempre ogni attività ecclesiale. Al di là della buona volontà personale, l’istituzione stessa dei cappellani militari – come ci hanno profeticamente ricordato, tra gli altri, don Lorenzo Milani e padre Ernesto Balducci, e il vescovo don Tonino Bello – significa un appoggio simbolico alle armi. E se possiamo comprendere la volontà di assistere pastoralmente i militari, riteniamo che questa funzione non vada assolta da sacerdoti con le stellette e pagati dallo Stato, ma in altro modo, per esempio attraverso le parrocchie nel cui territorio sono stanziate caserme e centri militari o con distacchi volontari di preti o diaconi per le missioni all’estero, pronti a benedire le persone, ma mai le armi.

   Da più parti, in questi giorni, si è chiesto che il governo, che vuole caratterizzarsi per una politica di rigore, ridimensioni gli investimenti per la Difesa, in specie per l’acquisto degli aerei F-35, una spesa onerosissima – per noi incompatibile con le esigenze meramente difensive cui la nostra Patria è obbligata dalla Costituzione –  che potrebbe lodevolmente essere risparmiata, dirottando invece quell’immenso fiume di denaro per iniziative sociali e per aiutare gli strati più deboli della popolazione.                                   

 Speriamo che le comunità cristiane con i loro pastori siano con noi contro l’acquisto degli F-35 e contro le immense spese militari, e per promuovere invece la Difesa popolare nonviolenta.

   Imploriamo da Dio il dono della pace, ripetendo a noi stessi e a tutti: “Se vuoi la pace, cerca e prepara la pace”. 

 Roma, 18 febbraio 2012

28° dalla firma del nuovo Concordato

 promuovono: Cipax, Cdb SanPaolo, Pax Christi Roma


ICI PER LA CHIESA CATTOLICA?

Ci credo solo se lo vedo realizzarsi nei fatti. Bisognerà vedere concretamente come verrà stabilito dal governo rispetto a tutti quegli immobili oggi presenti in cui svolge un'attività commerciale, anche non esclusiva, ma prevalente.

Nel frattempo è guerra di cifre sugli introiti recuperabili dallo Stato. L'esenzione vale 100 milioni per la Conferenza episcopale italiana che riprende un'analoga valutazione fatta da Vieri Ceriani, sottosegretario all'Economia, ma riferita all'ammontare dell'elusione fiscale in capo alle diverse confessioni. Ben più alta, tra i 500 e 1600 milioni, la stima dell'Anci, l'associazione dei Comuni, che calcola in 171,5 miliardi il valore di tutti gli immobili italiani che, a vario titolo, non versano l'imposta. La soglia di un miliardo, tuttavia, non è esclusa del tutto dall'Ifel, l'ufficio studi dei Comuni. «Su questo tema sarebbe opportuno che il governo discutesse anche con noi», ripete il presidente Graziano Delrio. Mentre il portavoce della Cei, Domenico Pompili, va all'attacco: «Non è che fino ad oggi bastava la presenza di una cappella perché ci fosse un ampliamento dell'esenzione a tutto il resto. Al contrario. Se c'è una finalità non commerciale si è esentati, mentre il resto paga l'Ici come gli altri». Dal Vaticano nessun commento: «Si è parlato di tutto ma non di Ici», riferisce l'ambasciatore italiano presso la Santa Sede, Francesco Maria Greco, al termine della cerimonia per i Patti Lateranensi. Il tema è scivoloso. Allo stato attuale, manca un censimento attendibile sul ricco patrimonio immobiliare ecclesiastico. I luoghi di culto sono accatastati come E7, ma nessuno è in grado di dire quali di questi edifici siano usati per il business o la fede.
 (Repubblica, 17 febbraio)

 Attenti ai "trucchi"… La chiesa romana è abile  nell'aggirare le leggi.

 

IDIOZIE RAZZISTE

Che dire se dal primo marzo un controllore di Palazzo Civico andasse a riscuotere la tassa di soggiorno anche nei campi rom? La scena non è quella di un lungometraggio triste e un po' impegnato della cinematografia di sinistra ma la proiezione di un sogno del Carroccio. Il capogruppo in Comune Fabrizio Ricca da tempo ci ha abituato alle sue proposte choc. Ieri però ha battuto ogni record e conquistato il premio Toret per la sparata più grossa: «I campi attrezzati devono essere considerati come campeggi - scrive - e gli zingari devono pagare la tassa di soggiorno come qualsiasi altro turista». Serve un commento?
(s.stri).

