abbiamo anche il premier...

Fra Inteso
Il teologo della liberazione Josè Marins parla della chiesa cattolica istituzionale in America Latina in una lunga intervista comparsa su Adista del 25 ottobre.
Per usare l'espressione di Eduardo Galeano, la Chiesa cattolica ha "le vene aperte": perde in quantità numerica e in qualità. Cresce il "soffocamento" intra-ecclesiale. È come stare con la testa dentro un sacco di plastica: manca l'aria e si hanno allucinazioni. Stiamo tornando indietro rispetto a quanto è stato assunto dal Vaticano II: nella liturgia, nella formazione dei seminaristi, nella scelta dei periti, dei rettori e dei vescovi, nella pratica della collegialità, nell'ecumenismo
Sono sfumati i contorni della Chiesa locale, che, diversamente dall'epoca di Medellin, non è più nella condizione di offrire la sua originale collaborazione all'insieme cattolico, ma "preferisce" ascoltare le consegne tracciate dall'esterno dalle autorità di turno. Il buon parroco, il vescovo fedele sono quelli che chiedono ai "superiori" cosa conviene dire. Ancora peggiore è il centralismo prepotente.
Mi riferisco alla proliferazione di "eunuchi" burocratici, intellettuali, pastorali creati per sostenere il modello canonizzato. C'è un ossessione per i numeri movimenti e congressi che riempiono stadi e piazze con la stessa dinamica del tifo uniformato.
Lunedì 27 ottobre si sono svolti a Pinerolo i funerali del biblista protestante Bruno Corsani, pastore valdese, per lunghi anni docente di Nuovo Testamento alla Facoltà Valdese di Roma. Muore un grande credente e un vero maestro.
I suoi studi continueranno a nutrire i nostri cammini di fede per molto tempo.
A Sua Santità il Papa Benedetto XVI,
Mi rivolgo direttamente a Lei, Vicario di Cristo e Capo della Chiesa Cattolica, con deferenza da sincero credente nella fede in Gesù e da strenuo protagonista, testimone e costruttore della Civiltà cristiana, per manifestarLe la mia massima preoccupazione per la grave deriva religiosa ed etica che si è infiltrata e diffusa in seno alla Chiesa. Al punto che mentre al vertice della Chiesa taluni alti prelati e persino dei suoi stretti collaboratori sostengono apertamente e pubblicamente la legittimità dell'islam quale religione e accreditano Maometto come un profeta, alla base della Chiesa altri sacerdoti e parroci trasformano le chiese e le parrocchie in sale da preghiera e da raduno degli integralisti ed estremisti islamici che perseguono lucidamente e indefessamente la strategia di conquista del territorio e delle menti di un Occidente cristiano che, come Lei stesso l'ha definito, "odia se stesso", ideologicamente ammalato di nichilismo, materialismo, consumismo, relativismo, islamicamente corretto, buonismo, laicismo, soggettivismo giuridico, autolesionismo, indifferentismo, multiculturalismo. Si tratta di una guerra di conquista islamica che ha trasformato l'Occidente cristiano in una roccaforte dell'estremismo islamico al punto da "produrre" terroristi suicidi islamici con cittadinanza occidentale, dove la minaccia più seria non è tanto quella degli efferati tagliatori di teste che impugnano le armi, quanto quella dei subdoli tagliatori di lingue che hanno eretto la dissimulazione a precetto di fede islamica, dando vita a uno stato islamico in seno allo stato di diritto, basato su un'ampia rete di moschee e di scuole coraniche dove si predica l'odio, si inculca la fede nel cosiddetto "martirio" islamico, si pratica il lavaggio di cervello per trasformare le persone in combattenti della guerra santa islamica; di enti caritatevoli e assistenziali islamici che in cambio di aiuti materiali plagiano e sottomettono le menti; di banche islamiche che controllano fette sempre più ampie della finanza e dell'economia mondiale accreditando il diritto islamico; di veri e propri tribunali islamici che in Gran Bretagna sono già riusciti a imporre la sharia, la legge islamica, equiparata al diritto civile su questioni attinenti allo statuto personale e familiare, anche se assumono delle sentenze che violano i diritti fondamentali dell'uomo, quale la legittimazione della poligamia e la discriminazione della donna. Questi sono fatti: ci si creda o meno, piacciano o meno, ma sono fatti reali, oggettivi, innegabili. Questa conquista islamica delle menti e del territorio si è resa possibile per l'estrema fragilità interiore dell'Occidente cristiano: sono due facce della stessa medaglia. Il nostro Occidente emerge sempre più come un colosso di materialità dai piedi d'argilla perché senz'anima, in profonda crisi di valori, che tradisce la propria identità non volendo riconoscere la verità storica ed oggettiva delle radici giudaico-cristiane della propria civiltà. E' un Occidente ideologicamente e concretamente colluso con l'avanguardia dell'esercito di conquista islamico che mira a riesumare il mito e l'utopia della "Umma",
Magdi Cristiano Allam
Riporto da Adista la seguente informazione. Mi raccomando: mandate le fotografie al papa. Io gli ho scritto: "Disobbedientissimo nel Signore".
