domenica 31 maggio 2020

INCONTRO BIBLICO DEL GRUPPO PRIMAVERA SENIOR


INCONTRO GRUPPO SENIOR
DOMENICA 31 MAGGIO 2020 on line

La piccola riflessione che io e Antonella volevamo proporvi oggi, riguarda uno dei cardini della nostra fede:
FIDARSI DI DIO E AFFIDARSI A LUI.
Più passano gli anni e più trovo che questo sia il centro della mia fede, perché mi fa sentire creatura e quindi fragile, ma riconoscendo di avere un Creatore, posso affidarmi e fidarmi di Lui.
Questo passaggio non è per me per niente facile, per questo cerco nelle Scritture bibliche dei brani che me lo ricordino.
Ho trovato un valido aiuto nel libro dei Salmi.
Una piccola precisazione storica:
Il Libro dei Salmi  scritto in ebraico e, secondo l'ipotesi maggiormente
 condivisa dagli studiosi, la redazione definitiva del libro è avvenuta 
in Giudea, forse alla fine del III secolo a.C., raccogliendo testi di varia
 origine, composti da autori ignoti lungo i secoli precedenti 
(il salmo considerato più antico è il 104 che riprende l'egiziano
È composto da 150 capitoli, ognuno dei quali rappresenta un 
autonomo 
salmo o inno di vario genere: lode, supplica, meditazione sapienziale. 
Il Libro dei Salmi è incluso fra Libri Sapienziali, è anche 
detto Lode o Salterio.

Il libro dei Salmi per anni non mi ha mai particolarmente interessata.
Il linguaggio arcaico, le immagini a volte truculente o legate alla guerra, Dio presentato, a volte, come re, giudice severo e punitivo mi hanno allontanata da questo libro.
Ma la lettura in Comunità di qualche Salmo e specialmente l’aiuto ricevuto da don Franco Barbero che, da specialista, ci ha spiegato il contesto in cui il salmo esaminato, era stato composto, il suo significato e il messaggio che voleva trasmettere, mi hanno fatto cambiare totalmente idea.
Ora tengo il libro dei Salmi, nell’edizione del 1975 scritta da don Franco Barbero, sul tavolino della stanza in cui vivo di più e ogni tanto mi siedo a leggerne uno…
Le strofe che mi parevano violente e l’immagine di Dio che mi infastidiva, contestualizzandole, non mi creano più alcun problema. Ho imparato a cercare tra le mille parole di questo libro, quelle che parlano al mio cuore e mi aiutano a rinnovare la mia fiducia in Dio e a benedire il mio Creatore.
Alcuni di questi versetti desidero condividerli con voi.
 Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
 Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose,
dal fango della palude;
ha stabilito i miei piedi sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, una lode al nostro Dio.
Molti vedranno e avranno timore
e confideranno nel Signore.
Beato l'uomo che ha posto la sua fiducia nel Signore e non si volge verso chi segue gli idoli
né verso chi segue la menzogna. (Salmo40)

Fino a quando, o uomini sarete duri di cuore?
Perché correte dietro a cose vane e illusorie?
Per chi si affida a lui
Il Signore fa miracoli:
il Signore mi ascolta quando lo invoco” (Salmo 4)

Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone, quello su cui mi appoggio,
rende sicuri i miei passi. (Salmo 23)

Sia benedetto il Signore,
che ha dato ascolto alla voce della mia preghiera,
il Signore è mia forza e mio scudo,
ho posto in lui la mia fiducia,
mi ha dato aiuto ed esulta il mio cuore,
con il mio canto gli rendo grazie. (Salmo 28)

Tu hai cambiato la mia angoscia in danza,
la mia veste di lutto in abito da festa.
Perciò non posso tacere, canto al tuo nome:
Signore, mio Dio, ti loderò per sempre. (Salmo 30)

O Dio, non lasciarmi ora
che sono vecchia, coi capelli bianchi.
Così potrò narrare la tua potenza;
a chi verrà parlerò della tua giustizia,
fino al giorno in cui avrò vita. (Salmo 71)

Ti dico grazie, o Signore mio Dio,
con tutte le forze della mia vita:
per sempre glorificherò il tuo nome.
Hai per me un amore smisurato,
mi hai strappato dalle mani della morte. (Salmo 86)

Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci da cima a fondo.
Scrutami, o Dio, esplora il mio cuore,
vaglia e giudica i miei pensieri.
Guarda se vado dietro al mio interesse
e guidami sulla via della vita. (Salmo139).

RIFLESSIONI

Come possiamo aiutarci ad avere fiducia in Dio?
Gesù in questo ci è stato maestro: si rivolgeva al Padre, lo pregava e lo benediceva. Benedire significa dire bene, cioè narrare le opere che Dio compie nel mondo, ma anche saper riconoscere quelle che compie nella nostra vita.
Spesso ho un po’ di timore a collegare Dio con quello che mi accade, ma in tutto ciò che è positivo, voglio vedere la Sua presenza, altrimenti Dio continuerebbe a stare ”nell’alto dei cieli “ e non avrebbe niente a che fare con la mia vita. A me un Dio estraneo, non interessa.
Maria Grazia e Antonella




LA PRIMAVERA RITORNA SEMPRE

"L'uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre fiori...
Ma non può distruggere la primavera".
M.K.Gandhi