(Repubblica 10 febbraio)

sabato 18 febbraio 2012

LO VEDREMO IN PRIGIONE?

Insomma, la cosa ha dell'insopportabile.
Sfila da un processo all'altro e, nel mezzo, insulta i magistrati.
Lo vedremo un po' in prigione Silvio Berlusconi dopo mille truffe e mille nefandezze ed altrettante porcherie?

GAY, IL FESTIVAL DEGLI STEREOTIPI

Sanremo manda in onda l'elenco più retrivo degli stereotipi sugli omosessuali e non risparmia neanche le donne. Le associazioni gay insorgono in coro, tanto più che si trovano riunite per un appuntamento d'eccezione: l'incontro voluto dall'Ufficio nazionale antidiscriminazioni tra i rappresentanti del Consiglio di Europa e alcuni esponenti del governo italiano per avviare azioni di contrasto a omofobia e transfobia, visto che l'Italia ne ha tanto bisogno.
Dopo l'intervento del ministro Elsa Fornero, che promette «strumenti normativi e interventi educativi fin dalla primissima infanzia» e che dichiara: «non ho visto Sanremo», i rappresentanti delle associazioni chiamati a intervenire non si trattengono. Troppa l'ndignazione per la serata sanremese. Tra le frasi incriminate: «Un omosessuale è una donna senza flusso mestruale». Un colpo sparato dal duo dei Soliti idioti Mandelli e Fabrizio Biggio che contiene due offese in una: verso i gay, considerati dal pregiudizio «maschi mancati», e verso le donne in menopausa, viste come ormai fuori uso, sottolinea con forza Rita De Santis, alla testa di Agedo, associazione di genitori di omosessuali. «Mi terrorizza l'idea che questo video sia tra i più cliccati in Youtube dai ragazzi», aggiunge.
Lo sketch già noto nel web diventa la presunta novità gay della seconda serata che mostra alcuni siparietti di scarso livello raggiungendo il top con il duo «idiota»: un ridicolo individuo vestito di arancione in coppia con un altro talmente vanesio da rispondere a qualunque domanda «non lo so». Dinanzi a loro Gianni Morandi che alla fine viene-baciato dall'arancione a rimarcare lo stereotipo del gay sempre pronto a saltare addosso al maschio etero. «La satira si fa sulle opinioni e non sulla condizione o sulla identità delle persone - sottolinea Paolo Patanè, presidente di Arcigay – mentre i rappresentanti delle nostre istituzioni non hanno il coraggio di pronunciare le parole gay e lesbica, arrivano offese da una trasmissione iperpopolare. Non si può alzare l'audience sulla pelle della gente».
Critici gli avvocati della rete Lenford con Antonio Rotelli: «Se fossero state prese in giro persone di colore, ci sarebbe stata la percezione della discriminazione in atto». Non a caso il Consiglio di Europa bacchetta l'Italia perché ancora troppo omofoba. La riprova è che, seppur mediocre, il siparietto di altri artisti contro gli snob razzisti ha avuto l'inequivocabile sapore della denuncia. A ferire è l'amplificazione del messaggio: «è una solita idiozia, se gira nel web fa poco danno, ma sul palco di Sanremo cambia senso e lievita. Una scelta di scarsa, cultura e intelligenza», sottolinea Rossana Praitano, presidente del Mario Mieli. Unanime il giudizio sul livello pessimo: «Non è stato solo orripilante, ma fuori luogo, le questioni di orientamento sessuale vanno maneggiate con cura, invece l'effetto è stato incomprensibile - dichiara Gigliola Toniollo, alla testa della Cgil Nuovi diritti - Se volevano essere dissacratori sono riusciti a dare il messaggio opposto». Ivan Scalfarotto, alla testa di Parks, allerta sulla pericolosità: «II duo è popolare tra i ragazzi delle scuole per i quali prendere in giro così gli omosessuali vuol dire essere vincenti. Hanno veicolato tutti i pregiudizi sui gay, come se avessero detto che "gli ebrei sono avari e hanno il naso adunco" o che "i negri puzzano", ma la gente non si è indignata perché sulle persone omosessuali non c'è ancora la stessa sensibilità diffusa. Non è stata satira, ma solo offesa».
Per Arcigay e Agedo, già autori di una lettera alla commissione di vigilanza Rai, la misura è colma: chiedono le scuse. E Morandi annuncia: dirò «adoro i gay».
Delia Vaccarello

(L'Unità, 17 febbraio)

SOLO LUI E LEI?