Un monumentale mosaico con l'immagine di papa Ratzinger campeggerà a Città del Messico in occasione del VI Incontro Mondiale delle Famiglie che si svolgerà in quella città dal 13 al 19 gennaio 2009. gli organizzatori dell'incontro stanno raccogliendo in tutto il mondo 7mila foto digitali con le quali sarà composto il grande mosaico raffigurante il papa. Ha già il nome "mosaico delle famiglie" e sarà scoperto nel contesto dell'appuntamento messicano. L'iniziativa si chiama "Il Papa vuole conoscere la tua famiglia" e ad essa possono partecipare tutti coloro che invieranno entro il 12 dicembre per posta elettronica (fotoemf2009@gmail.com ) una fotografia con l'indicazione del nome del capofamiglia, il cognome della famiglia, il Paese di origine e la città. Il quotidiano della Santa Sede definisce l'iniziativa la testimonianza "che il Papa è presente in tutte le famiglie e che in lui queste ultime sono tutte rappresentate".
Se non fossi stato impegnato fuori Pinerolo, nell'incontro pomeridiano di domenica 26 ottobre avrei proposto alcuni temi che a me sembrano utili per dei cristiani/e di base oggi.
A me queste "interpellazione" e questi interrogativi sembrano urgenti, ma le opinioni sono largamente e positivamente diverse anche nelle comunità cristiane di base.
I nostri itinerari di fede sono segnati dalla particolarità. Io non andrò certo mai ad un convegno ecclesiale che metta al centro la riflessione politica. Sono impegnato laicamente nel mondo e ho molti luoghi e spazi di approfondimento.
Riporto da Repubblica del 18 ottobre l'intervista al professor Carlo Bernardini a cura di Elena Dusi.
"Il Papa che incassa l'8 per mille non può parlare di soldi a noi, che in questi giorni lottiamo per non far annegare l'università". L'argomento finanziario è quello che più fa sobbalzare sulla sedia Carlo Bernardini, ex senatore vicino al Pci e professore di fisica alla Sapienza. Uno dei docenti che in primavera firmò la lettera di protesta contro la prolusione di Benedetto XVI all'università.
Il Papa ha attaccato più volte la scienza. Ma il tema dei soldi emerge per la prima volta?
"Il pontefice dimostra di essere molto male informato. Il guadagno facile si trova altrove. Forse non sa che i ricercatori, specialmente i giovani, hanno paghe da miseria, vivono nel precariato e sono i primi a perdere il posto in caso di tagli. Le affermazioni del Papa rasentano l'incredibile.
Come risponde all'idea di una scienza senza etica?
"Di che etica ci viene a parlare un Papa che ha visitato gli Stati Uniti e non ha sollevato l'argomento della pena di morte? Sono uno dei fondatori dell'Unione degli scienziati per il disarmo perché credo che la lotta contro la guerra e le armi di distruzione di massa vada condotta con mosse concrete, non con gli argomenti di principio".
Benedetto XVI ha pronunciato il suo discorso 10 anni dopo l'enciclica Fides et Ratio.
"Giovanni Paolo II considerava fede e ragione due elementi compatibili fra loro. Ognuno restava delle sue convinzioni, ma almeno c'era rispetto reciproco. Questo Papa ha una posizione molto più arretrata e il discorso di oggi dimostra che non ha timore di mettere i piedi nel piatto".