LA PREGHIERA CHE CAMBIA LA VITA


La preghiera per cambiare la nostra vita
14 maggio
Oggi a livello ufficiale cattolico è stata indetta la giornata mondiale di preghiere perché Dio liberi il mondo dalla pandemia. Vorrei procedere dopo una breve riflessione critica ad una proposta molto costruttiva. Esiste effettivamente la deviazione di credere in un Dio interventista che dall’alto dei cieli possa fare tutto, un Dio che esaudisce le nostre richieste, guarisce le malattie, punisce il male, premia il bene.
Allora se Dio esaudisce me, perché non ha esaudito il mio vicino di casa? Un Dio che guarisse A e ignora B è un Dio che veramente dobbiamo lasciarci alle spalle.
Oggi questa concezione del Dio elargitore della grazia è una perversione ancora abbastanza frequente. Dobbiamo proprio cambiare mentalità, cambiare prospettiva.
Abbiamo dimenticato quello che Gesù ci ha insegnato e che tutta la Bibbia ci conferma: si prega solo Dio.
Gesù ci ha insegnato a rivolgerci a Dio, non si è mai sognato di pregare qualche altro o di dire che pregassero lui. Gesù ha sempre fatto centro, come la Scrittura ebraica gli ha insegnato a pregare Dio. Siamo noi che poi nel corso dei secoli, mettendo un po’ da parte Dio e mettendolo lassù come colui che dirige e comanda, abbiamo cominciato a pregare Gesù( cosa che gli avrebbe fatto drizzare i capelli)e poi come non bastasse la Madonna e poi i santi e poi inventare nel 12º 13º e poi 15º secolo il rosario e poi i santi come i tirapiedi di Dio che intercedano presso di lui.
Che devastazione che divagazione.
Oggi noi sappiamo bene che le malattie si curano con la medicina, sappiamo bene che le devozioni sono spesso delle idolatrie e quindi sarebbe molto bene che noi imparassimo a ritornare all’essenziale della preghiera.
Dio non ha bisogno di intercessori, di intermediari che essendo più vicino a lui gli presentino le nostre richieste.
Dietro un fiume di parole devozionistiche, abbiamo dimenticato che la preghiera parte da un profondo ascolto, da un silenzio. Cercare di praticare il silenzio come il tempo dell'attesa è una cosa formidabilmente importante. Quando noi preghiamo (e lo dico con rispetto per tanti modi diversi) la preghiera è alimento della fede. Come ci educhiamo ad una sana alimentazione, così bisogna educarci ad una sana e adulta alimentazione della fede.
Nel mio blog raccolgo spesso testimonianze di uomini e donne che pregano e vorrei dire a ciascuno di noi ti è per caso successo che hai smesso di pregare personalmente?
Certo in alcuni culti ti hanno fatto andar via la voglia di pregare, ma tu cerca dei riferimenti, una comunità con cui pregare insieme Anche nel passato tradizionale ci sono state esperienze da non buttare, certe preghiere in famiglia, certi momenti di ringraziamento e di lode a Dio prima del pasto.
Quando ero bambino io ricordo che, portandomi nei rifugi durante i bombardamenti, si pregava. Sapevamo bene che le bombe non le cacciava via Dio, però pregavamo per darci fiducia, per guardare avanti insieme e vorrei dire qualche cosa di molto costruttivo.
Come cercare le vie di una preghiera adulta, di una preghiera che faccia veramente maturare in noi la fede?. Il teologo Lenaers grande teologo i cui libri sono editi dall’Editore Massari in Italia scrive: “Che cos'è la preghiera? La preghiera è l’esperienza di un incontro più o meno cosciente con il Tu divino quali parole riempiano questo incontro e quale immagine aiutino ad esprimerlo è abbastanza secondario. Nella preghiera occorre trovare le immagini per fare il centro della questione le immagini però sono stampelle il centro della questione è l’incontro che abbiamo previsto con Dio. Abbiamo bisogno di linguaggi chi prega non vuole capire Dio vuole incontrarlo in un certo senso il linguaggio della preghiera, continua il teologo Lenaers, è simile al linguaggio degli innamorati perché è anche un meta linguaggio un linguaggio in cui le parole sono semplicemente la personificazione di rapporti e sentimenti e non hanno lo stesso ruolo che hanno nel linguaggio quotidiano. Sono la busta non la lettera che è in essa”.
E un'altra bellissima riflessione la compì Agostino di Ippona e quindi siamo nel quarto secolo. “Davanti agli occhi del mio spirito volevo l'intero creato tutto ciò che ne possiamo scorgere ossia la terra, il mare, l'aria, gli astri, gli alberi, gli animali mortali e tutto ciò che ci rimane invisibile avvolte penetrata da ogni parte da te Signore che pure rimanevi in tutti i sensi unico mare che contenga nel suo interno una spugna grande a piacere però finita e ripiene evidentemente in ogni sua parte del mare immenso. Così concepivo la tua creazione finita e ripiena di te infinito dicevo ecco Dio ecco le creature di Dio”.
Che bello questo tenere insieme il Dio e la creazione.
Ma dire Tu rivolgendosi a Dio è un modo adulto di pregare? A mio avviso esiste un Tu che quasi vuole essere la fotografia di Dio, come se fosse come un uomo o una donna, ma il Tu detto a Dio è un Tu funzionale alla relazione amorosa, che usa questo pronome personale come una cifra amorosa del mistero di Dio.
So bene che non è il Tu di mio padre, di mia madre, di un altro uomo, di una donna, coi capelli o calvo eccetera, in carne e ossa, non è il Tu dell'iconografia sacra. Sono linguaggi simbolici per indicare una relazione d'amore. Pensate questo Tu come suona spesso nella Bibbia nella varietà e nella pregnanza dei vari linguaggi allusivi e simbolici . “Tu buon pastore, Tu sole mio, Tu sorgente, Tu acqua che zampilla sempre, Tu pozzo, Tu fuoco che non si spegne, Tu energia che riempie il mondo, Tu custode dei miei giorni, Tu sapienza che mi guida ,Tu mio rifugio, Tu mio pastore, Tu mio custode, Tu difensore del povero dell’orfano, della vedova dello straniero, Tu tenero come un padre, Tu l'aquila che porta i suoi figli Tu il mio aiuto Tu che raccogli le lacrime, Tu che ascolti il grido, Tu che mandi la benedizione”.
Nella bibbia ebraica il Tu non è sempre un teismo, non è la raffigurazione di una persona fisica, ma è un immaginario espansivo e affettivo. Chi dice “Tu Sei il pozzo” non ha l'immagine di uomo.
“Tu sei il pastore” non ha l'idea di fissare l'immagine di Dio; “Tu sei l'acqua” “Tu sei la sorgente”. Qui non si definisce Dio, ma si allude a lui in una relazione di amore: è il tu di Gesù al Padre.
Scrive Molari in un recente libro: “il rapporto che si stabilisce, si sviluppa nella preghiera è di carattere strettamente personale perché termina alla realtà suprema e alla fonte della nostra struttura di creature. Non c'è alcun rischio di confusione. La creatura non è Dio. Nella preghiera Dio è accolto in modo eminente, più eccelso è più grande di tutte le sue creature”.
Non c'è nessun linguaggio, nulla che dica tutto di Dio, le nostre sono espressioni allusive. Pensate al Salmo 131: Dio è colui che tiene noi in braccio come una madre tiene in braccio il bambino. Pensate al Salmo 8, il salmo della meraviglia, di questo Dio che ha creato le cose, di questo Dio che ci guarda e siamo noi di fronte a Dio.
Meraviglia, silenzio, ascolto poche parole spesso e di nuovo silenzio e di nuovo ascolto perché per fare un buon rifornimento bisogna che ci sia uno spazio vuoto dentro di noi. Ma pensate l’immaginario bello con cui un grande credente Arturo Paoli disse in una meravigliosa preghiera “o Dio tu sei il porto che attende ciascuno di noi”.
Ecco allora che cosa volevo prefiggermi con questa riflessione. Educhiamoci ad una preghiera essenziale, liberante, una preghiera che non cambi la volontà di Dio, che cambi le nostre vite, che ci nutra che ci apra alla creazione, che ci apra alla solidarietà che apra le nostre mani i nostri cuori. Noi non preghiamo perché Dio ci esaudisca ma perché facciamo spazio alla ricerca della sua volontà e vogliamo cercare di compierla. Sì, la preghiera è fatta per cambiare la nostra vita, per accogliere il soffio leggero della volontà, voce di Dio e poi per prendere sul serio l'energia creativa di Dio che ci spinge a vivere con cura, con impegno, con gioia le nostre relazioni con le creature.
La relazione con Dio sfocia e conduce necessariamente, se la nostra è una fede vera, ad aprirci a tutte le creature in un atteggiamento di compagnia umile e di solidarietà fattiva e calda.
Vi auguro che questo Tu, che questi nomi che diamo a Dio, che questo approssimarci a Lui faccia crescere il senso del mistero, gli spazi del silenzio, gli spazi dell'ascolto, il tempo dell'attesa.
E' in questo cammino che troviamo le creature alle quali stringere la mano perché nella compagnia di Dio c'è la compagnia di tutto il creato.
Buona serata, buonanotte a voi amici e amiche
Franco Barbero
(Trasposizione del vocale del 14 maggio 2020 a cura di Franca Gonella e Fiorentina Charrier)