Caro direttore, Torino città laboratorio? ma fatemi il piacere! Torino città all'avanguardia? ma fatemi il piacere! Leggo che per San Valentino «arriva il museo per due», si va in due pagando un solo biglietto. Magnifico, era tanto che non giravo per musei, ho detto al mio moroso «andiamoci!». Ma poi leggo che saranno «lui e lei» a pagare un solo biglietto, lo stesso varrà per «padre e figlia», «mamma e bimbo», «fratello e sorella», insomma tutte coppie di sesso rigorosamente diverso. Lui e lui non esistono, lei e lei neppure, persino all'interno della famiglia i sessi devono essere diversi, un babbo non può andare con suo figlio, né una mamma con sua figlia, un fratello con il fratello, una sorella con la sorella, assisteremo a scambi di familiari davanti alle casse dei musei? Sarebbe tutto ridicolo e penoso se non fosse tragico e offensivo.
Andrò con il mio moroso a fare jogging, il freddo glaciale ci sarà più amico dei musei torinesi.
Angelo Pezzana

(Repubblica 10 febbraio)

F-35, l'Italia acquista i primi tre

ROMA- L'Italia ha già ordinato i primi tre cacciabombardieri F-35 Jsf, a circa 80 milioni di dollari l'uno: Claudio Debertolis, direttore nazionale degli Armamenti, lo ha confermato ieri alla commissione Difesa della Camera. Secondo il generale Debertolis, «i primi aerei costeranno di più, il prezzo diminuirà con l'andare avanti del programma».
Non è chiaro se il prezzo indicato comprenda le spese di progetto e lo stabilimento di Cameri, dove dovrebbero essere montate le ali dei controversi cacciabombardieri. Quello che appare chiaro è che le lavorazioni italiane non porteranno nuovi posti di lavoro: sarà il personale prima addetto alla costruzione dell'Eurofighter a essere «spostato» sul nuovo jet. Questo, sostiene Debertolis, «poiché la produzione del caccia europeo ha subito uno stop per la mancata mega-commessa dell'India».
La scelta di NewDelhi, che acquisterà 126 caccia francesi Rafale invece che Eurofighter, pone serie difficoltà al consorzio europeo. Ma a creare il problema più grande per il primo vero progetto militare comunitario è stata proprio la decisione dell'Italia, che di fatto si sta tirando indietro dal consorzio, preferendo l'americano Joint Strike Fighter alle prospettive di evoluzione del jet europeo. Questo mentre il Regno Unito sta valutando un accordo con la francese Dassault, costruttrice del Rafale, per realizzare un sistema operativo comune con l'Eurofighter Tvphoon, modello evoluto del caccia con possibilità di attacco a terra.
L'Aeronautica segnala la necessità di sostituire presto i caccia Tornado e Amx, e ricorda che sono state difficoltà politiche, più che scelte militari, a minare il consorzio Eurofighter. Ma resta da verificare se l'F-35 potrà essere operativo in tempi brevi: la produzione è partita prima della fine dei test, in quella che Frank Kendall, direttore delle acquisizioni del Pentagono, ha definito «scelta negligente». A rischio è soprattutto la versione "B" a decollo corto: contrariamente a quanto dice il ministro della Difesa Di Paola, il Pentagono non ha mai «certificato che i problemi sono risolti». Il ministro Panetta ha solo tolto alla Lockheed la probation (la presenza di ispettori durante la produzione), voluta dal predecessore Gates. Una decisione «prematura», secondo diversi senatori, fra cui John McCain, ex pilota ed eroe del Vietnam, perché nell'aereo «sono stati individuati nuovi problemi di struttura e di propulsione».
Giampaolo Cadalanu
(Repubblica 8 febbraio)