Dio e gli idoli

Credo che uno dei problemi più concreti con i quali ci troviamo a fare i conti è quella forma di secolarismo che cancella Dio dall'orizzonte della vita e dalla relazione dei viventi. Ma spesso l'azzeramento di Dio non conduce affatto alla eliminazione degli idoli.
Chi non ha un Dio in cielo può avere tanti idoli sulla terra. "Una pioggia di dei sta cadendo dal cielo sui riti funebri dell'unico Dio..." (Kolakowski]. Anzi lo "spazio" un tempo occupato dal Dio biblico può venire invaso da una legione di idoli che ci imprigionano nei loro "templi" e hanno i loro "santi". Intanto dimmi cosa compri, quando compri, quanto compri, come compri, dove compri e ti dirò esattamente chi sei o - meglio - chi credi di essere e quale "dio" adori.
[il Manifesto 20 maggio]

Ogni cosa viene edificata, innanzi tutto dentro di noi, perché il primo materiale è sempre la forza morale, la volontà e la determinazione di arrivare fino in fondo.
CARLO SGORLON
[il Manifesto 5 maggio]

sabato 30 maggio 2020

E...LA GENTE


E la gente rimase a casa
e lesse libri e ascoltò
e si riposò e fece esercizi
e fece arte e giocò
e imparò nuovi modi di essere
e si fermò
e ascoltò più in profondità
qualcuno meditava
qualcuno pregava
qualcuno ballava
qualcuno incontrò la propria ombra
e la gente cominciò a pensare in modo differente
e la gente guarì.
E nell’assenza di gente che viveva
in modi ignoranti
pericolosi
senza senso e senza cuore,
anche la terra cominciò a guarire
e quando il pericolo finì
e la gente si ritrovò
si addolorarono per i morti
e fecero nuove scelte
e sognarono nuove visioni
e crearono nuovi modi di vivere
e guarirono completamente la terra
così come erano guariti loro.

di Kitty O’Meara

DALLA COMUNITA' DI PIOSSASCO:30 MAGGIO 2020

La speranza in noi.

Padre nostro, noi sappiamo che Tu solo
sei la sorgente della nostra vita.
Sappiamo che in ogni donna e ogni uomo
ci sono segni di speranza, perché li hai messi Tu; 
ma dobbiamo scoprirli e farli germogliare,
e dar " ragione della speranza che é  in noi"
imparando a conoscerti sempre meglio, 
per poter illuminare la vita di tutti.

Aiutaci , Signore a  credere in Te presente nella nostra vita;
a dare un nuovo vigore alla nostra speranza per correre con gioia e dinamismo
a costruire una città  affidabile,
dove edificare ogni giorno, 
con l' impegno di tutti,  credenti e non credenti, comunità più solidali e fraterne, dove spezzare il pane delle nostre mense 
delle nostre inquietudini e sofferenze, 
delle gioie e delle attese,
dove annunciare Te , nostra unica speranza. 
                      Suor Agnese

Signore, ho bisogno di credere nella tua presenza nella mia vita,
di avere la speranza che Tu mi accompagni nei momenti duri della mia esistenza. 

 Leggiamo insieme il salmo 71.

                     Maria Grazia S.





Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

MADONNISMO COME COPERCHIO DELLA PENTOLA VUOTA

La pentola vuota del cattolicesimo ufficiale, che ritorna al rito liturgico tridentino con il prete che gira la schiena al popolo, che rilancia le indulgenze , che respinge le proposte del Sinodo panamazzonico, che
e cerca di spegnere ogni ricerca di rinnovamento reale, ha bisogno di un coperchio che non lasci vedere il brodino surriscaldato che la riempie.
Ebbene tutti i grandi santuari mariani hanno riaperto gli spazi, le devozioni, i pellegrinaggi con questo 31 maggio a conclusione del mese mariano.
Il turismo mariano è ripartito alla grande.
Chi si accontenta gode. Chi cerca un po' di Vangelo, seriamente letto e meditato, si rivolga altrove. E così, attorno a questi brodini surriscaldati, che le destre vogliono e che il papa permette,sono riprese tutte le attività ecclesiastiche.
Franco Barbero

GRANDI MANOVRE DELLA DESTRA TRADIZIONALISTA : BOSE E DINTORNI

Nulla di grave è successo nella comunità monastica di Bose. La sua realtà comunitaria, solida e costruttiva, non aveva bisogno di un intervento vaticano così altisonante e imperioso. I normali problemi intercomunitari  trovano soluzione con il normale dialogo. 
Il vero problema è la prepotenza con cui il vaticano è intervenuto producendo gravi sofferenze a tutti indistintamente e a quanti nella chiesa cattolica e ben oltre avevano un riferimento positivo evangelico in questa comunità.
Che cosa penso?
Penso che si sia voluto coinvolgere papa Francesco in un momento particolarmente fragile e contraddittorio del suo ministero.
E' ben chiaro che qui è in atto una congiura della destra cattolica più reazionaria che cerca di destabilizzare questa ultima fase del pontificato di papa Francesco, usando ogni episodio anche locale per creare attorno a Francesco sconcerto e confusione. A Bose non c'è un'ombra di eresia o di dissenso.
La partita è totalmente altra e gli attori principali sono le destre cattoliche e politiche in forte espansione e la destra curiale piena di intrighi e tranelli. Questa destra ha già vinto alcune partite come la riammissione della messa tridentina, le indulgenze, la soppressione e la bocciatura delle migliori istanze del Sinodo panamazzonico e il NO totale al ministero delle donne.
Ma queste destre vogliono impedire che il Sinodo tedesco e quello australiano possano esprimere un sostanziale rinnovamento rispetto al ministero di uomini probati e di donne.
In sostanza vogliono dire chiaramente a papa Francesco che non si azzardi alla benché minima apertura. Queste destre reazionarie vogliono seppellire totalmente il Concilio Vaticano II e ricondurre tutta la chiesa cattolica al Concilio di Trento sotto l'aspetto dottrinale, disciplinare e ministeriale.
Forse ci rendiamo poco conto di quanto sia vasta questa rete di tradizionalisti, sovranisti, fondamentalisti e fascisti nel tessuto sociale ed ecclesiale.
Sono pieni di denaro e di finanziamenti dei più squallidi movimenti family day e dispongono di mezzi di comunicazione davvero potenti.
Ormai sono presenti in tutte le diocesi.
Dentro questo contesto si svolgono le grandi manovre dei cardinali all'insegna del motto: "E' meglio che ci teniamo pronti". Parlano e progettano rivolti al futuro conclave. Sanno ancora attendere, ma la rete cresce. 
Per loro è importante che l'antipapa Ratzinger resti in vaticano come punto di riferimento e come ispiratore delle manovre di successione.
Se volete una documentazione precisa di tutta questa mano d'opera anti-evangelica leggete gli studi di Luigi Sandri su CONFRONTI 4-5-6 del 2020.
E noi che cosa possiamo fare?
1)Siamo nel dolore e vogliamo essere vicini alla comunità di Bose e ad Enzo Bianchi perché, pur nelle posizioni differenti sui grandi temi della cristologia, abbiamo sempre ritenuto positivo il loro impegno biblico ed ecumenico.
2) Dobbiamo chiedere ed esigere che venga allontanato dal Vaticano Joseph Ratzinger, la vera disgrazia di questa nostra chiesa, affinché cessi di fare dei guai come ispiratore e tessitore di progetti reazionari e perché, con enorme rispetto, venga collocato agli arresti domiciliari per i reati di complicità nel coprire gli abusi sui minori. 
Qualcuno ricorderà che 7 anni e due mesi fa scrissi una lettera in cui esprimevo il mio presentimento dei danni che un antipapa avrebbe arrecato alla chiesa.
3) Non lasciamoci deprimere. Queste perfide manovre non possono spegnere la luce e la forza del Vangelo. Il Dio di cui Gesù ci ha dato testimonianza ci spinge a guardare avanti oltre il potere di questi molossi dell'ortodossia tridentina e a continuare dal basso la nostra umile testimonianza .
4) Ripeto: dal basso; ribadisco: dal basso.
Se ci aspettiamo che la chiesa rinasca da un trono, siamo degli illusi.....Tocca a noi credere che Dio fa sorgere donne e uomini profetici che già sono in mezzo a noi e ci invitano a camminare con fiducia verso il futuro.
don Franco Barbero
Festa di Pentecoste 2020

RISPONDE UMBERTO GALIMBERTI

Cosa ci ha insegnato la pandemia?
Niente. 
Torneremo il precedente stile di vita con la foga di chi ha vissuto un periodo di astinenza 
In questi giorni di coronavirus ci viene continuamente detto e rassicurato che tutto tornerà alla normalità. Ma è questa la normalità a cui ci ha portato il nostro stile di vita. In un mondo globalizzato come il nostro i risultati sono quelli attuali. Pensiamo ai processi di produzione della carne, in particolare quella suina e agricola. In passato la popolazione animale si distribuiva in piccole fattorie di tipo familiare, oggi la mega produzione di carne negli allevamenti lager converte ciascun animale in una sorta di laboratorio di mutazione virale. Nel pieno attuale della pandemia ci affanniamo a cercare il colpevole, ma il colpevole è il nostro stile di vita. La massimizzazione del profitto a cui tende la nostra società non rispetta le risorse naturali, perché le risorse non sono più considerati una ricchezza, ma uno strumento da sfruttare per sempre maggiori guadagni. Il neo liberismo ha mutato ai nostri occhi il capitalismo in uno stato naturale di vita. Non c'è una normalità alla quale ritornare, perché questa è la normalità a cui il nostro stile di vita ci ha portato.
 Salvatore Passaniti

Per noi occidentali è normale che se premiamo un interruttore si accende la luce, se apriamo il rubinetto scende l'acqua, se ruotiamo una manopola si accende il gas e se per una settimana, per qualsiasi incidente, queste possibilità non ci fossero date si bloccherebbe tutto. 
Queste disponibilità a cui non prestiamo ormai la minima attenzione, ci segnalano anche quanta precarietà caratterizza la nostra esistenza, in ogni suo aspetto dipendente dalla tecnica, per cui non ho alcun esitazione nell'affermare che noi occidentali siamo il popolo più debole della terra, perché siamo i più tecnicamente assistiti. 
Se Marx, a suo tempo, poteva dire che la vita dell'uomo  è regolata "dal ricambio organico" con la natura, oggi dobbiamo dire che persino il rapporto con la natura che lei, caro  lettore, evoca è mediata dalla tecnica. Se  volgiamo uno sguardo alla monotonia di distese di cereali, solcate da mietitrici solitarie e irrorate, nei paesi tecnologicamente più avanzati, da antiparassitari erogati in volo, abbiamo un esempio indicativo di come la tecnica, nel suo provocare la natura, come dice Heidegger in realtà la denaturalizza, creando un paesaggio così poco naturale che persino una grande fabbrica offre un volto più umano. 
Se poi dal mondo vegetale passiamo al mondo animale, l'estrema degradazione di essere viventi, sottratti al loro ambiente naturale, alimentati forzatamente anche con farmaci antibiotici a causa del loro affollamento, sottoposti a illuminazione artificiale, deprivati sensorialmente e così trasformati in macchine da uova e da carne, è la prova più evidente di come la tecnica snaturi la terra e distanzi ogni cosa dal suo antico radicamento naturale. Ma ormai anche la natura, per effetto dell'incremento demografico ha forse superato il suo limite biologico, per cui senza l'intervento della tecnica, non è più in grado di provvedere alla sussistenza delle sue creature. Ma proprio quando anche la regolazione dei processi naturali è trasferita alla tecnica, non sono da escludere, come la pandemia in atto, anche processi catastrofici, che, a differenza di quelli naturali, avvengono per l'incrocio casuale dei processi di produttività ed efficienza, tipici della tecnica, là dove oltrepassano i limiti della natura. 
Se poi consideriamo che oggi, come ci ricorda Guenther Anders: "la nostra capacità di fare è di gran lunga superiore alla nostra capacità di prevedere gli effetti del nostro fare" possiamo concederci l'ottimismo di chi pensa che presto potremo tornare alle condizioni di vita a cui eravamo abituati prima della pandemia? 
Se infine consideriamo che il denaro è diventato il generatore simbolico di tutti i valori o, come dice lei, che: la massima azione del profitto non rispetta le leggi naturali, perché le risorse della natura sono sfruttate per sempre maggiori guadagni", il cerchio si chiude. E l'ottimismo che ha sollecitato l'apertura della fase due, con la leggera euforia collettiva che ha accompagnato il desiderio di  tornare al nostro precedente stile di vita, si rivela per quello che è: la prerogativa delle persone poco informate. 

Venerdì di Repubblica 23 maggio 2020

CELEBRAZIONE EUCARISTICA DELLA COMUNITA' DI VIA CITTA' DI GAP: 31 MAGGIO 2020 ORE 10


EUCARESTIA DEL 31 MAGGIO 2020


SIGNORE TIENI ACCESA LA NOSTRA LAMPADA!!

P. Saluto all’assemblea

Momento musicale

T. Eccoci, o Dio, insieme per celebrare le tue lodi!

1)Se riusciamo ad incontrarci,
nonostante le traversie della vita,
nonostante i nostri egoismi,
nonostante il coronavirus che ci trattiene in casa,
nonostante tutto,
è solo grazie alla Tua presenza che ci aiuta a trovare il modo di stare insieme.

T. Lode a Te, Dio della Vita!

2) Benedetto sei Tu che continui ad alimentare la lampada del nostro cuore,
che continui ad ascoltarci,
come fai da sempre con tutte le persone più fragili che chiedono il tuo aiuto,
ma soprattutto che non ti stanchi di sorreggerci
e ci inviti a vivere i nostri giorni,
sapendo che possiamo contare su di te, SEMPRE!

G. Ora ascoltiamo la Parola di Dio, cercandola tra le righe delle Scritture.

Dal Vangelo di Matteo cap.25,1-13. 
«Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci ragazze le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrare lo sposo. Cinque di loro erano stolte e cinque avvedute; le stolte, nel prendere le loro lampade, non avevano preso con sé dell'olio; mentre le avvedute, insieme con le loro lampade, avevano preso dell'olio nei vasi. Siccome lo sposo tardava, tutte divennero assonnate e si addormentarono. Verso mezzanotte si levò un grido: "Ecco lo sposo, uscitegli incontro!" Allora tutte quelle ragazze si svegliarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle avvedute: "Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono". Ma le avvedute risposero: "No, perché non basterebbe per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene!" Ma, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; e quelle che erano pronte entrarono con lui nella sala delle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi vennero anche le altre ragazze, dicendo: "Signore, Signore, aprici!" Ma egli rispose: "Io vi dico in verità: Non vi conosco". Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora (Matteo 25, 1-13).
Riflessione

Intanto spero che la traduzione parli delle dieci ragazze, senza dirci se sono vergini o no. Sono giovani donne. Qui non si tratta di un requisito fisico, ma viene sottolineata la loro giovinezza. Se poi riusciamo a superare il disagio di quella porta perentoriamente chiusa allo scoccar della mezzanotte, il nostro intimo parteggiare per quelle escluse, tagliate fuori dalla festa e a superare lo "scandalo" di questo olio non condiviso, allora possiamo entrare nel cuore della provocatoria parabola che stiamo leggendo.

Il centro di questa pagina evangelica è un forte appello alla nostra personale responsabilità
Attorno a questo "insegnamento" centrale si avvolgono altre preziose riflessioni. Ma non dobbiamo lasciar cadere questo richiamo alla responsabilità personale nel generico.
Il Vangelo vuole interpellarmi in prima persona: io, nel cammino della mia vita, imparo a diventare responsabile? Accetto la fatica di questo itinerario psicologico ed evangelico?
Solo in Matteo troviamo questa parabola che l'evangelista narra riflettendo sulla vita della sua comunità in cui, nell'attesa della venuta del regno di Dio, c'è già il rischio di addormentarsi e, per giunta, di restare "senza olio", senza il nutrimento necessario per affrontare il lungo cammino.

Questa pagina, in verità, è talmente riferita alla vita della comunità da essere letta più come allegoria che come parabola.
Il contrasto tra le ragazze sagge e quelle stolte è segnalato appositamente per descrivere quello che Matteo scopre nella sua comunità dove troppi ormai si sono rilassati. Quella "porta chiusa" del versetto 10 non ha il tenore di un castigo, ma il significato di un invito alla vigilanza, un'esortazione vibrata e "risvegliante".

Erano trascorsi appena 50- 60 anni dalla morte-risurrezione di Gesù e, archiviata l'illusione della venuta imminente del regno di Dio, l'attesa diventava faticosa. Queste dieci ragazze sono l'immagine della comunità che, sulla parola di Gesù, attende che si realizzino le promesse di Dio, qui simboleggiato dallo sposo. Anche se Dio tarda a realizzare le promesse, bisogna vegliare: avere occhi (le lampade), amore (l'olio) e udito pronto a percepire nel cuore della notte i segni che annunciano la sua presenza.

L'attesa di cui ci parla la parabola è piena di aspettative e spesso lo sposo, cioè la novità, non arriva. C'è un ritardo che può precipitare tutti nella più tenebrosa notte. La parabola che con uno scenario piuttosto strano fa arrivare lo sposo a mezzanotte, ci dice che occorre avere tanto olio: l'olio della fede, della fiducia, della speranza, della solidarietà, della perseveranza.
Sono convinta che questa parabola di Gesù sia diventata per la comunità di Matteo anche una allegoria in cui i vari soggetti si riconoscono ora vigilanti ora dormienti, parli ancora molto a noi sia come parabola del tenere accesa la fiaccola, sia come invito a leggere la nostra fragilità che spesso oscilla tra la veglia e la sonnolenza.
Fiorentina C.

Riflessioni comunitarie.

Momento musicale

PREGHIERA EUCARISTICA

1)In questi giorni, in cui siamo costretti a fermarci di più,
speriamo di riuscire a capire
che solo Tu sei l’olio per la nostra lampada,
che ci tiene in vita,
che ci permette di non soccombere all’angoscia,
che ci dona la capacità di inventare modi nuovi per starci vicini,
per continuare a relazionare tra di noi e a condividere quel poco che
siamo e che abbiamo
2)Solo tu puoi continuare ad amarci nonostante la nostra piccolezza.
Ti chiediamo perdono, o Dio della Vita.
Il tuo Amore, il tuo sorriso
e la tua mano sostengano i nostri giorni,
nonostante il nostro duro cuore.
1)Donaci la capacità di continuare a sognare,
anche in questi tempi incerti,
proprio perché solo Tu mantieni accesa
la Speranza nel nostro cuore.
2) Grazie per la Tua Parola che scopriamo fra le tante parole della Bibbia. La Tua Parola ci interroga, ma allo stesso modo ci sostiene. L'alberello della nostra vita senza il Tuo calore e la Tua acqua si seccherebbe.

P.Ora, ricordando la vita e le scelte di Gesù spezziamo il pane, dividendolo fra di noi, come possiamo.
Con questo gesto ci impegniamo a condividere il nostro tempo, il nostro denaro, i nostri sorrisi, le nostre speranze con chi ha meno di noi.

T. Gesù, in quella cena che aveva tanto atteso di vivere con i suoi amici e le sue amiche, vedendo ormai vicina l'ora in cui la congiura avrebbe prevalso, concentrò nel semplice gesto del pane spezzato e del vino condiviso tutto il suo insegnamento e disse: "Prendete e mangiate: la mia vita è data per voi e per l'umanità. Quando farete questo pasto, lo farete per non dimenticarvi di me".
Poi prese la coppa del vino e, porgendone a bere a tutti/e, disse: "Prendete e bevete: la mia vita ha pagato fino allo spargimento del sangue la dedizione alla causa di Dio, dei fratelli e delle sorelle. Dio vi garantisce una Alleanza eterna, perfetta: Egli non ritirerà mai il suo Amore dall'umanità.
Fate questo pasto, ve lo raccomando, per non dimenticarvi di me e di tutto quello che vi ho detto e che ho fatto".

CONDIVISIONE DEL PANE E DEL VINO

” Padre nostro”

Preghiere spontanee

BENEDIZIONE FINALE

PREGHIAMO

Non possiamo semplicemente pregarti, o Signore, di porre fine alla guerra; Perché sappiamo che hai creato il mondo tale
Che l'uomo deve trovare la propria via verso la pace
In se stesso e con i suoi vicini.

Non possiamo semplicemente pregarti, o Signore, di porre fine alla fame; Perché ci hai sempre fornito le risorse
Con le quali nutrire il mondo intero
Se solo le usassimo saggiamente.

Non possiamo semplicemente pregarti, o Signore,
Di sradicare il pregiudizio,
Perché ci hai già donato gli occhi
Con i quali vedere il bene in tutti gli uomini
Se solo li usassimo rettamente.

Non possiamo semplicemente pregarti, o Signore, di por fine alla disperazione, Perché ci hai già dotato di un profondo intelletto con il quale
Scoprire cure e rimedi, Se solo lo usassimo costruttivamente.

Ti preghiamo invece, o Signore,
Per l'energia, la risolutezza e la forza di volontà,
Per agire anziché pregare solamente,
Per trasformarci anziché desiderare semplicemente.

(Jack Riemer, Likrat Shabbat)

(M.Grazia Bondesan

per la Comunità cristiana di base di Via città di Gap Pinerolo)












GRUPPO BIBLICO DELLA COMUNITA' DI PIOSSASCO : DOMENICA 31 MAGGIO ORE 10


RIFLESSIONI SUI CAP DAL 28 al 35
DEL LIBRO DI ISAIA
I capitoli dal 28 al 33 sembrano essere originari di Isaia.
In questi capitoli si alternano accuse verso il popolo di Israele per la sua infedeltà e brani in cui Dio riconferma la sua Alleanza e il suo amore per il suo popolo.
Siccome conosciamo bene tutte le nostre infedeltà, oggi ho pensato di fare una lettura particolare. Ho voluto scegliere di questi capitoli tutti i brani che in qualche modo ci donano la fiducia in Dio. Proprio di questo vorrei parlare con voi oggi.
Credo che il centro della mia fede e della nostra fede sia fidarsi di Dio e affidarsi a Dio. Ma cosa significa in concreto nella vita di tutti i giorni, nel quotidiano e nel lungo periodo?
Questa pandemia mi ha fatto capire che non decido un bel niente. Io che credevo di essere l’artefice di tante mie scelte. Io che credevo di avere nelle mie mani la mia vita e di decidere il mio destino. No, sono una creatura fragile, limitata e paurosa.
Non mi resta che fidarmi e affidarmi a Dio.
Dopo la lettura di questi brani ne parleremo insieme.
CAP.28, 23-29
Si parla della saggezza del Signore che è la saggezza del coltivatore che pianta le sue sementi e le batte secondo la loro specie.
23 Porgete l'orecchio e ascoltate la mia voce,
fate attenzione e sentite le mie parole.
24 Ara forse tutti i giorni l'aratore,
rompe e sarchia la terra?
25 Forse non ne spiana la superficie,
non vi semina l'anèto e non vi sparge il cumino?
E non vi pone grano e orzo
e spelta lungo i confini?
26 E la sua perizia rispetto alla regola
gliela insegna il suo Dio.
27 Certo, l'anèto non si batte con il tribbio,
né si fa girare sul cumino il rullo,
ma con una bacchetta si batte l'anèto
e con la verga il cumino.
28 Il frumento vien forse schiacciato?
Certo, non lo si pesta senza fine,
ma vi si spinge sopra il rullo
e gli zoccoli delle bestie senza schiacciarlo.
29 Anche questo proviene
dal Signore degli eserciti:
egli si mostra mirabile nel consiglio,
grande nella sapienza.
Cosa vuol dire per noi imparare ad essere sagg*?
Saper discernere, avere pazienza.

CAP.30, 18-26
18 Eppure il Signore aspetta per farvi grazia,
per questo sorge per aver pietà di voi,
perché un Dio giusto è il Signore;
beati coloro che sperano in lui!
19 Popolo di Sion che abiti in Gerusalemme, tu non dovrai più piangere; a un tuo grido di supplica ti farà grazia; appena udrà, ti darà risposta. 20 Anche se il Signore ti darà il pane dell'afflizione e l'acqua della tribolazione, tuttavia non si terrà più nascosto il tuo maestro; i tuoi occhi vedranno il tuo maestro, 21 i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te: «Questa è la strada, percorretela», caso mai andiate a destra o a sinistra. 22 Considererai cose immonde le tue immagini ricoperte d'argento; i tuoi idoli rivestiti d'oro getterai via come un oggetto immondo. «Fuori!» tu dirai loro. 23 Allora egli concederà la pioggia per il seme che avrai seminato nel terreno; il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso; in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato. 24 I buoi e gli asini che lavorano la terra mangeranno biada saporita, ventilata con la pala e con il vaglio. 25 Su ogni monte e su ogni colle elevato, scorreranno canali e torrenti d'acqua nel giorno della grande strage, quando cadranno le torri. 26 La luce della luna sarà come la luce del sole e la luce del sole sarà sette volte di più, quando il Signore curerà la piaga del suo popolo e guarirà le lividure prodotte dalle sue percosse.
Dio dà, Dio toglie. Questa era l’immaginario che ha accompagnato per anni la nostra fede. Dio manda le disgrazie per colpa dei nostri peccati. Dio guarisce, Dio fa miracoli.. Come conciliare tutto questo con una diversa immagine di Dio?
Noi diciamo che Dio non è onnipotente, ma lo diciamo noi… Dio comunque è altro dai nostri immaginari umani. Noi possiamo solo pensarlo con i nostri schemi mentali. Ma ho capito che non lo si può incasellare, di questo sono certa.


CAP.31,
5 Come gli uccelli spiegano le ali sulla loro nidiata,
così il SIGNORE degli eserciti proteggerà Gerusalemme;
la proteggerà, la libererà,
la risparmierà, la farà scampare.
Dio ci protegge...


CAP.32,15-20
15 Ma infine in noi sarà infuso uno spirito dall'alto; allora il deserto diventerà un giardino e il giardino sarà considerato una selva.16 Nel deserto prenderà dimora il diritto e la giustizia regnerà nel giardino.17 Effetto della giustizia sarà la pace, frutto del diritto una perenne sicurezza.18 Il mio popolo abiterà in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi sicuri,19 anche se la selva cadrà e la città sarà sprofondata.20 Beati voi! Seminerete in riva a tutti i ruscelli e lascerete in libertà buoi e asini.
Dio ci ricorda che non c’è pace senza diritto e per realizzare questo Dio manda il suo Spirito su di noi.


CAP.33,14-
14 Hanno paura in Sion i peccatori,
lo spavento si è impadronito degli empi.
«Chi di noi può abitare presso un fuoco divorante?
Chi di noi può abitare tra fiamme perenni?».
15 Chi cammina nella giustizia e parla con lealtà,
chi rigetta un guadagno frutto di angherie,
scuote le mani per non accettare regali,
si tura gli orecchi per non udire fatti di sangue
e chiude gli occhi per non vedere il male:
16 costui abiterà in alto,
fortezze sulle rocce saranno il suo rifugio,
gli sarà dato il pane, avrà l'acqua assicurata.
……….Poiché il Signore è nostro giudice,
il Signore è nostro legislatore,
il Signore è nostro re;
egli ci salverà.
23 Allora anche i ciechi divideranno una preda enorme,
gli zoppi faranno un ricco bottino.


Ma Dio ci richiama alle nostre responsabilità.


Isaia 35,1-10
1 Il deserto e la terra arida si rallegreranno,
la solitudine gioirà e fiorirà come la rosa;
2 si coprirà di fiori,
festeggerà con gioia e canti d'esultanza;
le sarà data la gloria del Libano,
la magnificenza del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del SIGNORE,
la magnificenza del nostro Dio.
3 Fortificate le mani infiacchite,
rafforzate le ginocchia vacillanti!
4 Dite a quelli che hanno il cuore smarrito:
«Siate forti, non temete!
Ecco il vostro Dio! Verrà la vendetta,
la retribuzione di Dio;
verrà egli stesso a salvarvi».
5 Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e saranno sturati gli orecchi dei sordi;
6 allora lo zoppo salterà come un cervo
e la lingua del muto canterà di gioia;
perché delle acque sgorgheranno nel deserto
e dei torrenti nei luoghi solitari;
7 il terreno riarso diventerà un lago,
e il suolo assetato si muterà in sorgenti d'acqua;
nel luogo dove dimorano gli sciacalli
vi sarà erba, canne e giunchi.
8 Là sarà una strada maestra, una via
che sarà chiamata la Via Santa;
(nessun impuro vi passerà) essa sarà per quelli soltanto;
quelli che la seguiranno, anche gli insensati, non potranno smarrirvisi.
9 In quella via non ci saranno leoni;
nessuna bestia feroce vi metterà piede
o vi apparirà;
ma vi cammineranno i redenti.
10 I riscattati dal SIGNORE torneranno,
verranno a Sion con canti di gioia;
una gioia eterna coronerà il loro capo;
otterranno gioia e letizia;
il dolore e il gemito scompariranno.
Qui viene descritto il ritorno del popolo dall’esilio.
Anche la nostra vita è un cammino di andate e di ritorni, di passi avanti e di passi indietro. Questo brano poetico ci riempie di fiducia.
Sta a noi saper vedere e gustare le meraviglie che Dio opera nella nostra vita.
Le sappiamo narrare?
Facendolo, ne prendiamo consapevolezza, ma spesso abbiamo timore per paura di essere banali, ma in questo modo Dio non viene mai nominato e pian piano sparisce. Che ne dite?
Maria Grazia B.



La memoria diventa vita

1. Ricordarci di Gesù, o Padre, non può essere una parola; non può essere nemmeno la ripetizione di un rito più o meno bello. Facciamo memoria di lui solo se lo seguiamo nella vita, solo se facciamo nostre le sue scelte e le sue speranze.

2. Ricordarci di Gesù, o Padre, fare questa memoria qui oggi significa tante piccole cose concrete nella vita d'ogni giorno: vuol dire tenere in vita ed alimentare tutti i frammenti e le fiammelle di speranza e di gioia nei quartieri, nei posti di lavoro, ovunque c'è un po' di futuro in gestazione.

1. Oggi, mentre il mio lavoro, la mia casa, i miei orari, il mio dolore e tutta la mia vita rischiano di dividermi dal fratello, Tu ci chiedi di abbattere giorno dopo giorno, o Padre, qualche muro di divisione o almeno di esperimentare sempre nuove strade e nuovi sentieri di comunione, senza pero fuggire nel cielo delle idee e senza sottrarci alla fatica dei passi concreti e piccoli.

2. In questo cammino della vita nuova, che si compie mettendo pietra su pietra, noi Ti crediamo presente, o Padre, anche se i nostri occhi non Ti vedono. Vogliamo accogliere la testimonianza dei nostri fratelli e delle nostre sorelle nella fede... Abramo, Mosè, Anna, Pietro, Maria di Nazareth, Maria di Magdala.

1. Siccome il salmo dice che «il Tuo lavoro è la liberazione», noi crediamo che Tu sei, o Padre, il primo operaio nell'immenso cantiere della liberazione umana. Tu sei presente nella fatica e nella gioia del liberarsi che compiono tanti uomini e tante donne.
F. B.